Il moschettiere a cavallo

Quel che vide non gli piacque.

Cirino non era crudele, non era come tutti gli altri soldati che andavano nei villaggi a saccheggiare e distruggere. Lui stesso li aveva visti torturare con le pietre focaie i contadini abbienti che non volevano cedergli le ricchezze, e se poi i poveretti non si arrendevano, i soldati li gettavano nelle fornaci accese.

Non c’è fine alla perfidia.

Passò accanto a una fattoria devastata da quella che era sembrata una banda di demoni.

Non c’è fine a nulla, soprattutto se è male; ma se è bene, sarebbe limitato, pensava e ne era convinto.

Provò rabbia e vergogna per essere un soldato del contingente imperiale. O meglio, un mercenario italiano. Ma lui era venuto in Germania per guadagnare denaro in maniera onesta, senza gesti di particolare cattiveria.

Forse sono un illuso.

Agitò le briglie del cavallo, diede più forza perché si muovesse, intanto stava attento a che il moschetto non gli scivolasse di spalla.

Sono un moschettiere a cavallo, continuò a pensare. Forse troppo buono per tutto quel che mi succede intorno.

La terra era nera di fuliggine, gli impiccati pendevano dagli alberi come gli orecchini di una bella signora, anche se lui si chiese da quando in qua i corpi senza vita dei poveri sono considerati come decorazioni.

Quando vide che tra i contadini impiccati c’era un’adolescente di quattordici anni, che forse era bella in vita mentre adesso era in sfacelo, la rabbia si impadronì di lui. Trovò tutto ciò insopportabile, sarebbe voluto tornare in Italia al più presto, ma non poteva: era circondato dalle brutture del mondo.

Svoltato un angolo udì delle strilla, allora vide dei soldati del suo stesso reparto perseguitare una carovana di innocenti.

Cirino doveva sempre tenere a mente che erano tutti mercenari e da loro non c’era da aspettarsi nulla di buono se non l’alito da avvinazzato e le braghe abbassate per stuprare, però non ce la fece. «Ehi!». Cavalcò incontro a quella scena poco edificante. «Ehi, finitela!». Lui voleva essere migliore di loro.

«Che vuoi, tu? Divertiti, c’è spazio per tutti» lo accolse un sorriso sdentato.

«Siamo qui per combattere per il cattolicesimo e l’Impero, non per distruggere e basta».

«Ma sta’ zitto…».

Cirino aveva riconosciuto quel tale, sin da quando avevano superato le Alpi non aveva fatto altro che devastare.

Non gli diede più retta: il moschetto era carico, fece fuoco colpendo quell’avanzo di galera alla schiena.

Come se fossero gatti, gli altri soldati si misero sul chi vive e, capito cosa stava accadendo, snudarono i pugnali laddove non l’avevano già fatto. «Cerchi rogne, eh?» sussurrò uno.

«No, siete voi che le cercate». Cirino gli corse incontro con il cavallo, li travolse, usò il moschetto come mazza che ruppe molte ossa. Una volta superata la cortina di corpi, realizzò con orrore che il cavallo sanguinava, stava per cedere.

Cirino lasciò la sella e anche il cavallo che stava per spirare. A terra, si girò a guardare i commilitoni che lo circondarono senza curarsi dei feriti causati dal passaggio di Cirino, qualcuno schioccava la lingua come se fossero a un combattimento di galli.

Cirino capì che era finito, non aveva possibilità di sopravvivenza. Molto bene, allora morirò, ma morirò da giusto.

«Un momento, aspettate» fermò tutto un sergente.

La truppa si girò a guardarlo.

«L’ho riconosciuto, lui è il moschettiere solitario e ha una missione». Lo indicò disgustato.

«Ne siete sicuro, sergente? Lui ha ucciso…».

«Lasciamolo andare».

Lo schieramento che aveva circondato Cirino si aprì.

«E che non torni a dare fastidio, hai capito?» continuò il sergente.

Cirino andò via sorridendo. Ce l’ho fatta, almeno stavolta. Si avviò a piedi.

«Hai capito?» lo rincorse la voce del sergente.

Non gli rispose, non lo meritava.

Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Mi piace questa breve storia con un moschettiere a cavallo dal volto umano e non il solito pazzo sanguinario, spietato. Qualcuno che si distingue dai soliti soggetti combattenti che vengono descritti, spesso, in questo genere di racconti. La guerra, pero`, anche da sobri e senza stupri, non perde comunque la sua ferocia.

  2. Mi è piaciuto molto questo breve racconto. La contestualizzare è molto efficace e la descrizione del personaggio è profonda nonostante il poco spazio a disposizione.
    Anche l’efficacissimo incipit, che precipita il lettore nel campo di battaglia a fianco del Cirino, mi è piaciuto tanto. Complimenti.
    La missione, comunque, qual era?

  3. Ciao ❣️ mi è piaciuto posto questo racconto. In poche righe hai caratterizzato perfettamente Cirino, il perché fa parte di loro e al contempo la sua morale (il momento in cui nota il quattordicenne mi ha commossa e mi ha messo rabbia insieme)
    Complimenti ❣️ ❣️ ❣️