Il Gineprone 2 – La Gatta in Gatogna

Serie: Le (dis)avventure di Orion


Una grossa sagoma nel cielo in rapido movimento catturò l’attenzione di Orion e soci. Alzarono lo sguardo e videro una creatura dal corpo leonino, ma con testa, ali ed artigli d’aquila, dirigersi in volo verso il campo di grano. Senza bisogno di scambiar parola, i tre voltarono le loro cavalcature e si lanciarono al galoppo da dov’erano venuti.

Il grifone stava calando, gli artigli protesi, verso Olfi che urlava pietrificato dal terrore.

Nergatt fu il più lesto di tutti: non appena fu a portata, senza rallentare il galoppo, lasciò le redini, incoccò una freccia nell’arco che già aveva in mano e la scoccò verso la bestia in picchiata, colpendola ad una coscia. Il bestio scartò di lato, sorpreso, frenò la sua discesa, passando un palmo sopra la testa del bambino, per poi indirizzarsi verso coloro che avevano disturbato il suo pasto.

Nergatt scoccò una seconda freccia che trapassò l’ala della creatura, facendola inclinare. Nel frattempo Orion e Tamugno l’avevano raggiunto e sopravanzato, galoppando verso il grifone. Orion tirò le redini, imbracciò una balestra e lasciò partire il suo quadrello mirando alla stessa ala già colpita dal compagno. Il dardo andò a conficcarsi nell’osso, costringendo il grifone ad atterrare bruscamente al suolo.

Tamugno, sul suo cinghiale, non aveva rallentato la corsa e si stava fiondando, Genoveffa alta sulla testa, verso l’animale ferito. In un attimo gli fu addosso, e calò un violento colpo in orizzontale, mirando al petto. Il grifone, la cui testa sovrastava di un buon metro il nano, cercò di colpirlo col rostro. Lama e becco cozzarono violentemente, e questo si incrinò con un suono secco. Il grifone lanciò un grido di dolore, posando le zampe a terra. Tamugno ne approfittò per scendere dal cinghiale e farsi sotto, mentre Orion, smontato da cavallo, lasciata cadere la balestra e sfoderato lo stocco, corse a frapporsi tra la creatura ed il piccolo Olfi. Nergatt non smetteva di tempestare di frecce la bestia, colpendolo sulle zampe anteriori e sul petto.

Ferito, il grifone indietreggiò e poi, non senza fatica, si levò in un volo sgraziato, tornando verso la montagna.

Orion, seguito da Tamugno e Nergatt, corse verso Olfi. Il bambino era rannicchiato al suolo, le lacrime avevano lasciato due strisce sulle sue gote inzaccherate, ma la paura era palesemente passata, osservava i tre a bocca aperta ed occhi pieni d’ammirazione.

«Ma siete stati fortissimi! Gli avete fatto il culo, a quella bestiaccia!»

Poi, urlando in direzione della sagoma che volava verso la vetta:

«Hai visto, brutto mostro, cosa ti succede a metterti contro Olfi?! torna qua, se hai il coraggio!»

«Calma, eroe, calma!» lo rimbrottò Tamugno, mentre Nergatt rispose alla spavalderia del bimbo con un sorriso compiaciuto. Orion si limitò ad aggrottare la fronte, prima di aprir bocca:

«D’accordo, ragazzi, direi che è andata bene. Bravo Olfi, sei stato bravissimo a non scappare,» disse, per rincuorare il ragazzino, «ed il tuo urlo di battaglia ha spaventato quel mostro,» e fece l’occhiolino ai due soci, «ora però meglio se ti accompagnamo a casa noi.»

E, issandolo sul suo cavallo:

«Accetteremo l’invito di Olfi. Stanotte soggiorneremo al Bordel…alla locanda di sua madre.»

Tamugno e Nergatt si batterono il pugno, nocche contro nocche, senza mascherare la soddisfazione.

«Avanti!»

Arrivati a destinazione, Olfi saltò giù dal cavallo e corse dentro l’edificio, urlando:

«Mamma, mamma! io ed i miei amici abbiamo sconfitto il grifone!»

