Il manoscritto
Serie: La Finestra in via dei matti
- Episodio 1: Scrittura di gruppo
- Episodio 2: Il manoscritto
- Episodio 3: Finalmente… l’inizio
- Episodio 4: Come รจ nato il libro (prologo 1/2)
- Episodio 5: Com’รจ nato il libro (prologo 2/2)
- Episodio 6: Guardo fuori per la prima volta veramente
- Episodio 7: Basta una spinta
- Episodio 8: Un nuovo punto di vista
- Episodio 9: Scrivere
- Episodio 10: Un branco di matti
STAGIONE 1
Finito il turno di lavoro, ero uscito dalla pizzeria piรน leggero di quando ero entrato. Letteralmente. Irina, la sera del racconto di Miguel, aveva preteso che le portassi il manoscritto finito, in modo da non procrastinare piรน e lasciare finalmente che qualcuno leggesse i racconti che avrei scritto. E il limite massimo era arrivato.
โMi dai scadenze come se fossi il mio editore!โ piagnucolai quando Irina mi impose quel limite di tempo.
โLe basi per le tue storie ce le haiโ sentenziรฒ lei โnon hai piรน scuse per rimandare. Sviluppale come sai fare, la tua fantasia non vede lโora di essere lasciata libera di spaziare in quelle poche righe che hai scritto su ognuno dei tuoi personaggiโ.
โPer il tuo ho giร in mente un cambio di look: una scopa e un cappello nero a punta!โ
Irina mi guardรฒ intensamente, gli occhi ridotti a due fessure sottili sottili.
โMi stai dando della strega?โ gli chiese.
โVedo che ti ci sei rivista subitoโ ribattei in tono di sfida. Irina liberรฒ la sua risata cristallina.
โAssolutamente sรฌ, ti prego! Fammi volare su tutta la cittร a mandare incantesimi e malocchi! Eโ lโunica spiegazione per il fatto che il mio bel cameriere sudamericano si sia innamorato di me dopo aver speso migliaia di euro in Spritz per far colpo su di luiโ e diede un bacio sulla guancia a Miguel.
La tensione a quel punto si era spezzata e tutti iniziammo a parlare animatamente tra di noi , ma non piรน del mio libro. Parlavamo di tutto, di noi, delle nostre vite. Della mia ancora non avevo voglia di dire nulla a dire il vero, ma bastavano le vite degli altri per fare un gran baccano in quel monolocale. Seduto al tavolo guardavo le tre bizzarre persone che erano piombate nella mia vita dal nulla, e che in quel โnullaโ a quanto pare non avevano piรน intenzione di tornare. In quel momento sentii come la certezza che Irina, Miguel e Bruno non mi avrebbero lasciato solo mai piรน. Sarebbero stati lรฌ con me, per sempre.
La conversazione si spostรฒ poi sulle opzioni di cena per quella sera perchรฉ nessuno aveva voglia di tornare a casa sua e a nessuno era nemmeno venuto in mente di chiedermi se per caso avessi qualcosa in frigo. Passammo un altro paio dโore insieme, a mangiare cinese e a parlare. Quando fu ora di salutarsi, Irina si fermรฒ sulla soglia e si girรฒ a guardarmi. Sorrise.
โDue settimaneโ ripetรฉ come se la cena fosse stata una parentesi in mezzo ad una conversazione ancora non conclusa โA costo di venire descritta con la pelle verde e i foruncoli sul naso, insisto per avere il manoscritto finito tra due settimane. Oggi รจ giovedรฌ, ma ormai si รจ fatto tardi, quindi ti do tempo fino a venerdรฌ 17.โ
โMa porta scalogna!โ protestai. Pur non essendo mai stato superstizioso, un poโ mi disturbava che il primo progetto che probabilmente avrei portato a termine, sarebbe stato terminato in un giorno malaugurato.
โTranquillo che la sfortuna ti colpirร piรน forte se non me lo porti!โ disse Irina seria.
Sospirai, rassegnato,
โPiuttosto te lo porto giovedรฌ 16โ
Irina battรฉ le mani felice.
โEra proprio quello che volevo sentirti dire!!โ fece un passo verso di me, mi accarezzรฒ i riccioli che mi coprivano la fronte e continuรฒ โUn paio di mesi fa mi avresti detto che lo avresti portato sabato 18, al massimo, stai davvero migliorando!โ e se ne andรฒ.
