Il pastorello scozzese

Strinse il bastone e si incamminò per quel sentiero.

«Dov’è finita?».

Si guardò attorno. Tutte le pecore erano lì, ma ne mancava una. Non era che non sapeva contare, soltanto che una pecora si era smarrita.

«Parola di Ian MacDonald, vorrei tornare a casa, la mamma ha fatto il porridge, invece devo stare qua a perdere tempo» sbuffò.

Arrivò in cima all’highland e sentì un belato pieno di terrore.

«Ah, eccoti».

La pecora smarrita si era asserragliata in mezzo alle rocce, aveva paura, eppure sarebbe bastato un salto perché scendesse da lì.

Continuava a belare e Ian le venne incontro. «Razza di incapace, ti devo pure dare una mano».

Si arrampicò sulle rocce e la raggiunse, ma la pecora lanciava belati sempre più colmi di terrore.

Ian cercò di tirarla via per il collo, ma non si muoveva. Si arrese all’evidenza che doveva caricarsela sulle spalle. Stava per farlo, quando vide un’ombra immensa calare sull’avvallamento in cui c’era il resto del gregge.

Non ci poteva credere: era un oggetto a forma di disco, tutto di metallo, e atterrò. Le pecore scomparirono sotto il suo peso.

«Ma cosa…?».

La pecora smarrita si agitò e cadde giù dalle rocce.

Ian stava per scappare, ma dal disco uscirono dei tentacoli che lo presero tirandolo verso il corpo dell’oggetto misterioso.

***

«Come ti chiami?».

«Ian MacDonald. Cosa mi volete fare?».

Ian era nudo, stava disteso su una superficie metallica. Non c’era nulla che in apparenza lo bloccava, ma lo stesso non riusciva a partire di corsa e scappare.

Su di lui c’erano delle creature dalla testa grossa, tutti grigi e gli occhi di insetto. Sembravano uomini malfatti.

«Nulla. Solo studiare voi esseri umani. Pare tu abbia tredici anni».

«Sì… Ma lasciatemi andare, vi prego, mi manca la mamma» scoppiò a piangere.

«No invece, ci servi. Dobbiamo dare un contributo al nostro progresso scientifico… e poco importa se siamo prepotenti».

Gli uomini malfatti risero, poi presero quello che sembrava un coltello la cui lama aveva una luce diafana, forse era la luce diafana la lama.

«Iniziamo».

Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Sci-Fi

Discussioni

  1. La costruzione del tuo racconto mi ha portato alla mente alcuni vecchi telefilm (all’epoca si chiamavano così) di una serie sci-fi degli anni ’70. Al tempo stesso mi è venuta in mente la pratica della vivisezione praticata nei laboratori (umani) allo scopo di accrescere le conoscenze scientifiche. E’ poi così diverso?