Il Piromante 2 – Al fuoco!

Serie: Le (dis)avventure di Orion


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Orion e Silenya hanno scopero la meta del pericoloso piromante, e cercano di anticipare le sue mosse.

Dopo circa due giorni di viaggio, verso l’imbrunire, Silenya ed Orion giunsero a Ranc’. Nel villaggio c’era fermento, ed i due furono subito avvicinati da una guardia.

«Forestieri! Dovete andarvene, non è sicuro star qui! Si sta avvicinando un pericoloso mago, che brucia tutto ciò che trova sul suo cammino!»

«Siamo qui per questo!» gli urlò di rimando Orion, «Presto, portateci dal borgomastro!»

L’armigero li squadrò, incerto sul da farsi, quando si udì una voce poco distante: «Il borgomastro sono io! E voi invece, chi sareste?»

Orion e Silenya si presentarono e condivisero con l’uomo le informazioni in loro possesso. Il borgomastro, un uomo di poco più di cinquant’anni, magro e dal fare nervoso, li ascoltò attentamente, quindi disse:

«Allora siamo in guai seri! Ieri a mezzogiorno uno scagnozzo di questo piromante ci ha portato un messaggio: diceva che se non gli lasceremo libero accesso alla Valcanasca, brucerà il nostro villaggio.»

In quel momento, si sentì un forte rumore di ali, ed il cielo sopra le loro teste fu attraversato da uno stormo di uccelli di razze differenti, tutti che volavano da Sud verso Nord. Una coppia di ghiandaie si staccò, posandosi al suolo davanti a Silenya ed iniziando a gracchiare freneticamente, prima di riprendere il volo.

«L’attacco è iniziato.» Sentenziò la druida. «Ha appiccato un incendio al bosco qua a Sud.» Fece uscire il suo famiglio dalla tunica e gli sussurrò qualcosa all’orecchio. Dopodichè lo appoggiò al suolo, e questo partì di corsa verso la foresta.

Orion guardò con aria interrogativa Silenya, che disse:

«Ho detto a Conigliofamiglio di andare ad avvisare tutti gli animali che si trovano sul lato Nord della foresta di scappare prima che arrivino le fiamme.»

Orion annuì, e guardò nella direzione in cui era corso il famiglio: al limitare del villaggio, verso Sud si estendevano per diverse centinaia di piedi dei campi di grano. Le spighe non erano ancora mature, ma poco ci mancava. Non pioveva da qualche settimana, e quando il fuoco sarebbe arrivato al loro limitare, avrebbe poi raggiunto il villaggio molto velocemente. Da lontano il bagliore del fuoco rischiarava il crepuscolo, e si sentiva il rombare delle fiamme che avviluppavano le chiome degli alberi.

«Dateci una mano a fermare quel maledetto!» Urlò il borgomastro, più furente che spaventato.

«Prima dobbiamo pensare a salvare il villaggio dalle fiamme!» Rispose Orion. «Chiamate più gente possibile, che portino zappe, pale e falci!»

Il borgomastro annuì, e poco dopo una cinquantina di persone, uomini e donne di ogni età, si radunarono nella piazza. Nel frattempo, dal campo di grano sbucò Conigliofamiglio, che zompò lesto in braccio a Silenya, zigandole qualcosa nell’orecchio.

«La foresta a Sud è ormai in fiamme,» tradusse lei, «gli animali stanno scappando, ma per alberi ed arbusti c’è poco da fare.» Una lacrima le scese sul viso. «L’incendio avanza veloce, presto raggiungerà il campo, e da lì al villaggio sarà questione di poco…»

«Sentito?!» Urlò Orion alle persone lì riunite. «Non abbiamo tempo da perdere! Presto!»

Corse attraverso il grano, e quando fu ad una cinquantina di passi dalla foresta si fermò, rivolgendosi quindi agli abitanti di Ranc’ che l’avevano seguito (anche il sindaco impugnava una zappa): «Voi con le falci, tagliate il grano! dobbiamo creare una linea larga almeno dieci passi! E poi con le zappe, rastrelli, pale: spostiamo il grano tagliato e lasciamo solo nuda terra! che il fuoco non abbia dove attaccare!»