I nostri legarono con calma le cavalcature alla staccionata, mentre una donna sulla quarantina, con un abito ricamato ed i capelli neri raccolti in una crocchia sopra la testa uscì dal bordell…dalla locanda ad ampie falcate, seguita da alcune delle ragazze.

Squadrò il terzetto con sguardo arcigno, poi proruppe in una risata sonora:

«Così voi avete salvato il mio Olfi da quella bestia! Siete davvero dei tipi tosti! non so proprio come sdebitarmi! Anzi, si: questa sera sarete ospiti della “Gatta in gatogna”! Potete servirvi quanto volete, in tavola ed in stanza, offre la casa! Saja! – rivolta ad una delle ragazze che l’avevano seguita – avvisa tutto il personale, e fa’ in modo che questi eroi abbiano ciò che chiedono!»

«Si, madame Melba!» le rispose la ragazza, e trotterellò nel locale.

Nergatt e Tamugno quasi non credevano alle loro orecchie. Guardarono entrambi Orion in attesa di conferma, e non appena lui ebbe fatto un cenno d’assenso, si avviarono verso l’ingresso.

«Capo, tu non vieni?» Gli chiese Tamugno, vedendo che Orion non li seguiva.

«Andate voi, io voglio far due chiacchiere con Madame Melba – rispose, voltandosi verso la madre di Olfi – e magari raccogliere qualche informazione in più sul grifone. E poi, io ho bisogno di riposarmi…godetevi la ricompensa anche per me!»

Nergatt e Tamugno non se lo fecero ripetere due volte, e varcarono la soglia.

L’edificio si sviluppava su due piani. La porta si apriva su un ampio salone, dove regnavano un bancone ed un camino sul quale cuoceva un intingolo dal profumo invitante. Al posto delle grosse tavolate tipiche delle taverne c’erano numerosi tavoli più piccoli, a ciascuno dei quali sedeva una delle ragazze della locanda. Qualcuna già si intratteneva coi primi avventori della serata in una schermaglia di chiacchiere futili e risolini. C’era anche qualche aitante giovanotto tra i “dipendenti” della Gatta: tra questi un giovane mezz’orco che in piedi vicino al camino si cospargeva d’olio il petto nudo, non passava certo inosservato.

«Lui è il favorito della nostra Madame, bel gattone…»

Una tiefling in abiti che definire succinti sarebbe un eufemismo si avvicinò a Nergatt: pelle rossiccia, occhi verdi e corna adorne di anelli e ciondoli.

«Ho sentito cosa ha detto il piccolo Olfi…siete davvero degli eroi…»

Parlava con tono cantilenante, facendosi sempre più vicina e lanciando occhiate eloquenti a Nergatt, che gonfio d’orgoglio, rispose:

«Si, abbiamo salvato il ragazzo, mettendo in fuga quel mostro! io personalmente gli ho piantato parecchie frecce in quella pellaccia…»

La tiefling incrociò la coda con quella di Nergatt.

«Allora, eroe, meriti un premio…perchè non saliamo di sopra, così lo puoi riscuotere?»

Nergatt rispose con un sorriso, e sparì con la tiefling.

Tamugno, a sua volta, salì le scale con una florida hobbit…ed un barilotto di birra.

Intanto fuori, Orion interrogò la madre di Olfi:

«Tuo figlio è stato fortunato…è la prima volta che il grifone attacca delle persone?»

«Purtroppo no,» rispose Melba, «ma è la prima volta che qualcuno sopravvive. E non immagini quanto vi sia grata.»

Per un attimo il suo tono bonario scomparve, mostrando il volto di una madre preoccupata. Poi riprese con vigore:

«Fino a qualche tempo fa attaccava solo le greggi. Certo, per un pastore è una grave perdita quando gli viene ammazzata una pecora o una mucca, ma succede anche coi lupi, forse pure più spesso. Ma da qualche tempo si è fatto più aggressivo. Nelle ultime tre lune si è portato via due ragazzini dell’età di Olfi, un pastore e una contadina. Siamo veramente preoccupati.»