Ora, consegnato il manoscritto ad Irina, non sapevo piรน cosa fare a casa. Le ultime due settimane le avevo passate a scrivere in ogni minuto libero e adesso mi ritrovavo ad andare avanti e indietro per il monolocale, a volte cercando addirittura il malloppo di fogli in modo automatico.
Erano passati un paio di giorni dalla consegna del manoscritto e, non sapendo cosa fare, mi sedetti annoiato al tavolo della cucina, la finestra nascosta dietro la tenda che mi avevano regalato Irina e Miguel. Tanto per il momento non mi serviva piรน guardare fuori, e avere una copertura dal sole di metร mattina era anche piacevole. Se non fosse stato per quella eccentrica fantasia a foglie enormi e di qualsiasi tonalitร possibile di verde.
La prima volta che Bruno era venuto a prendere il caffรฉ dopo che era stata montata la tenda, appena entrato in casa aveva sbarrato gli occhi e aperto la bocca, ma non si era azzardato a dire niente. Aveva richiuso la bocca e si era limitato a fischiare.
โBeh, se volevi dare un poโ di colore allโappartamento direi che ci sei riuscitoโ mi disse dopo esserci seduti al tavolo coi caffรจ davanti.
โTanto lo sai giร che non lโho scelta ioโ gli risposi โPerchรฉ hai aspettato fino adesso per dire qualcosa?โ
โVolevo essere prima sicuro che mi facessi il caffรจโ rispose ridendo di gusto, e giร era partito ad immaginare le sceneggiate tra me e Irina prima che lei vincesse e facesse appendere la tenda ad un costernato Miguel.
Ripensando a quel momento, mi resi conto che ormai era arrivato lโorario in cui Bruno scendeva per prendere il caffรฉ con me, cosรฌ, quando unโombra sembrรฒ fermarsi per un attimo davanti alla finestra non mi preoccupai di niente e andai verso la porta.
Bussarono, ma non era il tocco di Bruno. Non ci assomigliava nemmeno. Trattenni il respiro e mi immobilizzai. Bussarono di nuovo, cosรฌ mi avvicinai di soppiatto alla porta per guardare dallo spioncino.
Unโuomo alto e slanciato sostava sullo zerbino che mi aveva regalato Bruno. Ci sarebbe stata una storia da scrivere anche sullโarrivo dello zerbino davanti alla mia porta, ma in quel momento ero troppo concentrato a cercare di identificare quellโuomo.
Insicuro se restare o andarsene, lo sconosciuto tirรฒ fuori il suo cellulare dalla tasca posteriore dei pantaloni e immaginai che cercasse un numero di telefono nella rubrica. Sfogliai mentalmente tutte e 15 le persone a cui avevo dato il mio numero di cellulare per cercare di capire se uno di loro potesse averlo dato a quellโuomo, ma probabilmente ormai nemmeno la metร di quelle persone aveva ancora il mio numero, figurarsi darlo in giro.
Comunque mi accorsi che non stava chiamando me.
โCiao, scusami se ti disturbo, ma sembra non essere in casaโฆ in che senso ci deve essere per forza?โ lโuomo aspettรฒ la risposta dallโaltra parte e disse โCosa vuol dire che aspetta Bruno? Chi รจ Bruno?โ
Mi si gelรฒ il sangue. Chi era quellโuomo? Ma soprattutto con chi stava parlando? Lo esaminai ancora piรน attentamente, ma non poteva essere armato, la camicia era troppo aderente e i pantaloni troppo corti sulla caviglia per nascondere una fondina. Che fosse uno strangolatore? In fondo a loro basta solo un filo di ferro.
Mentre meditavo su tutti i modi in cui quello sconosciuto avrebbe potuto uccidermi e improvvisamente notando la somiglianza con Daniel Craig (lโattore che ha interpretato James Bond, per intenderci) arrivรฒ anche Bruno davanti alla porta.
Mi maledii quando lo vidi arrivare: avrei dovuto chiamarlo e dirgli di stare alla larga finchรฉ lo sconosciuto non se ne fosse andato, ma ero troppo preso dalla situazione e mi ero pure dimenticato che sarebbe arrivato da un momento allโaltro.
โPosso aiutarla?โ gli chiese Bruno. Avrei voluto urlargli da dietro alla porta e chiedergli se avesse intenzione di aiutarlo ad uccidermi.
