
Il richiamo della scuola
Serie: Eva e i segreti di Itky
- Episodio 1: Un risveglio nella nebbia
- Episodio 2: Era solo un sogno brutto
- Episodio 3: La bambina dagli occhi straordinari
- Episodio 4: Il richiamo della scuola
- Episodio 5: Non è un sogno
- Episodio 6: Lʼamico immaginario
- Episodio 7: Benvenuta nella scuola dei sogni
- Episodio 8: Il piccolo guardiano dei sogni
- Episodio 9: Una stanza per due. Parte 1
- Episodio 10: Una stanza per due. Parte 2
- Episodio 1: Le radici dell’oscurità. Parte 1
- Episodio 2: Le radici dell’oscurità. Parte 2
- Episodio 3: I fili del passato
- Episodio 4: La forma dei pensieri
- Episodio 5: Occhi che svelano misteri. Parte 1
- Episodio 6: Occhi che svelano misteri. Parte 2
- Episodio 7: Il giardino segreto. Parte 1
- Episodio 8: Il giardino segreto. Parte 2
- Episodio 9: I primi dubbi
- Episodio 10: Tam-Pik
- Episodio 1: Lʼultimo grido
- Episodio 2: La battaglia invisibile
- Episodio 3: La verità nascosta
- Episodio 4: Uno studente curioso
- Episodio 5: Nuovo alleato
- Episodio 6: La via per Itky
- Episodio 7: Cento domande senza risposte
- Episodio 8: Il ritorno di Ef
- Episodio 9: Sarò sempre con te
- Episodio 10: Prima della guerra
- Episodio 1: Le pagine nascoste
- Episodio 2: Non guardarti mai allo specchio
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
Sorpresa, la bambina lanciò un piccolo grido e si raddrizzò. Lo spettacolo che si trovò davanti la lasciò completamente senza parole. Lo spazio bianco, che le aveva donato calma e serenità, stava cambiando rapidamente davanti ai suoi occhi. Come per magia, si ritrovò seduta su una sedia intagliata che sembrava emergere dal nulla, al centro di una piccola stanza. Alte pareti di pietra cominciarono a formarsi, adornate da arazzi colorati.
In enormi cornici di legno, mosaici elaborati prendevano vita, combinando frammenti di vetro multicolore. Un tavolo di quercia si abbassò come un gatto sazio sulle sue quattro zampe, fermandosi su un tappeto soffice. Eva continuava a osservare, incantata, mentre la stanza prendeva forma. Ogni dettaglio, ogni statuetta e cornice sembravano posizionarsi al loro posto con un lieve brontolio soddisfatto.
Affascinata da quello spettacolo, Eva non notò subito la figura della donna bassa, vestita con un cappotto grigio, che se ne stava tranquillamente in piedi in un angolo della stanza.
«Salve!» risuonò una voce dolce. «Mi chiamo signora Giorgia. Non temere, siediti e ascoltami.»
Eva sussultò leggermente, fissando la donna che ora sedeva su una sedia alta accanto al tavolo. Un silenzio irreale era interrotto solo dal ticchettio ritmico di un grande orologio rotondo appeso alle spalle della bambina. La signora Giorgia si schiarì la voce: «Non sono abituata a incontrare nuovi studenti della nostra Scuola senza preavviso, ma questa è una situazione speciale. È davvero strano che il tuo nome non compaia nei documenti. Ho controllato più volte, ma il risultato è sempre lo stesso: non sappiamo nulla di te, Eva Bianchi.»
La testa di Eva si riempì di domande: «Che scuola? Quali documenti? Chi è ‘noi’? Di cosa sta parlando?».
«Non interrompermi, per favore!» la ammonì dolcemente la signora Giorgia. Eva quasi cadde dalla sedia per lo spavento. «Sì, posso sentire chiaramente i tuoi pensieri: è uno dei vantaggi di parlare in un sogno. Ora, dove ero rimasta? Ah, sì, i documenti. Forse dovremmo tornare un po’ indietro.»