Grida di incoraggiamento si levarono dalla piccola folla, e tutti si diedero da fare. Anche Orion e Silenya, imbracciate le pale, si unirono al lavoro senza risparmiarsi. Era ormai calato il buio, ma la notte era spaventosamente rischiarata dalle fiamme che si levavano dalla foresta. L’incendio era ormai vicino. Orion si fermò per un istante per asciugarsi il sudore dalla fronte e si guardò attorno: ce l’avevano fatta. Il campo di grano era attraversato, da Est ad Ovest, da una cicatrice bruna ed irregolare. Ora c’era solo da aspettare e sperare che funzionasse.

Uno schianto, poi un altro: due grossi alberi, attaccati dalle fiamme, erano caduti al limitare della foresta. Il fuoco iniziò a divampare anche tra le spighe, ardendole come paglia. E tra le fiamme avanzava una figura incurante del calore. Tendendo una mano davanti a sé, fece partire una lingua di fuoco verso gli abitanti del villaggio. Silenya reagì fulminea: pronunciò una formula arcana ed incrociò le braccia all’altezza del viso: una forte folata di vento si generò davanti a lei ed investì il fuoco magico. Gli incantesimi si bilanciarono per qualche secondo, poi il vento ebbe la meglio, spegnendo la fiamma. Il piromante sollevò nuovamente le braccia, ma proprio in quel momento dalle ombre emerse Orion, che aveva approfittato dello scontro tra i due incantatori per avvicinarsi non visto. Con un balzo, fu addosso al piromante prima che questi potesse lanciare un nuovo incantesimo, ed avvinghiandolo, lo trascinò a terra, ruzzolando con lui nel grano in fiamme. Ne riemerse poco dopo, con fumo che si levava dalla barba ed un aroma di pollo bruciato, indietreggiando verso la linea tagliafuoco.

«Maledetto! Te la farò pagare! Vi brucerò tutti come paglia!», tuonò il mago, infilando la mano nella tunica all’altezza del petto, come se volesse prendere qualcosa.

«Cerchi questo, fiammamoscia?» Disse Orion, sollevando il pugnale di Vashna.

«Ma come…? Ridammelo immediatamente, o ti incenerisco!»

«RAON…UISGE!» La voce di Silenya si levò più forte, ed una sfera d’acqua si materializzò sopra la testa del piromante, prima di scendere su di lui, inglobandolo. Immediatamente la druida pronunciò una nuova formula:

«Còn Reothadh!»

Dalle sue mani si sprigionò un fascio di luce azzurrognola, che a contatto con la sfera d’acqua la fece congelare all’istante, imprigionando il piromante al suo interno.

«Questo sì che è gioco di squadra!» Urlò Orion, e poi, ai contadini: «Presto, datemi una mano: facciamo rotolare questo ghiacciolo al sicuro, prima che il fuoco lo sciolga!»

Le fiamme intanto avevano consumato tutto il grano fino alla striscia di terra creata dagli abitanti del villaggio, e lì, non trovando più combustibile, stavano inesorabilmente morendo. Qualcuno col dorso della pala spegneva, battendoli, gli ultimi focolai.
L’incendio era stato domato.

«E di questo, cosa ne facciamo?» Chiese il borgomastro, indicando il mago nella sfera di ghiaccio. Orion prese la borsa che gli aveva dato Aturnax: conteneva delle manette.

«Sono in dimeritium» spiegò, «annullano tutte le capacità magiche.»

«Il piromante non è morto» aggiunse Silenya, «le sue funzioni vitali sono rallentate, in questo momento si trova in una specie di letargo. Quando si scongelerà resterà intorpidito per qualche minuto: ne approfitteremo per ammanettarlo.»

«Perfetto! io allora manderò un messaggero al palazzo del re, ci faremo inviare delle guardie perché vengano a prenderlo per portarlo alle prigioni reali. Grazie mille, non so come avremmo fatto senza di voi!»