โIl signor Tommaso?โ chiese lo sconosciuto perplesso. Bruno rise.
โIo? Tommaso? Ma mi faccia il piacereโฆ io sono Bruno, vengo a prendere il caffรจ qui tutte le mattineโ.
Ma dove eravamo, nel paese dei balocchi? Da quando in qua si spiattellano le proprie abitudini quotidiane a perfetti estranei? In quel momento giurai a me stesso che se ne fossimo usciti vivi, avrei dato a Bruno qualche lezione di sopravvivenza. Lui era rimasto agli anni in cui potevi lasciare le chiavi fuori dalla porta che tanto il pericolo piรน grande che poteva capitare era che entrasse in casa la suocera.
โAh, signor Bruno! Piacere di conoscerla!โ gli sorrise lโuomo โo dovrei chiamarla Carmelo?โ
A quella domanda risero entrambi come se fossero vecchi amici. Carmelo? Come faceva quellโuomo a sapere che Bruno aveva ispirato il personaggio di Carmelo? E Bruno non era preoccupato minimamente che uno sconosciuto sapesse di Carmelo? Assolutamente, se ne fossimo usciti vivi, Bruno ne avrebbe sentite un bel poโ da me.
Comunque, forse qualcuno di voi ci sarร giร arrivato a capire come quellโuomo facesse a sapere dove vivessi e chi lo aveva mandato lรฌ da me, ma io ero davvero cieco in quel momento.
โBando alle ciance, sta cercando Tommaso? Dovrebbe esserciโ e Bruno si mise a picchiare sulla porta col suo solito pugno. Ecco, quella era la sua bussata.
Mi guardai intorno in cerca di qualcosa con cui proteggermi, ma sarei stato ridicolo se fossi uscito tenendomi una sedia davanti al corpo, e tra lโessere ridicolo e morire in modo cruentoโฆ preferivo di gran lunga morire in modo cruento.
Feci un respiro profondo e aprii. I due uomini mi guardarono perplessi.
โBuongiorno, scusate ero in bagnoโ mentii.
In quel momento arrivรฒ anche Irina.
โEcco, hai visto Fabio?โ disse lei col suo solito tono allegro โti avevo detto che era in casa!โ
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- Episodio 9: Scrivere
- Episodio 10: Un branco di matti
Anch’io sono felicissima del tuo ritorno, mi scuso se ci ho messo un po’ per leggere il nuovo episodio ๐ Una mezza idea sull’identitร dello sconosciuto alla porta ce l’ho e da brava aspirante scrittrice sto giร sognando: forza Tommaso!
Credo che stiamo tutti sognando per lui ๐
Vedremo nel prossimo episodio, intanto grazie per il tuo commento. Sono felice finalmente di ritrovarvi e di avere di nuovo tempo per scrivere. Grazie davvero!
“โPer il tuo ho giร in mente un cambio di look: una scopa e un cappello nero a punta!โ”
๐
Ciao ShanLan, bentornata. Ho letto l’ intero episodio col sorriso, colpita dalla solita chiarezza e piacevolezza del racconto. Spinge ad empatizzare con il protagonista principale e ad essere emotivamente solidali con lui. Ho cercato di immaginare chi possa essere lo sconosciuto alla porta, avendo enfatizzato le paure provate dal ragazzo, spingi il lettore a pensare che in fondo possa essere innocuo. Ho azzardato un’ipotesi sulla sua identitร , ma potrei sbagliare.
Ciao M. Luisa!!! ร bello ritrovarti, grazie che hai letto anche questo episodio ๐
Diciamo che la fiducia negli esseri umani non รจ proprio il forte di Tommaso e un po’ รจ anche un mio difetto. Vedremo nel prossimo episodio se il tuo intuito ci aveva preso ๐
Aaaah finalmente un altro episodio, e l’attesa ne รจ valsa la pena! Bello e divertente, Tommaso รจ veramente unico, ma per alcune reazioni mi ci sono immedesimato anche io!
Grazie Carlo!
Eh sรฌ, ultimamente ho avuto poco tempo, ma il racconto รจ sempre lรฌ, prima o tardi va avanti ๐ mi fa molto piacere non aver disatteso le aspettative ๐ Tommaso รจ un personaggio coerente ma allo stesso tempo imprevedibile… ci sono volte in cui lascio “decidere a lui” il percorso che prende la storia.