La signora Giorgia si alzò e si avvicinò a una finestra, sistemò lo chignon stretto sulla testa e si voltò verso la bambina.
«Ti ricordi come sei finita in ospedale? Quel sogno, in cui la nebbia si trasformava in qualcosa che ti costringeva a svegliarti? Vedo che ricordi. Bene, non era un semplice sogno: sei entrata in uno stato di sogno lucido. Puoi controllarlo, viverci dentro, entrare nei sogni degli altri e… sì, anche morirci. Questo è possibile solo per i portatori della forza dell’Universo di Oa, e le informazioni su di loro e sulle loro famiglie sono custodite nella nostra biblioteca.»
Eva scoppiò a ridere: «Prima sogno incubi, poi scopro di avere un potere misterioso! Fantastico! Basta che apro gli occhi e mi ritroverò in ospedale.»
«E dove pensavi di essere? Non ti ho portata da nessuna parte, stiamo solo parlando. Un semplice brutto sogno si è trasformato in una minaccia reale per la tua vita. Non so ancora cosa fosse, ma la tua Scintilla si è rivelata, e io l’ho notata.»
«Ricordo quel fuoco bruciante dentro di me. Dice che è la forza di un mondo chiamato Oa?»
«Sì, cara. Grazie a essa ti ho trovata.»
«Ma chi è lei?»
«Ah, giusto. Sono una delle insegnanti di una scuola molto particolare. In diversi paesi del mondo esistono Scuole speciali per bambini con abilità straordinarie o, per dirla più semplicemente, con una Scintilla. Il mio compito è individuare questi bambini tra le persone comuni. Il dono si trasmette per eredità, ma a volte, un portatore che sta per lasciare questo mondo può condividere la propria Scintilla con un’anima che sta per nascere. Per un breve momento, si incontrano in un luogo speciale, il limbo, dove avviene tutto il processo.»
«Quindi, vuole dire che mia madre è una persona normale, e io non ho ricevuto il dono da lei. Nel limbo non è successo nulla, altrimenti sapreste già tutto su di me, giusto?» cercò di capire Eva.
«Esattamente. Ti aspetta ancora tanto da scoprire, e io sarò al tuo fianco per aiutarti, insieme agli altri insegnanti.»
«Insegnanti?» ripeté la ragazza.
«Ora andrai in una nuova Scuola, dove imparerai a controllare il tuo potere e con il tempo sceglierai una professione.»
«E la mia scuola? Mia madre? Non posso lasciarla. Non mi permetterebbe mai di andare via, e tanto meno crederebbe a quello che mi sta dicendo. Per gli adulti, cose come i poteri sono solo favole.»
«Anche io sono un’adulta!» sorrise la signora Giorgia, e le sue guance rotonde si colorarono leggermente, come due mele. «Tua madre non sarà contraria: cambierai scuola, ma non scomparirai. Certo, dovrai vivere con noi, ma potrete vedervi spesso.»
Eva rimase in silenzio per qualche momento, poi disse: «Quindi, nel mio paese esiste una strana Scuola di cui nessuno sa nulla, tranne gli studenti. Le capacità sovrannaturali sono reali. Faccio sogni lucidi e nessuno sa perché — perché, alla fine, sono solo una ragazza normale.»
«Non sei più normale, Eva, sei davvero molto speciale!» la interruppe la signora Giorgia. Guardò l’orologio e aggiunse: «Mi piacerebbe parlare con te ancora, ma purtroppo il nostro tempo è finito. Non possiamo trattenerti qui troppo a lungo, potrebbe essere pericoloso per i principianti. Non dire nulla a nessuno, Eva. Ci rivedremo presto!»
La signora Giorgia fece il giro del tavolo e posò i polpastrelli sulle tempie della bambina. Eva voleva chiedere qualcosa, ma non fece in tempo. Sprofondò di nuovo nel sonno e la stanza scomparve rapidamente davanti ai suoi occhi. L’ultima cosa che ricordò fu il volto gentile della donna.