Poi, però, la sua espressione si fece triste quando volse gli occhi contro lo scempio causato dalle fiamme. Silenya allora infilò la mano nella sua tracolla, e ne estrasse un sacchetto di tela:

«Sono semi consacrati a Chauntea. Semi di quercia, castagno e faggio. Di nocciolo, di carpino e di betulla. Ma anche di mirtillo, lampone, mora…Cresceranno in meno di un anno, grazie alla benedizione della dea. Certo, ci vorrà del tempo prima che la foresta torni com’era, ma questi vi saranno d’aiuto.»

Con un sorriso, consegnò le sementi al borgomastro.

Attesero che il ghiaccio si sciogliesse, e come aveva previsto Silenya, il piromante era vivo ma incosciente. Ne approfittarono per mettergli le manette e, per buona misura, qualche giro di corda ed un bavaglio.

Quella notte Orion ed alcuni volontari rimasero a controllare il terreno bruciato: la brace era ancora calda sotto la cenere, specie dove le radici erano arese nel terreno, e qua e là ripartiva qualche piccolo focolaio, che bisognava essere lesti ad estinguere. Fortunatamente pochi giorni dopo arrivò una bella pioggia, che inzuppò il terreno, spegnendo definitivamente l’incendio.

Il piromante fu piantonato giorno e notte per una settimana, fin quando non giunsero le guardie reali con un carro rinforzato di dimeritium, per condurlo via.

Solo allora, i nostri due eroi lasciarono il villaggio.

Silenya si fece carico di portare il pugnale al circolo druidico di Boscoluce, dove i Druidi Anziani ne avrebbero identificato un nuovo nascondiglio che sarebbe rimasto segreto a tutti.

I due fecero un tratto di strada assieme, fino al bivio che conduceva verso Boscoluce.

«E anche questa è andata, dunque.» Disse Orion.

«Già. Se penso a quanti alberi ha distrutto quel malvagio, mi viene da piangere…»

«L’importante è che l’abbiamo fermato, e che non possa più far danno.»

In quel momento, due ghiandaie volarono sopra di loro e volteggiando in tondo, gracchiarono qualcosa, poi ripresero il volo.

«Cosa dicono?» Chiese Orion.

«Sul terreno bruciato sono sbucati i primi germogli.» Sorrise Silenya.

«Per quanto l’uomo si sforzi di distruggerla…» disse Orion

«La Natura troverà sempre la forza di rinascere.» Concluse Silenya.

Serie: Le (dis)avventure di Orion


Avete messo Mi Piace8 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. “«Per quanto l’uomo si sforzi di distruggerla…» disse Orion«La Natura troverà sempre la forza di rinascere.» Concluse Silenya.”
    Molto bella questa frase. È vero, alla fine è sempre l’uomo che si adatta alla natura e non il contrario.
    Un bel lieto fine.
    Orion mi mancherà, lo aspetterò con trepidazione.

    1. Grazie! Per questa frase, lo ammetto, mi sono un po’ ispirato ad un numero di PKNA (“Le nuove avventure di Paperinik”, una serie di fumetti uscita nella metà degli anni 90). Al termine di una storia, si vedeva un fiorellino sbucare in mezzo alla neve ed un personaggio che concludeva con “La Vita trova sempre una strada”. Ed è un pensiero che condivido assolutamente.
      Grazie per aver letto tutta questa stagione, e non preoccuparti! Orion ora è impegnato in una missione importante, appena sarà conclusa la condividerà con noi 🙂

  2. Ed eccomi giunto al termine! Non so se ci sarà una seconda stagione, ma spero di sì. Forse questo è stato l’episodio più action assieme alla lotta contro il grifone; in ogni caso, gli incendi boschivi sono uno spiacevole e triste fenomeno, e hai saputo parlarne in forma di storia in modo azzeccato. E pensare che ci sono persone che affermano che generi come il fantasy siano fini a sé stessi! Lo stesso Signore degli Anelli trasmette moltissimi messaggi, ma lo fa attraverso una narrazione intelligente (mi viene in mente Gandalf che spiega a Frodo quanto si sbagli ad essere affrettati nei giudizi, perché «persino i più saggi non conoscono tutti gli esiti») Che bel mondo sarebbe se tutti dessero retta a Gandalf😂
    Infine ribadisco il mio apprezzamento per questa serie e ti auguro un buon proseguimento, sia generale sia per quanto riguarda la scrittura 😀

