Il Settimo Livello
Serie: La Muerte Dorada
- Episodio 1: Prima Della Partenza
- Episodio 2: Sussurro nel vento
- Episodio 3: Riflesso
- Episodio 4: Santa Muerte
- Episodio 5: Specchio Nero
- Episodio 6: Il Dono
- Episodio 7: Fiori Per i Morti
- Episodio 8: Vento Del Nord
- Episodio 9: La Via Della Morte
- Episodio 10: La Rosa Del Deserto
- Episodio 1: Il Settimo Livello
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Prima che la mano della Muerte Dorada le agguantò il viso per trascinarla, Ksenia riuscì a donare alla sua amata una lacrima che cadde alla soglia della lanterna. Dolores alzò l’altra mano, sulle sue dita venate di nero c’erano petali arancioni marci, la fiamma del ferolito morì soffocata.
«Ksen!» urlò Cassandra.
Nessuno rispose al suo grido, solo il gorgoglio di un lago nero che si richiudeva e il gracchiare dei corvi fuori dalle finestre. Quando la luce tremolante di un lampadario d’emergenza sfarfallò contro il soffitto in fondo al corridoio, Cassandra vide solo il pavimento con le gocce di sangue e la lacrima stampata a terra. Ksenia non c’era più, come se non fosse mai esistita. Il silenzio che seguì fu un universo che crollava, un cuore che non batteva più perché qualcuno aveva staccato la presa. Il cervello di Cassandra, abile a cercare la logica nelle pieghe della legge e dell’ordine, andò in frantumi perché in quel momento non c’era nessun tribunale e nessun appello.
Non esisteva una sentenza o un provvedimento disciplinare che potesse riportare indietro il tempo di dieci secondi.
Il procuratore Hale crollò straziata in quel corridoio. Un singhiozzo, poi un altro mentre le mani unite coprivano il viso, cercando di cancellare l’immagine di quegli occhi verdi che venivano rapiti dal buio.
«Ksen» urlò ancora.
Cassandra cercava il calore fantasma dei piedi di Ksenia, il calore del suo corpo, il suono della sua voce mentre le rispondeva incazzata e ferita a causa dalle sue parole taglienti e fredde per colpa della gelosia.
«Perdonami.. ho sbagliato tutto con te, sono stata sempre troppo dura» diceva tra le lacrime che bagnavano il pavimento.
Illuminata dalla luce spettrale del corridoio, c’era una traccia, il sangue rosso, vivo, che si snodava come un serpente scendendo le scale dirigendosi verso l’uscita.
«Ksen…» gemette, iniziando a seguire la traccia come se stesse per scendere all’inferno a mani nude per recuperare l’unica cosa che l’aveva ancorata a quella vita. Cassandra afferrò la maniglia di ferro battuto con le braccia tremanti per lo sforzo e per lo shock. Il portone si spalancò con un cigolio lamentoso e stridulo, l’aria della notte la colpì come una frusta. Il cielo nero, il sentiero di ciottoli che scendeva verso la valle segnato da chiazze scure e impronte di piedi bagnati. Ma Cassandra non guardò la valle, guadò il volto di quel fantasma in piedi sulla soglia dove la luce della stanza finiva e il buio iniziava.
Il vecchio Rafael.
Il suo cappotto di lana scura si confondeva con le ombre e il bastone di legno era piantato a terra come una croce.
Non aveva l’aria di un uomo sorpreso, né di essere spaventato, perché lui già sapeva.
I suoi occhi azzurri guardarono Cassandra fin dentro il suo dolore che spruzzava da ogni poro della pelle.
Rafael non offrì conforto, si limitò a inclinare leggermente la testa, ascoltando un suono che solo lui poteva sentire. Il suono di una preghiera che, dopo cento anni, stava finalmente per essere esaudita.
«Lei ti aspetta» sussurrò il vecchio. «Ora devi scendere anche tu.»
Cassandra rimase a fissarlo, stremata dal pianto che le aveva aperto il petto come il procedere di una autopsia.
Appesa alle corde di canapa fradice e consumate, sul ramo torto di un salice piangente che si protendeva sull’acqua nera c’era Ksenia. Il sangue le colava dalla tempia, un rivolo caldo e denso che le entrava nell’occhio sinistro. La maglietta di cotone era strappata sulla spalla, rivelando la pelle d’oca, sia per il freddo sia per ciò che vedeva sotto di sé, il vuoto assoluto del lago. Il vero pericolo era un masso grande e pesante che oscillava legato alle sue caviglie da una catena arrugginita, protesa sullo specchio d’acqua.