Orion annuì.

«Vediamo cosa possiamo fare…per caso, c’è qualche taglia sul Grifone?»

«Si, il borgomastro ha promesso duemila monete d’oro, ma nessuno è così stupido da provar..ops, chiedo scusa!»

Orion rise.

«Forse noi siamo abbastanza stupidi, chissà! Ora però ho voglia di metter qualcosa sotto i denti, e magari bere una birra. Ha detto Olfi che la tua è buona…»

Entrarono anche loro, ed Orion ebbe modo di verificare che il ragazzino non mentiva.

Giunto il mattino, il primo a comparire fu Nergatt, accompagnato da una ragazza dai capelli biondi, che sbuffava mentre cercava di togliere infiniti peli di gatto dalla sua succinta tunica di seta blu.

«Ti avevo detto di lasciarmi spogliare, prima…» borbottava.

Nergatt le rivolse uno sguardo dispiaciuto, con due enormi occhioni pentiti, ed il brontolio della ragazza divenne un sorriso. Gli diede un bacio sulla fronte e:

«Perdonato!» si allontanò da lui, che si sedette al bancone a far colazione con mezza caciotta e qualche fetta di salame d’oca.

Poco dopo arrivò anche Tamugno, con la stessa hobbit della sera prima, piuttosto provata, e con un barilotto di birra diverso da quello con cui era andato in stanza. Ne bevve l’ultimo sorso, salutò con un rutto la hobbit e si sedette accanto a Nergatt.

«Oste! una birra, per cortesia!»

Nergatt scosse il capo.

Da ultimo, una buona ora dopo, scese dalle scale anche Orion. Da un lato, un’elfa dal corpo affusolato e dai lunghi capelli argentei; dall’altro, una ragazza umana dai capelli castani e forme giunoniche. L’elfa indossava una tunica che sembrava intessuta con fili di ragnatela, l’umana un paio di stivali sopra al ginocchio ed un magnifico sorriso.

«Capo!» Gli si rivolse Nergatt, «Non avevi detto che tu…»

«Si, si, so cosa avevo detto. Loro sono due care amiche che non vedevo da tempo…»

Abbozzò Orion, invero poco credibile.

«Eh già,» borbottò sottovoce Tamugno, di modo che solo Nergatt col suo udito fino potesse sentirlo, «e scommetto che ha dormito con loro perchè avevano paura del buio…tsk!»

E buttò giù un boccale di birra. Nergatt ridacchiò sotto ai baffi.

Orion diede un bacio sulla guancia all’elfa, sussurrò qualcosa (che, fidatevi, meglio se non ripeto qua) nell’orecchio all’umana che rispose con una risata, poi si accomiatò da loro e raggiunse i due compari. 

Serie: Le (dis)avventure di Orion


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Discussioni

    1. Grazie per le belle parole, Tiziano! le riferirò ad Orion che sarà contentissimo! 😀
      Orion è “complesso” perchè è un po’ un cocktail di esperienze…soprattutto altrui! Nel senso che c’ho fatto confluire le caratteristiche di alcuni miei “modelli”, che poi ho inevitabilmente personalizzato ed idealizzato secondo il mio gusto.. è un melting pot di pesonaggi, se mi passi il termine!

    1. open bar…. ed open anche qualcos’altro! oltre alle edizioni, of course! 🙂
      beh, hanno salvato il figlio da morte certa…si meritano una bella ricompensa! 😀

    1. per questo devo pagare i diritti d’autore alla Disney! è un termine che usano spesso (soprattutto nelle storie anni 70 ed 80) i paperi! 🙂

  1. Ciao Sergio, finalmente riesco a leggere qualche racconto: ne devo recuperare decine. Il vantaggio è che posso passare subito al prossimo episodio! Non tutto il male viene per nuocere. I nostri eroi hanno trovato una missione nelle loro corde, confesso che all’inizio ho dubitato della buona Melba. Il cuore di mamma mi ha fatto cambiare idea 😀