    1. Grazie davvero, innanzittto, per aver letto così voracemente tutta la serie, Gabriele! Poi ti ringrazio anche per il commento: è vero, il Fantasy è un genere spesso sottovalutato e ritenuto meno nobile di altri. Io non ho pretese di veicolare messaggi “alti” come Il Signore degli Anelli”, ma grazie per il paragone, e per aver sottolineato questo aspetto! 🙂
      Per quanto riguarda la seconda stagione, non so ancora quando, ma posso dirti che è in arrivo! L’intenzione in questo caso è di utilizzare tutti e dieci gli episodi per una vicenda più articolata, per ora ho preparato il canovaccio, devo iniziare la stesura 🙂

  3. “In quel momento, due ghiandaie volarono sopra di loro e volteggiando in tondo, gracchiarono qualcosa, poi ripresero il volo.”
    La giusta conclusione. Quasi le vedo e riportano la speranza che ciò che è andato distrutto, rinasca. Un 👏 👏 per questa tua serie che si è fatta leggere tra risate e riflessioni per via di sottili insegnanti, almeno io li ho colti. Grazie

  4. ” Semi di quercia, castagno e faggio. Di nocciolo, di carpino e di betulla. Ma anche di mirtillo, lampone, mora…Cresceranno in meno di un anno, grazie alla benedizione della dea. Certo, ci vorrà del tempo prima che la foresta torni com’era, “
    quello che ci voleva

  5. Bello, lieto fine di stagione, con vittoria sul male e speranza nel futuro ed in un nuovo inizio. Bello spaccato metaforico di un male concreto nella vita del mondo reale. Purtroppo il fenomeno della piromania è una vera piaga sociale e fa tristezza anche solo a parlarne. Per fortuna ci sono tante persone di buona volontà che aiutano ad arginare le sciagure e favorire il ripopolamento dei boschi. Un caro saluto Orion, alla prossima!

    1. Grazie per la lettura, per i commenti e per i suggerimenti, Tiziano! Sempre preziosi 🙂
      Vero, quella dei piromani è una vera e propria piaga, per fortuna ci sono persone estremamente motivate e capaci (la buona volontà è fondamentale, ma da sola non basta): ho avuto modo di scoprirlo personalmente l’anno scorso al corso AIB, dove ho imparato tantissimo ed avuto modo di apprezzare quanto i volontari debbano imparare, prima di patecipare allo spegnimento di un incendio. E quanto lavoro c’è sia sul fronte di fiamma che dietro le quinte. Io personalmente non ho ancora avuto modo di partecipare attiviamente ad uno spegnimento (e ovviamente spero che non occorra mai!), ma questo racconto vuol essere un modo per esprimere la mia ammirazione alle persone che tanto hanno fatto e fanno per tutelare i nostri boschi 🙂

  6. “l piromante non è morto» aggiunse Silenya, «le sue funzioni vitali sono rallentate, in questo momento si trova in una specie di letargo. Quando si scongelerà resterà intorpidito per qualche minuto: ne approfitteremo per ammanettarlo.»”
    Macchè, ammazzatelo subito

  7. “Ne riemerse poco dopo, con fumo che si levava dalla barba ed un aroma di pollo bruciato”
    Lo so che questo passaggio non dovrebbe far ridere ma l’aromo di pollo bruciato ce l’hoben chiaro quando a volte in cucina mi avvicino troppo al fuoco del gas con i peli del braccio 😂

  8. “«Sentito?!» Urlò Orion alle persone lì riunite. «Non abbiamo tempo da perdere! Presto!»”
    Il disegno che accompagna questi passaggi è davvero evocativo…grande valore aggiunto, complimenti!

    1. Grazie! Diciamo che ho cercato di fare di necessità virtù: questo disegno è un escamotage per stare nelle 1500 parole senza dilungarmi troppo nel descrivere posizioni e dimensioni di prati, campi e foreste. Cosa che tra l’altro sarebbe risultata piuttosto tediosa, tra l’altro.