La lancetta dell’orologio nella stanza d’ospedale riprese a muoversi con il suo ritmo regolare, tracciando cerchi su cerchi. La donna in cappotto grigio sistemò con cura la coperta sul letto e, prima di uscire, osservò attentamente Eva: il suo respiro era calmo e regolare, e un leggero sorriso giocava sulle sue labbra. La signora Giorgia accarezzò la testa della bambina e uscì silenziosamente nel corridoio, chiudendo la porta dietro di sé.
Serie: Eva e i segreti di Itky
- Episodio 1: Un risveglio nella nebbia
- Episodio 2: Era solo un sogno brutto
- Episodio 3: La bambina dagli occhi straordinari
- Episodio 4: Il richiamo della scuola
- Episodio 5: Non è un sogno
- Episodio 6: Lʼamico immaginario
- Episodio 7: Benvenuta nella scuola dei sogni
- Episodio 8: Il piccolo guardiano dei sogni
- Episodio 9: Una stanza per due. Parte 1
- Episodio 10: Una stanza per due. Parte 2
Ciao Karina, di questo episodio ho apprezzato molto le descrizioni.
Sono davvero curiosa di saperne di più sulla nuova scuola di Eva. Brava!
mi piace molto il ritmo di questa Serie, le informazioni rilasciate gradualmente, la cadenza con cui accadono le cose.
Ma quante cose in questo episodio! Davvero bellissime le tante immagini, come quella dei mobili e dei soprammobili che compaiono lentamente, adagiandosi e accomodandosi al loro posto con un brontolìo da gatto soddisfatto. Mi piace tanto la strada che sta prendendo la serie. Promette molto bene.
Volevo accennare un po’ all’elemento magico di un sogno, che sarà il tema principale di questo libro, e spero di non aver esagerato con le descrizioni. 🙂
non mi pare proprio che tu abbia esagerato.
“e un leggero sorriso giocava sulle sue labbra”
Un’immagine dolcissima, questo sorriso che gioca.
Nella mia lingua questa espressione si usa molto spesso, e non ero sicura di come potesse suonare in italiano, ma vedo che alla fine suona molto bene.
Fantastico! Avevo percepito che qualcosa stesse per succedere da quando anche la mamma è sprofondata in un sonno quasi improvviso e comatoso. È un tema ben noto, quella della storia. Per cui sono incuriosito da come lo svilupperai tu personalmente! Bello!
Grazie mille. Ci sono talmente tanti libri di fantasy, magia e scuole magiche che, quando ho iniziato a scrivere “Eva e i segreti di Itky” avevo tantissima paura che questa storia risultasse o noiosa, oppure una copia di qualche altra già esistente. Per questo apprezzo davvero tanto che tu trovi il testo interessante e spero di riuscire a sorprenderti ancora di più.
Si, questi temi mi piacciono molto e son sempre curioso di vedere come un autore li affronta! Ora leggo un altro capitolo, anche se dovrei correggere qualcosa dei miei testi in bozze🤣
Io, invece, tutto il tempo libero che avevo stasera l’ho dedicato a rispondere ai commenti. Avrei dovuto pubblicare almeno altri due capitoli, ma pazienza, lo farò domani.
Allegoria e mistero….ricerca e fuga….profezia e conoscenza di sè.
La frammentazione, l’intercambiabilità tra realtà e sogno, l’arbitrarietà, l’ossimoro e la contaddizione…….
Il sogno come metafora della condizione del personaggio….ma spesso i sogni dei personaggi delle opere sono personificazione delle angosce o delle speranze di chi sogna…..
Sinceramente, credo che il mondo dei sogni sia qualcosa di molto di più profondo di un semplice bisogno fisico. Ognuno interpreta i sogni a modo suo, ma chissà se, tra tutte le ipotesi, ce nʼè una vera.
Il sonno è la veglia dell’Anima, mentre la veglia del veicolo è il sonno dell’Anima. E no, non è un “bel pensiero” o una frase da Effetto, è una verità inopinabile. Infinite potrebbero essere le teorie sull’onirico, bensì assai catalogabili le realtà che lo contraddistinguono e che tantissime persone ai più disparati angoli del pianeta hanno in egual modo riscontrato.