
Il Popolo Rotikawa
Serie: Una nuova Terra
- Episodio 1: In viaggio verso Tiger 72
- Episodio 2: Il Popolo Rotikawa
- Episodio 3: Due anni dopo
- Episodio 4: L’arrivo dei coloni terrestri
- Episodio 5: La guerra
- Episodio 6: Ritorno sulla Terra
- Episodio 7: Cronache dalla Terra
- Episodio 8: Le colonie terrestri
- Episodio 9: Un modo per partire
- Episodio 10: Ritorno su Nuova Terra
- Episodio 1: La Colonia Terrestre di Nuova Terra
- Episodio 2: Lura!
- Episodio 3: Il figlio di Matthew
- Episodio 4: Un arrivederci sulla Terra
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Matthew si era ripreso dalla ferita che gli era stata provocata alla spalla e adesso poteva muoversi liberamente per la città. Aveva raccontato al Sindaco Trevor l’obiettivo della missione Aurora, primo passo verso la colonizzazione di Tiger 72. Egli, come biologo, aveva il compito di studiare sul campo la possibilità di poter vivere su Nuova Terra, nonché di scoprire la presenza sul pianeta di forme di vita extraterrestri passate se non presenti. Erano trascorsi diversi giorni dal suo arrivo su Espero, una città di Nuova Terra abitata da uomini, da un popolo che diceva di chiamarsi Rotikawa. I rapporti tra Matthew e Trevor e tra Matthew ed il resto degli abitanti di Espero erano buoni ed amichevoli ma, d’altronde, la presenza di un’astronave distrutta sul suolo di Tiger 72 rappresentava per i Rotikawa la certezza che il loro pianeta non era stato solo scoperto, ora, era anche raggiungibile dal cielo! L’asteroide che aveva colpito l’astronave Aurora era andato a schiantarsi alcuni chilometri più a Est, rispetto al punto in cui l’astronave era precipitata. Trevor aveva organizzato una spedizione, alla quale anche Matthew aveva partecipato, per trovare il punto preciso in cui l’asteroide era caduto.
Matthew si ricordava, dalle lezioni e dagli innumerevoli studi fatti, che Tiger 72 aveva un periodo di rotazione sul proprio asse che eguagliava il periodo orbitale, come se di fatto esso non ruotasse. In pratica, il pianeta mostrava sempre una stessa faccia (quella sempre illuminata) al sole, la stella Epsilon, attorno alla quale il pianeta orbitava. Nella “cintura abitabile” del pianeta, la cosiddetta “Zona Terminator”, dove Matthew si trovava, non scendeva mai il buio e la durata della notte, che i Rotikawa chiamavano anche “giorno-notte”, (dalle 24 alle 06), veniva scandita da grandi e scomodi orologi meccanici “a scappamento a verga”. Ve ne era uno enorme al centro della piazza di Espero. Il giorno, per analogia con la vita che l’antica popolazione Rotikawa viveva sulla Terra, iniziava alle 00 e terminava alle 24 del giorno successivo.
Gli alberi, i frutti e le verdure che crescevano nella “cintura abitabile” del pianeta non necessitavano della luce diretta del sole (la Stella Epsilon). La frutta del pianeta era paragonabile ai frutti e alle fragoline di bosco, ai kiwi e ai “mandarini cinesi” e le verdure ad alcune insalate (tipo lattughe, cicoria e rucola), cavoli rapa, spinaci, finocchi, carote, sedano, zucche e zucchini, coltivabili sulla Terra anche in zone ombreggiate e non necessariamente esposte alla luce diretta del sole. Colture simili ai cereali, al lino e alla canapa tessile, invece, nonostante le 24 ore di luce contro le 12 mediamente presenti sulla Terra, avevano, qui, rese produttive inferiori.