  9. Lette le ultime righe, già mi ritrovo in una condizione di astinenza. Spero che Orion torni a vivere sui nostri schermi (pc) il prima possibile. E’ uno di quei personaggi “riusciti”, di quelli di cui hai voglia di leggere di più e di più ancora. L’introduzione delle immagini interne ha arricchito ulteriormente la storia, bel tocco! La vita trova sempre il modo per andare avanti, le ceneri non sono che un passaggio che preannunciano la rinascita

    1. Cercherò di convincero Orion a tornare più spesso a raccontarmi le sue avventure, promesso!
      Per le immagini, la mappa è stata un escamotage per non dovermi dilungare in una descrizione geografica, e rendere visivamente l’idea della situazione. L’ultima mi è venuta così. Quando ho chiuso il racconto, ho ricordato di aver scattato quella foto e mi sembrava azzeccata 🙂
      E concordo sulla tua analisi, la natura è come la Fenice.

  10. “«Per quanto l’uomo si sforzi di distruggerla…» disse Orion«La Natura troverà sempre la forza di rinascere.» Concluse Silenya.”
    ❤️ la vita ha una forza inarrestabile

    1. Ricordo una vignetta di una vecchia storia di Paperinik (uno dei miei eroi, nonchè uno degli “ingredienti principali” del mio Orion), che si concludeva con un’inquadratura su un germoglio che sbucava in mezzo alla neve, ed il fumetto “La vita trova sempre una via.”

  11. “Eppure”: congiunzione o esclamazione, da quanto leggo in giro. Tra tante parole della lingua italiana, una delle più intriganti, per quanto mi riguarda. Forse perchè inizia con la vocale “E”, la mia preferita.
    I Volontari AIB. Un impegno così generoso e importante: eppure, non li conoscevo. Un bel gesto questo di Sergio Simioni, accompagnato da una creazione appropriata, una sorta di sogno a occhi aperti per ringraziare questi generosi concittadini, regalando loro una vittoria sul fuoco e, ancor più, sui piromanti.
    Non sono un fan del genere: eppure, mi è piaciuto. Ho letto questo episodio e il precedente, scritti benissimo, intrisi di una fantasia davvero sfavillante, invidiabile. E nell’invenzione tutto si colloca al posto giusto, perfino i nomi mi sono sembrati così naturali.
    Memzione di merito, per il mio modestissimo parere, per le foto incluse, dove troviamo addirittura una sorta di pergamena /mappa appena lambita dalle fiamme sui bordi.
    E’ una passione trascinante quella del nostro collega Sergio, a cui va tutto il mio plauso perchè solo una vera dedizione a una trama, come quella che ho appena visto, può regalarci un paio d’ali e farci volare. Anche sul fuoco.
    Bello il finale, voglio crederci, magari solo per oggi mi impegno fino in fondo e mi convincerò che Madre Natura saprà sopravvivere ai suoi figli più diabolici .
    Bravissimo Sergio, veramente un ottimo lavoro. Solo il parere di un modesto artigiano, è vero, eppure prezioso per sincerità.

    1. Grazie mille, Roberto, davvero un bellissimo commento, mi ha davvero fatto piacere leggere le tue parole! Ti rispondo partendo dalle foto: l’immagine di copertina l’ho presa dalla pagina FB del Coordinamento Antincendio della Comunità Montana della mia zona. La mappa, come hai intuito, l’ho fatta apposta. E l’ultima foto, il germoglio di quercia che esce dalla ghianda, l’ho scattata io qualche anno fa, e mi sembrava indicatissima.
      Per il resto, i volontari AIB li ho “scoperti” qualche anno fa durante un terribile incendio che ha devastato parco del Campo dei Fiori, sopra Varese. Hanno fatto un lavoro incredibile, hanno dato prova di una dedizione e di una forza di volontà ferree, lavorando giorno e notte sempre col sorriso. Al punto che l’anno scorso ho deciso anche io di entrarne a far parte (per dover di cronaca, ad ora ho solo fatto il corso, bello ed intenso, ma non ho ancora fatto – per fortuna – nessun intervento).
      Grazie per aver letto, apprezzato e commentato!