Il matrimonio

Serie: Ho la tua promessa


La mattina seguente Nilo trovò Dinadan nelle cucine che divorava un tortino coi bischeri.

«Se non sei impegnato vorrei che mi facessi di nuovo da guida.»

«Dove si va?» chiese il ragazzo infilandosi in bocca l’ultimo pezzo di dolce.

«Ieri alla taverna hanno parlato di un matrimonio, mi piacerebbe partecipare.»

«Ah!» Dinadan batté un pugno sul tavolo. «La mia Signora lo sapeva, ha già fatto preparare un carro.»

Il sole splendeva attraverso la cupola di ghiaccio, la strada lastricata, affiancata da file di cipressi, correva sue giù dalle colline e Maat, qualche metro sulle loro teste, ondeggiava nel vento senza sbatterele ali. «Più veloce!» Dinadan incitava ridendo i cavalli e Nilo accanto a lui si reggeva la parrucca con una mano.

Il paesino di Guinigi sulla Cinta sorgeva al limitare della foresta ed era in fermento per la festa di nozze: tavole di legno erano sistemate lungo la via principale, venivano ornate di fiori e imbandite di pietanze cucinate agli angoli delle strade, che riempivano l’aria di odori pungenti. Proseguendo a piedi lungo la via si trovarono in una piazza: il sagrato della Casa, un piccolo tempio di pietra, era stipato di persone; circondavano un uomo in rosso, alto e secco, che scrutava nervosamente la via alla sua destra. Ben presto da quella direzione giunsero canti festosi e Nilo potè intravedere una ragazza velata, anche lei in rosso, avanzare accompagnata da molte donne ornate di fiori. Il corteo raggiunse la piazza e la gente si aprì per far passare la sposa, che salì i pochi scalini e si fermò accanto all’entrata della Casa. Dall’apertura priva di porta uscì un uomo vestito di nero e la folla tacque mentre il velo bianco della sposa veniva tirato sulla testa dello sposo, nascondendoli entrambi.

«Benvenuti figli. Siete qui davanti all’Unico e a questi testimoni,» il sacerdote prese tra le sue le mani degli sposi, «per unirvi in matrimonio. Rispondete affinché tutti possano sentire: lo sposalizio che stiamo per celebrare è frutto di una vostra consapevole e libera scelta?»

«Sì.»

«Siete certi di aver superato, come prescritto dalla legge del nostro amato Re, i quindici inverni?»

«Sì.»

«Siete liberi da precedenti impegni o promesse matrimoniali?»

«Sì.»

«Esiste tra voi una stretta parentela che, come prescritto dalla legge del nostro amato Re, sia di impedimento a questa celebrazione?»

«No.»

«Ora Turlough di Tristram pronuncerai i tuoi voti e col Sacro taglio della chioma farai di Lady Morwenna la tua sposa.»

Un mormorio si sparse tra i presenti.

«Ha saltato una domanda» sussurrò Dinadan a Nilo.

«Quale?»

«Doveva chiedere se famiglie sono d’accordo.»

Lo sposo si tolse il velo e lo scostò con delicatezza dal capo di Lady Morwenna. Prese il coltello d’argento che gli porgeva il sacerdote e cominciò a tagliarle i capelli. «Io, Turlough figlio di Tristram, prendo te, Morwenna figlia di Urien, come mia sposa. Abiterai la mia casa e il mio cuore fino alla fine dei tuoi giorni.» Lasciando cadere le ultime ciocche a terra Turlough cinse il capo della sposa con un nastro ornato di perle. Dopo che il sacerdote ebbe benedetto l’unione gli sposi si trovarono sotto una pioggia di grano e vennero accompagnati al tavolo più vicino. Una fila di persone aspettava di congratularsi, mentre altri prendevano posto o si avvicinavano ai musicisti per fare qualche passo di danza.

Finalmente Nilo raggiunse la coppia. «Auguro a entrambi una vita felice e una lunga discendenza.»

«Grazie» rispose Turlough impacciato, mentre Lady Morwenna fissava su di lui due occhi troppo vicini.

«l mio nome è Nilo, scriba di Geb. Mi rallegro nel vedere Lady Morwenna godere di ottima salute, circondata da coloro che la amano e in un giorno così speciale.»

Turlough prese la mano della moglie e se la portò alle labbra.

«Forse sapete che sono stato incaricato da Sir Urien…» Nilo non potè proseguire perché un uomo a cavallo si precipitò nella pizza.

«Guerra!» Si fermò interdetto di fronte al paese in festa, con il sudore che gli grondava negli occhi. «Sir Urien ci ha dichiarato guerra, si prepara all’invasione!»

Ripartì al galoppo in direzione del castello, urlando «Guerra!» a pieni polmoni. La scomparsa del messaggero lasciò spazio a un ultimo attimo di sgomento, che presto divenne panico.

Tutti i presenti si alzarono insieme per correre in ogni direzione, richiamare i bambini, recuperare utensili da usare come armi e adoperarsi per sbarrare porte e finestre. Nel caos generale un uomo piccolo piccolo, che Nilo riconobbe come l’oste di Monterognoso, additò il tavolo degli sposi. «Quella è la figlia di Lord Urien, prendiamola!»

Una cavaliera comparve accanto a loro, la spada sguainata.

«Andiamo alla Casa!» Turlough indicò alle loro spalle, ma non erano riusciti a fare che pochi passi quando un paio di uomini si avventarono sulla sposa; colpirono il marito alla testa e cercarono di trascinarla via. La cavaliera tentò di raggiungerla, ma un musicante armato di ascia le sbarrò la strada. Lady Morwenna opponeva una debole resistenza, gli occhi fissi su Turlough a terra, sanguinante.

«Lasciala!» Dinadan si scagliò su uno degli aggressori, ma fu Nilo a strappare la novella sposa dalle loro mani; la affidò al ragazzo perché la portasse al rifugio e tornò da Turlough. La cavaliera lo raggiunse e insieme lo trasportarono oltre la soglia della Casa, mentre Maat disperdeva gli inseguitori.

Serie: Ho la tua promessa


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

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Discussioni

  1. Due eventi così diversi da loro, la cerimonia di un sentimento e l’imminente distruzione che porterà la guerra, creano in me la curiosità di vedere come si evolverà questa vicenda, ma il vero quesito rimasto in me è perché Nilo apprezzi così tanto il matrimonio (curioso, perché io pure apprezzo i matrimoni e non so perché)… forse troverò la risposta leggendo i precedenti capitoli

  2. Bello questo episodio, mi piace come sai modificare leggermenti riti e luoghi conosciuti, così da renderli familiari ma diversi. Così facendo ti servono meno parole per far capire al lettore cosa sta succedendo. Sono curioso di vedere Nio combattere.
    Al prossimo episodio