Il sindacalista corrotto

«Ma guardalo! Si crede il nuovo Jimmy Hoffa».

Si chiamava Jimmy, infatti, ed era pure di origine irlandese, però faceva di cognome O’Connor. Guardò storto quel tipo. «E se anche fosse?».

«Ehi, amico, calma. La mia era solo una “costatazione”».

«Si dice constatazione, imbecille». Jimmy lo disse fra i denti.

Quel tipo, un emissario di un clan di Boston, alzò le mani: «Sta’ calmo, ti dico. C’è gente molto permalosa, in giro. Nulla ti vieta di credere che io lo sia». Sorrise come uno squalo.

Si trovavano in una cadillac non molto distante dal palazzo della campana dell’Indipendenza, Jimmy iniziava a scalpitare:

«Non farmi perdere tempo, eh! Andiamo subito al sodo. Quando arriva il tuo capo?». Non lo temeva.

«Chi t’ha detto che viene il mio capo? Devi parlare con un mio superiore, un luogotenente dell’organizzazione, mica col mio, di capo. Lui sarà a New York o a Miami. Per business, per divertirsi, chi lo sa».

Jimmy lo fulminò con lo sguardo. «I patti non erano questi. Io…».

«Eccolo che arriva» lo interruppe il tipo, alla fine un semplice pesce piccolo della mafia.

Jimmy tacque, vide venire quel tipo che aveva le orecchie sporche.

Il pesce piccolo lo salutò, Jimmy no.

Il mafioso si fece vicino alla cadillac, il pesce piccolo abbassò il finestrino, i due si misero a parlottare.

Jimmy si offese. Non solo il nuovo venuto non lo aveva salutato, ma persino quei due parlavano senza preoccuparsi di condividere l’argomento del loro dialogo con lui. Jimmy era lì per affari, da mesi riceveva bustarelle per far scioperare i camionisti in certi momenti mentre in altri no, era sempre la mafia irlandese a comandare, e ora voleva di più:

Perché me lo merito.

Quando parve che il loro conciliabolo fosse terminato, il nuovo venuto sorrise prima al collega poi a Jimmy, si allontanò, fece il giro della cadillac da dietro, non da davanti, e non appena fu al fianco di Jimmy, Jimmy lo scrutò.

«Abbassa il finestrino» disse in un sibilo l’uomo.

Anche se indeciso e svogliato, Jimmy obbedì.

Il tizio mise mano a una pistola e Jimmy reagì d’istinto, spalancò la portiera, la abbatté sull’uomo, questi grugnì, cadde a terra colto di sorpresa.

«Che fai» protestò il pesce piccolo.

Jimmy scese in parte dall’automobile, afferrò la pistola, compì l’esecuzione del sicario e rivolse la pistola a quello che gli aveva fatto compagnia sino a quel momento: «Sorpresa».

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Discussioni

  1. Ma quindi faceva il doppio gioco fin dall’inizio? Oppure hha capito che lka pistola non eera solo per intimidirlo (o solo per precauzione) bensì stavano per terminarlo e ha reagito d’imp0ulso? O che altro? Strano però.. due mafiosi così esposti al pericolo che Jimmy si rivoltasse contro.. non avrebbero dovuto avere degli scagnozzi come guardie del corpo? se ti andrà… rispondimi. Intanto ti dico che questo raconto mi è davvero piaciuto e ti meriti il mio like 8aqnche se oggi ho letto prima un altro racconto e quello mi è piaciuto decisamente molto di più.. non trovando le parole giuste per commentarlo.. lì mi sono limitata ad un like.) Buona Domenica a tutti.