Il mistero del Tram de Opcina

“E anche il tram de Opcina

xe nato disgrazià:

E vignindo zo per Scorcola

In un asteroide se ga ribaltà.

Bona de Dio

che iera giorno de lavor

e drento no ghe iera

che ‘l povero frenador!”

Questa è la vera storia della sparizione del tram di Opcina e di Ferruccio il suo mitico frenatore.

Cosa sia successo? Perché siano spariti? Dove siano finiti? Nessuno lo sa con certezza! Una ridda d’ipotesi e di congetture si sono accavallate negli anni, ma la verità, ancora oggi, nonostante tutte le ricerche, nessuno è stato in grado di ricostruirla.

Trieste, nei mesi successivi alla sparizione, balzò agli onori della cronaca nazionale e internazionale.

Attorno al tram di Opicina o meglio alle sue sconsolate rotaie vuote, negli anni si sono alternati Carabinieri, esperti della polizia scientifica italiana, uomini della Cia, agenti dei migliori servizi segreti del mondo; tutti inutilmente accorsi per scoprire il mistero.

Tutti questi investigatori, incapaci di venire a capo del mistero, nel tempo hanno ceduto il passo agli esperti dell’Enea, della Nasa, delle agenzie spaziali cinesi, russe, israeliane, indiane, tutti, ma proprio tutti, venuti a studiare la “Sparizione”.

Ad ora, nessuno è mai riuscito a capire che fine abbia fatto la carrozza 402 del tram di Opcina.

Cosa successe in un caldo giorno di un agosto di qualche anno fa? 

Siete curiosi? 

Adesso la verità ve la racconto io.

Io chi sono? Io sono XYYW73KGHU. E cosa c’entro?

Calma, ascoltatemi che vi racconto tutto.

Ferruccio, dagli amici chiamato Uccio uscì da casa, salutò la moglie, baciò i bimbi, e si avviò verso il centro di Opicina, per iniziare una tranquilla e normale giornata di lavoro; dopo aver bevuto il consueto capo in b, nel bar del capolinea, salì a bordo del suo amato tram alla volta del centro di Trieste.

In questa calda mattina triestina, prese, come di consueto, posto alla guida del tram, tutto era tranquillo in quel mercoledì caldo, afoso, nessuno era salito con lui sul tram, d’altronde era periodo di ferie e chi non era già in vacanza, si apprestava ad andare a crogiolarsi al sole, ma alle 6.30 di mattina nessuno era già sveglio, la città dormiva ancora silenziosa e ignara; solo Ferruccio iniziava ad affrontare la discesa di Scorcola, a bordo della carrozza 402 del tram di Opcina.

Come ogni mattina, iniziò la discesa dal ciglione carsico per portarsi nel centro città.

Come sempre arrivato all’Obelisco, Uccio rallentò, indugiò un attimo, per osservare lo splendido panorama, che dal piazzale si godeva su tutta la città, sul golfo di Trieste e su parte della penisola istriana.

Uccio fra sé e sé pensò: «Ma come sono fortunato io che posso godermi ogni mattina questo spettacolo, non c’è lavoro migliore del mio, non c’è vita migliore della mia, non c’è città più bella della mia, non cambierei niente e mai me ne andrei di qui».

Questi erano i pensieri che affollavano la sua mente quando radio Tram de Opcina iniziò a trasmettere le note di una famosa canzone dialettale triestina e Uccio si mise a cantare.

“E anche il tram de Opcina

xe nato disgrazià:

vignindo zo per Scorcola

una casa ga ribaltà.

Bona de Dio

che iera giorno de lavor

e drento no ghe iera

che ‘l povero frenador!”

Improvvisamente, mentre cantava contemplando il panorama, un bagliore squarciò il cielo e Ferruccio vide precipitare davanti a sé un masso infuocato.

Uccio tirò il freno d’emergenza, il vagone del tram si fermò giusto un istante prima di impattare con l’oggetto non identificato.

Il tram era salvo, neppure un graffio, Uccio imprecando, scese dal mezzo e si avvicinò a quella strana pietra caduta dal cielo. La toccò. La pietra, nonostante avesse l’aspetto di una palla infuocata, era rossa ma fredda. Uccio al contatto non avvertì nessun calore, non si scottò, al tocco, però si sentì immediatamente come trasportato in un’altra dimensione.

In quel preciso istante Ferruccio e la mitica carrozza 402 del tram di Opcina si volatilizzarono, sparirono, senza lasciare traccia, il mistero del tram scomparso aveva avuto inizio, cambiando per sempre la storia della città.

Ferruccio un po’ stralunato, del tutto abbagliato da una luce bianca, si guardò intorno, non riusciva a vedere bene, la luce era troppo forte, quasi accecante, con fatica mise a fuoco ciò che aveva intorno.

Ma cosa aveva intorno?

Niente!

Niente più mare azzurro! Niente più Trieste! Niente più panorama!

Uccio si scoprì in una stanza buia, con un faro puntato sopra di lui, spaventato si guardò attorno, non riconosceva nulla, tutto era piatto, blu, oscuro e monotono intorno a sé. Alzando gli occhi al cielo, che non era più azzurro sopra di lui, Ferruccio vide il suo tram, sospeso in aria e vide una mano, no forse una zampa o forse un artiglio, che teneva stretto il tram sopra di lui.

Guardò meglio e vide un essere enorme che lo reggeva, era una strana creatura, simile agli omini verdi dei film di fantascienza, ricoperto da squame, con occhi simili a quelli delle formiche e uno strano becco.

Uccio non capì cosa gli fosse successo, dove fosse finito, non sapeva cosa gli sarebbe successo, ma appena rivide il suo tram si sentì a casa e ricominciò a canticchiare tra sé e sé.

E come la Bora che vien e che va

i disi che’l mondo se ga ribaltà

E come la Bora che vien e che va

i disi che’l mondo se ga ribaltà.

Io XYYW73KGHU, in una calda mattina d’estate, mi sono alzato, ho baciato mia moglie, i miei bambini e sono salito sulla mia astronave, destinazione Via Lattea, per esplorare lo spazio profondo, perché io sono un ricercatore.

Io provengo dalla Galassia EGS8p7, a oltre 13.2 miliardi di anni dalla Terra ed è lì che ho portato la mitica carrozza 402, per aggiungerla alla mia collezione di trenini e questa è la vera storia della sparizione del Tram de Opcina e del suo frenatore Uccio ed io sono l’unico che conosce la verità e può raccontarvela.

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Discussioni

  1. Ciao Lorenza, sono subito andata in internet per trovare notizie del tram di Opcina, credevo fosse scomparso davvero… 😀 Includerò sicuramente Trieste nelle mie prossime mete di viaggio weekend, deve essere bellissima!

    1. Grazie Micol, in effetti è scomparso da un paio d’anni… ma speriamo ritorni al più presto.
      Sono contenta ti sia piaciuta la storiella, ? è un enorme piacere sapere che il mio raccontino sia riuscito a destare la tua curiosità. Se poi ti portasse pure a visitare la città (che in effetti merita, perche oltre ad essere bella è anche molto particolare) sarebbe per me già un successo.
      Ovviamente ti aspetto in un prossimo weekend per raccontarti tutto sul tram de Opcina, magari in un caffè letterario? davanti ad un immancabile capo in b.☕