Il sentiero.
Serie: L'occhio di Maria
- Episodio 1: La Basilica Maggiore del Sacro Sguardo.
- Episodio 2: Il sentiero.
STAGIONE 1
Non mi vorrà mica dire che…
«Il professor Smith si è accampato proprio in questo spiazzo ed ha cominciato a cercarla per tutta la foresta, che all’epoca ricopriva l’antica chiesa»
La luce del tramonto indora le punte ma non penetra tra i rami degli alberi.
«La cercò per un anno intero, fino a che, una notte vede una scintilla filtrare attraverso gli alberi, la lucina appariva sempre nello stesso punto e solo di notte. Quindi il professore si segnò la direzione e riprese la ricerca alla luce del sole. Così è stato scoperto il diamante più grande che sia mai esistito sulla faccia della terra!»
Che?! Vuole farmi credere che ci fosse davvero un enorme diamante lì? La chiesa è buia. Forse è stata portata via da loro o è andata persa.
«Quello che successe dopo non è confermato, perché l’unica testimonianza a noi giunta è il diario del professore. Lui racconta che, coloro che hanno tentato di avvicinarsi accostando la pozza che c’era davanti, si sono… persi.» questo è… strano, forse è per questo che nessuno si è avvicinato? Non pensavo che gli archeologi fossero così superstiziosi. «Inoltre, lui stesso ne è rimasto talmente incantato da temere di far spregio alla madonna cercando di toglierla dal suo posto; quindi, ha deciso di creare un lungo spiazzo davanti ad essa, in modo che fosse visibile a tutti.»
In effetti, sembra che qualcuno abbia tagliato tutti gli alberi con un gigantesco rasoio.
Se è davvero così grosso, può darsi che non siano riusciti ad estrarlo. Ma se c’è davvero che senso ha mettere una barriera così lontana?
«Davvero non ci si può avvicinare di più?» Chiara sta facendo gli occhi dolci al professore «da qui non si vede nemmeno!»
Mi si stringe lo stomaco. Anche io vorrei vederla, mi sembra uno spreco venire solo per vedere dei ruderi.
Il professore sorride: «eh, se potessi anche io mi avvicinerei ma si può vedere solo da qui. Sai, qualcuno potrebbe tentare di rubarla, o perdersi nella foresta, e nemmeno le rovine sono sicure. Se fossimo venuti di pomeriggio il sole l’avrebbe fatta brillare e l’avremmo vista anche da qui».
Chiara sbuffa ed un vuoto mi prende lo stomaco. Roberta, Anna e Luca sono inginocchiati con le mani giunte. Sospiro. Mi sembra di assistere di nuovo a quei falsi miracoli, tipo le madonne che piangono. Tutti la prendono per vera ma non c’é mai una volta in cui qualcuno l’abbia viste nel processo.
Mi giro verso il professore ed incrocio le braccia: «Come facciamo a sapere che è un diamante vero e non un pezzo di vetro?»
Il sospiro di Roberta mi raggiunge alle mie spalle. Il professore indica il rudere: «Se fosse stato un pezzo di vetro o uno zircone non sarebbe riuscito a rinfrangere la luce del sole e della luna da così lontano.»
Può darsi che la pietra non sia più lì da diverso tempo e che al suo posto ci stia una gigantesca lampadina giusto per prendere in giro i credenti. Se fosse davvero questo prodigio la farebbero vedere da vicino, magari con un bel biglietto per la visita. Mi volto e mi infilo nella folla. Che perdita di tempo.
Dov’è Chiara? Il vento mi sbatte di nuovo sulla giacca. Riconosco i boccoli biondi di Chiara, chini su una parte della grata. Un brivido mi corre lungo lo stomaco.
Le mie scarpe da ginnastica grattano sull’asfalto. Non voglio beccarmi una strigliata per colpa sua. Chiara lascia a terra il suo zaino e si gira verso di me.
«Che cosa fai?»
Un angolo della grata si piega all’interno incastrandosi tra i cespugli. Comincio a capire che cos’ha in mente.
«Qui c’è un sentiero, quanto scommetti che lo hanno creato apposta per andare a vedere la pietra di nascosto?»
Il cuore mi preme nel petto. Ogni volta che lei ha queste brillanti idee… Il professore non mi guarda.
«Sta per fare buio, forse non c’è nemmeno e se ci fosse, come minimo sarebbe sorvegliata!»
Lei si alza e spalanca gli occhi: «ma che! Se ci fosse un guardiano lo avremmo visto qui intorno!»
Sospiro. Se non la accompagno ci andrà da sola e comunque… un po’ la capisco. Chissà cosa c’é davvero lì.
«Dai!» lei mi guarda con due occhi enormi «Non sono venuta qui per vedere quattro mattoni».
Neanche io se per questo, ma… «e se ci perdiamo? Se partono senza di noi?»
Chiara mi afferra il braccio: «non partono senza di noi, e comunque ho il telefono carico ed il numero del prof salvato».
Mi mordo le labbra. Non vorrei, ma un diamante così grosso, se esiste davvero, lo vorrei vedere.
«Sarà a duecento metri a dir tanto!»
«E va bene!» mormoro «ma se fa buio torniamo indietro».
Chiara fa un saltino, poi si inginocchia e s’infila nell’apertura. Menomale che ho ancora i panini del pranzo, almeno se ci perdiamo non restiamo a pancia vuota.
Le ginocchia dei jeans grattano sull’asfalto. Le dita di Chiara mi sollevano la grata. Mentre le mie mani toccano la terra nuda, il mio zainetto s’impiglia nel ferro reciso della barriera.
Mi alzo in piedi con il cuore che mi preme nel petto. Un filo di luce illumina una striscia nera tra i cespugli: «c’è davvero un sentiero».
La grata scuote i cespugli alle mie spalle e Chiara mi passa davanti: «visto?»
Serie: L'occhio di Maria
- Episodio 1: La Basilica Maggiore del Sacro Sguardo.
- Episodio 2: Il sentiero.
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