Dolores sulla riva si muoveva come una belva che ha fiutato l’aria della libertà dopo cento anni di cattività. Il gruppo delle monache era davanti all’altare di pietra, le candele vennero accese mentre recitavano un lento rituale messicano, il passaggio dell’anima nel regno dei morti.
«Questo è il cammino del settimo livello, il cammino dei morti nel Mictlán, dove l’anima intraprende il viaggio del passaggio per raggiungere la pace finale» iniziò la monaca.
«Sarai guidata dal cane sacro per attraversare l’acqua scura, montagne di ossidiana dove venti gelidi e neve metteranno alla prova la tua resistenza. Il tuo deserto sarà senza gravità affiche la tua anima possa volare come un velo passando per acque nere avvolte dalla nebbia»
Una delle suore prese una ciotola, si avvicinò al lago e la riempì tornando all’altare di purificazione dove le altre monache masticavano il pane sacro dei defunti.
«L’acqua, ristoro per il tuo cammino. Il sale e le candele, purificazione e luce nella valle oscura, il copal che apre il sentire tra i mondi e il cempasúchil il fiore solare che traccia la strada dei morti»
Dolores voleva solo uscire da quel limbo fatto di niente e tutto e prendere la sua pace eterna che il destino le aveva tolto spezzando la sua giovane età. Ksenia non era una vittima sacrificale, era il biglietto di sola andata, un biglietto che era stato strappato con forza e senza permesso dalle mani di Cassandra.
La Muerte Dorada si fermò esattamente sotto il ramo. L’odore marcio e putrescente era così denso e pesante che Ksenia iniziò a tossire, sputando sangue e saliva nel vuoto.
«El peso.»
«Il mio peso ora è il tuo peso.»
Dolores allungò una mano tremante verso il terreno raccogliendo un sasso nero e liscio e lo lanciò.
Ne prese un altro tirandolo nello stesso identico punto, poi un altro e un altro ancora, finché Ksenia capì.
La Muerte Dorada non stava giocando ma stava indicando una coordinata, le stava mostrando dov’era il suo corpo, dov’era il passaggio necessario per la sua liberazione.
Aprì la bocca, la voce rauca, spezzata, di una ragazza messicana di vent’anni che stava annegando in un limbo spirituale che la teneva prigioniera.
«La vida es solo un sueño en el camino de la muerte.»
«La vita è solo un sogno lungo la via della morte.» ripeté Ksenia con il sangue che le usciva dalla bocca.
Dolores la guardò e l’urlo di dolore che uscì dalla sua bocca risuonò in tutta la valle.
Serie: La Muerte Dorada
- Episodio 1: Il Settimo Livello
Ciao Skǫll! Per l’ennesima volta confermi la potenza onirica dei tuoi scritti👏🏻 Ci sono tanti simboli nelle scene visionarie che traccia, lasciando così libero spazio di interpretazione al lettore. Bravissimo🤗
Grazie Nicholas 😀 apprezzo molto il tuo commento, non sono al tuo livello, ma detto da te mi onora. Grazie mille del tuo tempo 🙏
Macché “livello”😂 Sei bravissimo🤗
Un episodio drammatico e pieno di suspense, che mi ha tenuto sulle spine fino alla fine. Il rapporto tra Cassandra e Ksenia, sebbene sia a volte un po’ tormentato, mi appare profondamente dolce ed attendo il momento in cui Cassandra correrà a salvare la sua Ksen…
Ciao Maria, grazie per il bellissimo commento 😀 apprezzo molto
In certi punti questo racconto mi ricorda il mito di Orfeo ed Euridice. Forse Cassandra deve provare che ci si può immolare per amore? È questo il prezzo da pagare per liberare Ksenia e, di riflesso, Dolores? Complimenti Skǫll, stai scrivendo una bellissima serie.
Ciao Concetta, grazie del commento e della tua riflessione. Apprezzo molto il senso che hai dato al capitolo 😀
il personaggio di Cassandra ha uno spessore caratteriale unico, mi piace come hai gestito la sua “durezza” caratteriale che nasconde un cuore enorme, che si intravede sempre ferito.
@LauraLaStella Ciao Laura 😀 grazie per aver colto questa profondità in Cassandra. Apprezzo molto
Un episodio intenso e molto visivo: il dolore di Cassandra per la scomparsa di Ksenia si intreccia bene con il rituale e con il viaggio nel Mictlán. Mi è piaciuto soprattutto il modo in cui i sassolini lanciati da Dolores diventano un indizio, trasformando la scena in un momento di rivelazione.
Ciao 🙂 grazie mille per il tuo commento. Il viaggio nel Mictlàn è molto suggestivo, ho sempre avuto interesse verso le culture latine. Apprezzo molto il tempo che mi hai dedicato e sono felice che ti sia piaciuto il capitolo, grazie ancora