Un “giorno-sera” (una sera terrestre) in una taverna della città, Trevor disse a Matthew: «Forse, vorresti sapere chi siamo e da dove veniamo e forse è arrivato il momento che tu lo sappia; ma potresti non credere ad una sola parola di tutto ciò che sto per raccontarti»! Trevor raccontò a Matthew che gli abitanti di Espero, città del pianeta conosciuto sulla Terra come Tiger 72 o meglio noto come Nuova Terra, erano i discendenti di un popolo, i Rotikawa, che viveva liberamente su una remota isola dell’Oceania. Un piccolo e insignificante lembo di terra bagnato dal mare, ricco, però, di risorse naturali. Nel 1876, l’isola venne invasa dai soldati della Corona Britannica. I suoi abitanti cercarono di instaurare rapporti diplomatici e pacifici con i nuovi arrivati ma, dopo il fallimento di numerose trattative e il divenire certo delle intenzioni imperialiste dei nuovi coloni, i rapporti tra gli emissari del Regno Unito e gli abitanti dell’isola peggiorarono radicalmente, fino a precipitare in una sanguinosa guerra. Una guerra che vedeva contrapposti fucili e cannoni da una parte, scudi, lance ed archi dall’altra, che volse a favore dei colonizzatori. Una sera, all’imbrunire di quello che fu l’ultimo giorno di una sanguinosa battaglia, nella quale il Popolo Rotikawa perse definitivamente la propria libertà, un’enorme luce apparse nel cielo. Erano qualcosa che, un secolo dopo, gli uomini avrebbero chiamato dischi volanti. Questi, si abbassarono al suolo il tanto necessario affinché una passerella potesse permettere a chi si trovava a terra di poter salire a bordo. Coloro che vi salirono furono uomini, donne e bambini Rotikawa, sopravvissuti allo sterminio della guerra e alcuni coloni che avevano deciso di combattere affianco degli abitanti dell’isola. Trevor aveva definito gli astronauti dei dischi volanti “I Signori del Cielo”. Questi, avevano voluto dare al Popolo Rotikawa e ai coloni che avevano sposato la loro causa, la possibilità di vivere una nuova vita su un altro pianeta, dove essi avrebbero potuto moltiplicarsi. Matthew, che era stato ad ascoltare il racconto di Trevor, replicò con la più ovvia e banale delle affermazioni. «Tutto ciò che mi hai raccontato è semplicemente assurdo! Come puoi pensare che io creda ad una sola parola di tutto ciò che mi hai detto? E come mai, allora, solo per dirne una, sulla Terra non abbiamo mai sentito parlare di dischi volanti che sono venuti a salvarvi?» «Sulla Terra si è spesso taciuto sulle verità che non si sono volute far sapere non sarebbe questa, certo, la prima volta» rispose Trevor. «Già» disse Matthew «quindi, vorresti farmi credere che tu saresti il discendente di un “bianco”, di un colono inglese che aveva sposato la causa degli abitanti, degli autoctoni, di una qualche sperduta isola del continente oceanico? Che cosa vuoi che ti risponda? Tutto quello che mi hai detto è semplicemente ridicolo!»
Ogni famiglia ad Espero possedeva un terreno agricolo e chi non lo aveva era un artigiano. I politici, compreso Trevor che era sindaco, i magistrati e coloro che erano addetti a far rispettare l’ordine pubblico possedevano anche loro un proprio terreno o una propria attività di artigianato (molto più spesso di commercio), che erano gestiti da persone fidate, qualora gli impegni politici e di sicurezza della città richiedevano maggiori dedizione e tempo. Sopra la città di Espero si ergevano due impetuose torri che custodivano le decisioni politiche del suo Consiglio Comunale e la cultura del Popolo Rotikawa. Erano, rispettivamente, il Comune e la Biblioteca. Quest’ultima, conteneva libri e testi di ogni genere (medicina e scienze, agronomia, filosofia, racconti e fiabe per bambini) ma soprattutto, il libro che raccontava l’origine e la storia dei Rotikawa, intitolato “Il nuovo inizio”. Nel libro venivano raccontate la vita, le usanze e i costumi del Popolo Rotikawa, di quando esso viveva liberamente nella sua isola nativa sulla Terra, nel continente oceanico, fino all’arrivo dei primi coloni inglesi. Il libro continuava, poi, con il racconto dei primi rapporti