Il presidente rinoceConte

Serie: Racconti da quarantena - prima parte


Un giorno, nella calda savana, accadde qualcosa di grave: il leone, re indiscusso e potente signore, decise di abdicare e lasciare i suoi poteri, per crogiolarsi sereno tra le sue leonesse disteso su una roccia a prendere il sole, servito e riverito, sereno e con la pancia piena.

Gli animali si riunirono così per scegliere il successore, e ci fu subito un gran casino.

Le scimmie urlavano perché volevano comandare loro, uniche capaci di muoversi velocemente tra gli alberi ed addentrarsi nella giungla, dotate di intelletto e abbastanza forti per difendersi dai predatori.

Gli elefanti, saggi e potenti, reclamavano la loro parte, desiderosi di acquisire un ruolo istituzionale di prestigio e pronti a servire la compagine rimasta senza guida.

Le giraffe, con la scusa di saper vedere lontano, dall’alto del loro collo cercarono di mettere in cattiva luce gli altri animali, facendo leva sull’invidia e l’insoddisfazione dei ceti più ignoranti e manipolabili.

Il lodolaio, falco potente e veloce, le cui capacità erano molto note nell’ambiente della savana e anche oltre, era l’unico capace di volare in alto e vedere lontano, oltre i confini del suo territorio e alle barriere della mente. Ma la folla non era pronta a farsi guidare da un uccello illuminato.

Così i voti caddero su un povero rinoceronte, che al comando della savana sembrava un pesce fuori d’acqua; veniva comandato da tutti, strattonato perché prendesse decisioni in favore di questo o di quello, scavalcato da chi poteva fare la voce grossa e aveva qualche competenza in più, attaccato da chi vedeva in lui debolezza e titubanza.

Alla fine parlò. E per quanto non fosse ancora pronto a prendere il comando, finalmente aveva mostrato un po’ di carattere, e ciò di cui era capace. Non era più in balìa degli eventi, ma si stava sforzando a governarli. Seppur impacciato, non a suo agio e stretto in una morsa di preoccupazioni e responsabilità.

– Non accetterò mai più, incarichi come questo – disse, sperando che qualche altro animale potesse sostituirlo. Ma nulla accadde.

Solo avvoltoi e iene rimasero ad aspettare come carogne in lontananza, desiderosi di carne, vendetta, e potere…

Nei momenti di difficoltà
servono comandanti capaci, decisi, e risoluti

Serie: Racconti da quarantena - prima parte


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Discussioni

  1. “– Non accetterò mai più, incarichi come questo – disse, sperando che qualche altro animale potesse sostituirlo. Ma nulla accadde.Solo avvoltoi e iene rimasero ad aspettare come carogne in lontananza, desiderosi di carne, vendetta, e potere…”
    Un ruolo scomodo quello del leader, al momento di assumersi delle responsabilità tutti tentennano

  2. “veniva comandato da tutti, strattonato perché prendesse decisioni in favore di questo o di quello, scavalcato da chi poteva fare la voce grossa e aveva qualche competenza in più, attaccato da chi vedeva in lui debolezza e titubanza.”
    Direi che è una metafora egregia per rappresentare un governo a noi molto vicino

  3. Il racconto è divertente e anche riconoscere i personaggi del dibattito politico negli animali della savana. Solo che personalmente non credo che sia nella categoria giusta, è un po’ troppo politico per essere una favola

  4. Uhm, chi saranno gli avvoltoi e le iene?
    Sai cos’ho detto quando stavo leggendo?
    “Ah ah ah”!
    Ma non una risata brutta, semmai divertita.
    Adesso vado a leggere il prossimo capitolo perché sono un fan della Divina Commedia…