Il rumore sotto la pelle
Serie: Autobiografia di un sensitivo sensibile
- Episodio 1: Autobiografia di un essere sensibile
- Episodio 2: E il secondo giorno vide che era già buio
- Episodio 3: La comunione con la tranquillità
- Episodio 4: Il commissario suona sempre due volte
- Episodio 5: Come si veste Carneval ad Halloween?
- Episodio 6: La mia bambolina
- Episodio 7: Un tuffo nel peluche
- Episodio 8: La bambola numero due
- Episodio 9: L’assassinio del destino
- Episodio 10: Dove si rimane per non andare via è solo sofferenza
- Episodio 1: Il seguito. Inseguito.
- Episodio 2: Batman in pensione
- Episodio 3: Il rumore sotto la pelle
- Episodio 4: L’appuntamento con le lacrime
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Ho cercato a lungo il mio daimon negli altri — negli occhi, nei corpi, nelle promesse — e ho sempre sbagliato.
Il daimon non abita fuori, ma nemmeno solo dentro: scorre nell’energia che tiene unito l’universo. È il nucleo vitale che ci distingue, la ghianda che diventa quercia, la forma invisibile che ci spinge a essere ciò che siamo.
Non è genetica, non è biologia: è qualcosa che precede l’eredità dei genitori, che ci precede e ci chiama.
Adesso mi sento diviso: tra la piaga e il coltello.
Sono io la ferita o la lama che la infligge?
Forse non importa. Io voglio solo essere amore.
Il numero sul volantino mi pulsa in tasca come una scheggia magnetica. Ho promesso a me stesso che avrei chiamato, ma non ancora. Non oggi. Oggi devo solo attraversare il supermercato senza perdermi.
Dentro, luci bianche, carrelli che cigolano, persone che parlano come se nessuno potesse spezzarsi. Cammino tra le corsie come in apnea. Le lattine, i pacchi di biscotti, i fiori artificiali — tutto finto, tutto in posa.
Poi lo sento.
Un urlo di bambino, improvviso, acuto. Un padre che risponde secco: “Smettila.”
Niente di grave, in apparenza. Un normale momento di tensione. Ma qualcosa, in me, si accende. Il rumore si propaga sotto la pelle, si infila sotto la pelle come una corrente elettrica.
— Grounding — mormoro, quasi senza voce.
Mi fermo. Mani sul carrello. Respiro. Tre secondi in apnea, cinque per lasciare andare.
— Sono qui — mi dico. — Il pavimento è freddo. Il metallo è reale. Io non sono il coltello. Io non sono la piaga. —
Il bambino ora ride. Ha dimenticato tutto. Ma io tremo ancora.
Una donna anziana mi sfiora con la spalla, si scusa, mi guarda di sfuggita.
Per un istante penso che potrei rovesciare tutto, urlare, spezzare, ferire. Uccidere. Poi una voce. Quella che ho sentito in terapia, calma, ferma.
“Osserva il tremore. Non trasformarlo.”
Stringo il pugno — senza coltello — e torno a respirare.
Alla cassa, una ragazza con le cuffiette mi chiede: — Carta o contanti? —
La sua voce è piatta, come se io non esistessi. Ma io sono qui. Io sto provando.
— Carta, la carta canta. — dico, cercando di essere spiritoso.
Nel parcheggio, il cielo si è fatto denso. Una nuvola nera si ferma proprio sopra l’edificio. Penso a Griselda, a quel coltello, al lavandino, a tutto quello che non riesco a dire. Non so chi sia Griselda. Forse è solo nella mia testa o forse è ancora altrove.
Poi, come se il mondo mi volesse rispondere, sento il telefono vibrare.
Un numero sconosciuto. Un richiamo dall’al di là.
Lo fisso. Il volantino. La data. L’incontro.
Il daimon non mi promette salvezza. Ma forse mi sfida.
— Vediamo dove mi porti — dico piano, e rispondo.
Serie: Autobiografia di un sensitivo sensibile
- Episodio 1: Il seguito. Inseguito.
- Episodio 2: Batman in pensione
- Episodio 3: Il rumore sotto la pelle
- Episodio 4: L’appuntamento con le lacrime
Ho fatto l’errore di leggere l’episodio senza procedere dall’inizio. Muoio dalla curiosità. Sei stato molto bravo a creare tensione e a mantenere vivo l’interesse ad sino alla fine. Recupero anche il resto ?
Tieni alta l’attenzione: ancora non sveli se il demone è del protagonista o di qualcun altro. Bravo!
Grazie!