tra nativi e colonizzatori, dei primi tentativi di mediazione e diplomazia, fino allo scoppio della guerra che portò allo sterminio dell’originaria popolazione autoctona dell’Isola. La parte centrale del libro parlava di ciò che Trevor aveva raccontato a Matthew: l’arrivo dei “Signori del Cielo” e della continuazione della vita su Tiger 72 da parte dei discendenti della popolazione originaria terrestre Rotikawa e degli eredi di alcuni coloni inglesi che avevano sposato la causa del Popolo Rotikawa. Questa parte, conteneva numerose illustrazioni di uomini che indicavano dischi volanti in cielo, dalle quali, tra l’altro, furono realizzate statue scolpite nei sassi delle montagne rocciose a Nord della città di Espero, nella zona che per alcuni Rotikawa era considerata sacra, chiamata Kauramel. Le numerose illustrazioni del libro raffiguravano sembianze astratte e volti diversi dei cosiddetti “Signori del Cielo”, mancando di una certa univocità; ma chi erano veramente costoro? Alieni che abitavano o avevano abitato su Tiger 72 o su altri esopianeti vicini, oppure Dei o entità in qualche modo superiori? Vi era un’altra domanda che accompagnava i pensieri e le riflessioni di Matthew, da quando il giovane biologo era giunto a conoscenza dell’incredibile storia Rotikawa: come mai un popolo che era stato salvato dal suo sterminio sulla Terra da entità che, già nel XIX secolo, erano dotati di una tecnologia che gli aveva permesso di solcare i cieli con potenti astronavi, viveva ancora oggi come gli abitanti della Terra vivevano in un basso medioevo? Quale poteva essere il motivo e quali dovevano essere, allora, i rapporti dei Rotikawa con il progresso e l’evoluzione della scienza? Gli stessi libri di medicina e scienze, che aveva letto in biblioteca, erano in linea con il “tempo” che gli abitanti di Espero stavano vivendo, un “tempo” che era ricominciato a ritroso e si era fermato al XV secolo. Trevor, aveva cercato di rispondere alla domanda del giovane biologo dicendogli che i Rotikawa, da quando erano arrivati su Tiger 72, avevano evoluto il loro tenore di vita: avevano migliorato la costruzione (il comfort e la sicurezza) delle loro case e degli edifici, costruito orologi in grado di misurare la lunghezza del tempo, migliorato la scrittura, emanato leggi scritte, migliorato le tecniche agronomiche di coltivazione dei campi, ad esempio con le rotazioni colturali, etc.. ma il progresso tecnologico, gli aveva detto Trevor, era una meravigliosa macchina in grado di alleviare le fatiche, portare benessere e felicità che poteva diventare, però, estremamente pericolosa se guidata da un guidatore imprudente, troppo scaltro e troppo poco coscienzioso.
Serie: Una nuova Terra
- Episodio 1: In viaggio verso Tiger 72
- Episodio 2: Il Popolo Rotikawa
- Episodio 3: Due anni dopo
- Episodio 4: L’arrivo dei coloni terrestri
- Episodio 5: La guerra
- Episodio 6: Ritorno sulla Terra
- Episodio 7: Cronache dalla Terra
- Episodio 8: Le colonie terrestri
- Episodio 9: Un modo per partire
- Episodio 10: Ritorno su Nuova Terra
Interessante! Adesso cerco su Google i Rotikawa
Ciao grazie! Ma non lo fare perché è una popolazione che non esiste, frutto della mia fantasia. Avrei potuto sceglierne una esistente (ce ne sarebbero potute essere a dozzine) ma sarei potuto essere poco rispettoso nei loro confronti o che ne so, prendermi delle responsabilità?
A dire il vero l’ho fatto e ho visto che non esiste
veramente fortunati questi Rotikawa: a molti altri popoli vittima del colonialismo è andata assai peggio. Evidentemente, non ci sono dischi volanti sufficienti per tutti.
Ahahaha Verissimo! In effetti, al 5° episodio si scoprirà che ci sono stati anche dischi volanti per il neocolonialismo! solo un inciso che non cambia la vita, avevo scritto una presentazione della serie e un riassunto della prima puntata ma alla pubblicazione sono scomparsi. Non voglio però rompere le scatole allo staff di EO, che è stato disponibile oltre ogni natura umana per tutti i problemi che ho incontrato nella pubblicazione del primo episodio della serie!