Il rumore del treno non da tregua

Il rumore del treno non da tregua, rimbomba per tutto il vagone. Suoni scostanti che fanno da sottofondo alle conversazioni dei pendolari.

Le mie gambe ciondolano in un tutt’uno con i movimenti del vagone, tant’è che riesco a percepire che si sta avvicinando alla prossima stazione ancora prima di sentire il fischio dei freni.

Rivolgo lo sguardo al finestrino per vedere il mio volto nel riflesso, ma c’è il sole e la mia attenzione è subito rubata da ciò che sta fuori. I passeggeri salgono e scendono, mentre il vagone diventa sempre meno affollato.

Mi focalizzo su coloro che sono scesi dal treno e li guardo mentre proseguono verso la loro destinazione, anche senza sapere quale sia. Alla fine pensandoci abbiamo tutti una destinazione diversa, che può essere il posto che consideriamo casa o un posto lontano che forse non visiteremo mai quanto vorremmo. Forse tutto questo è solo un lungo viaggio verso la nostra destinazione, conosciuta o meno che sia.

Distolgo lo sguardo, vado oltre per scrutare il piccolo quadro che è la vista dal finestrino.

E’ tutto ciò che conosco di questa città, ma lo analizzo ogni giorno, lo conosco come se fosse un po’ mio, come se ci fosse un po’ di me là fuori.

Quando sei sul treno ti illudi spesso di poter decifrare cose sconosciute, perlomeno per me è così.

Mi perdo scrutando attentamente i passeggeri vicini, cerco di trarre più informazioni possibili di quello che è la loro persona. Ho sempre osservato molto. E ciò che non conosco l’ho sempre guardato con più calma, dandomi sempre il tempo per scovare piccoli dettagli che ad un occhio distratto sfuggirebbero.

Mi sono sempre immaginata le persone come una serie di esercizi di matematica, puoi conoscere la soluzione però risolverla è tutta un’altra storia. Ma alla fine si è sempre troppo distratti e superficiali per riuscire a farlo. Forse è giusto così, illudersi di poterlo fare e finire per idealizzare chi abbiamo di fronte.

Una piccola spinta all’indietro, i rumori delle rotaie si fanno sempre più riavvicinati.

Mentre passiamo di fianco alla città mi sporgo verso il finestrino per cercare di vedere le cime dei grattacieli, ma non ci riesco. Dal treno vedi solo una piccola parte, di ciò che sta fuori e di chi sta seduto affianco a te.

Le poche voci che riempiono il vagone si fanno sempre più delicate, si riesce a distinguere ogni singola voce, questo rende il rumore delle rotaie sempre più invadente.

Distolgo lo sguardo dal finestrino, mi volto dall’altro lato per prendere la mia borsa e mi avvolgo con la sciarpa. Sento l’odore del profumo messo stamattina, che però non mi fa sentire bene come appena indossato.

Il treno rallenta per poi fermarsi ed io mi appoggio leggermente alle parete per non perdere l’equilibrio.

Scendo, mi giro verso il treno.

Mentre riparte chiudo leggermente gli occhi, non ho mai amato guardare i treni che ripartono, sono così angoscianti.

Ti vedo, dall’altra parte dei binari, con le cuffie nelle orecchie e la testa per aria, un po’ come la mia.

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Discussioni

  1. Racconto sfuggente, come le vite che sfiori durante un viaggio in treno. Le tue parole sono piene di retrospettiva, mi piace come osservi le persone e come riesci a descriverle attraverso i tuoi pensieri e i tuoi occhi attenti. Anche il ritmo con cui sei andata a costruire la storia mi è piaciuto particolarmente, si muove sulle rotaie e fai sentire al lettore quelle note sferraglianti che fanno da colonna sonora al quadro di quel piccolo viaggio.
    In particolare ho apprezzato moltissimo la frase “Mi sono sempre immaginata le persone come una serie di esercizi di matematica, puoi conoscere la soluzione però risolverla è tutta un’altra storia”.. quanto è vera!!
    Brava!
    Alla prossima lettura

    1. Grazie mille.
      Sono contenta tu abbia apprezzato questo mio breve racconto, e soprattutto la frase da te citata, che temevo potesse risultare banale.
      Ti ringrazio molto!

  2. Un racconto in cui chiunque può rispecchiarsi, caratterizzato da uno stile veloce e vincente.
    Treni, autobus permettono di vivere gli altri senza essere notati. Si condividono frammenti di vita anonimamente. Complimenti

  3. Un racconto su un momento che tutti noi abbiamo vissuto una volta nella vita, prendere un treno può sembrare facile ma se si guarda attentamente si percepiscono molte sfumature, come in questo racconto. Complimenti!

    1. Il treno è l’esempio evidente delle mille sfaccettature che ha la realtà quotidiana se osservata con attenzione.
      Grazie mille per le tue parole e per averlo letto!