  2. “Orion diede un bacio sulla guancia all’elfa, sussurrò qualcosa (che, fidatevi, meglio se non ripeto qua)”
    Mi sa che è una storia alla “Uccello Mendace” 😂 😂 😂

  3. “Giunto il mattino, il primo a comparire fu Nergatt, accompagnato da una ragazza dai capelli biondi, che sbuffava mentre cercava di togliere infiniti peli di gatto dalla sua succinta tunica di seta blu.”
    Impossibile togliere i peli di gatto, li respiri e ti arrivano fin sui polmoni 😂

  4. “«Calma, eroe, calma!» lo rimbrottò Tamugno, mentre Nergatt rispose alla spavalderia del bimbo con un sorriso compiaciuto. Orion si limitò ad aggrottare la fronte, prima di aprir bocca:”
    😂 😂 😂

  5. Ciao Sergione. Che episodio EPICO, di quelli che mi piacciono tantissimo! C’è azione, di quella seria, e tu sai quanto amo perdermi in descrizioni e passaggi simili. I nostri eroi hanno dato davvero il meglio di sé, dall’inizio alla fine, indistintamente! Ahahahah 🙂 Sanno come combattere, come fare male! Nergatt, Tamugno e Orion… uno più fantavoloso dell’altro! La parte finale nella locanda è una chicca, ci stava tutta. E poi… le ricompense vanno riscosse! 🙂 Alla grande!

    1. Grazie Giuseppe!! 🙂
      Eh si, spronato anche dal tono più “serio” che hai dato tu ad Orion nell’epicissimo ultimo episodio della Locanda, in questa avventura ho voluto mettere un po’ più di azione, e dimostrare che Orion non è (soltanto) un fanfarone 😉
      E poi ha una squadra di pari livello! Voglio che la compagnia di Orion rispecchi il mio approccio alla vita: bisogna sapersi divertire, ma bisogna anche saper fare il proprio dovere, senza deludere le aspettative, quando serve. E non è ancora finita…
      son proprio contento che anche tu abbia letto questo episodio oggi, perchè sono entrato ora proprio per pubblicare il seguito! 😀

  6. Vedi che poi alla fine sono dei prodi!? Tutti a modo loro ma hanno dato battaglia con le armi all’infida bestia (che forse rivedremo). Poi la lauta e meritata ricompensa, come rifiutarla? Davvero divertente come sempre, non ci fare aspettare troppo per il seguito 😜

    1. hai visto? alla fine, anche Orion e la sua combriccola sono simili a Turi e Dion ;- )
      Sulla ricompensa, siam d’accordo! E la terza parte è già in cantiere, prometto di non lasciar passare tutto il tempo che è passato tra la prima e la seconda! 🙂

  7. “che sbuffava mentre cercava di togliere infiniti peli di gatto dalla sua succinta tunica di seta blu.«Ti avevo detto di lasciarmi spogliare, prima…» borbottava.”
    😂 😂

  8. Per un attimo avevo creduto che la banda, finalmente, avrebbe potuto sostituire quella vecchia testa di drago con quella nuova del grifone. Eh va bé, sarà per una prossima volta. Comunque troppo bello il tuo night, mi ci porti? Ahahahaha

    1. Eh, il grifone è una bestia bella tosta! La locanda devo dire che ha il suo fascino, onestamente non mi dispiacerebbe farci un salto! chiediamo ad Orion se ci accompagna! 🙂

  9. ahhhhh quanto mi mancava Orion e la sua banda. Comunque sono dei cialtroni ma quando c’è da combattere spaccano i culi, complimenti.
    Mi sono proprio divertito a leggere questo nuovo episodio e a ridere con quel fanfarone di Orion

    1. Ti ringrazio Ale <3
      Eh, ci voleva un po' movimento, no? che altrimenti sembrano solo dei ganassa 🙂
      E Orion, si, non ce la fa a conlcudere un episodio senza fare la figura del fanfarone 😉