
Il viaggio a Venezia
Serie: Bulgakov a Nord Est
- Episodio 1: Una strana telefonata
- Episodio 2: La preparazione del Viaggio
- Episodio 3: Il viaggio a Venezia
- Episodio 4: Il Sior Rioba
- Episodio 5: Il Maestro
STAGIONE 1
“La Bellezza salverà il mondo” F. Dostoevskij
«Venezia? È lì che hanno portato lo Stradivari?» Chiese Agata, mentre si interrogava se per caso qualcuno, a sua insaputa, avesse messo qualche funghetto nel cappuccino del Bar della Stazione.
«E Dove se no?» rispose Saul «Prego Signorina, salga in macchina, il Ponte della Libertà (1) non è poi così vicino».
Stanca e confusa, Agata acconsentì a salire in macchina assieme a Zelda. Stava per proporle il trasportino ma si trattenne quando la sentì dissertare con Saul circa gli aspetti esistenzialisti della Narrativa di Camus.
«No ma prego, non fare cerimonie, siediti pure davanti» disse la gatta con un tono che sembrava a tutti gli effetti sarcastico. Non mi ci abituerò mai, pensò Agata.
Saul la guardava con la coda dell’occhio mentre sceglieva della musica adatta per distendere gli animi:
«Beh che cosa mi racconta, vive sola?»
«Sì.»
«Fidanzata?»
«No.»
«come mai, se non sono indiscreto?»
«Beh? C’è una legge che prescrive l’obbligo alla vita di coppia per caso? Si faccia gli affari suoi.»
«Digli del Genovese» si inserì Zelda.
«Tu stai zitta, ti ricordo che non hai nemmeno più le ovaie.»
«In compenso ho autostima.»
«Chi è il Genovese?»
«Uno che l’ha ghostata dopo due settimane dal primo Match. Se penso a quante notti ho dovuto passare a fare fusa per calmare le crisi abbandoniche adolescenziali, quando volevo solo meditare sull’influsso di Platone nelle ideologie del ‘900…»
«Senti piccola impertinente, vuoi continuare a mangiare fauna ittica in via d’estinzione pescata sul Mar Baltico? Allora stai zitta».
Fu così che Agata chiuse la discussione ma non aveva ancora finito la frase che Zelda si era già messa a schiacciare un pisolino.
Chiunque abiti in Veneto, e non solo, conosce la sensazione di sentirsi cullare in quella dimensione che non è più entroterra ma non è ancora laguna; lontano dai fumi industriali di Marghera, esiste una sola strada, l’unica, che conduce verso Venezia. Qui si assapora un’atmosfera del tutto nuova che affiora poco a poco agli occhi e si scarica al cervello come una ventata d’aria fresca; i colori dell’acqua cambiano ora dopo ora, giorno dopo giorno, stagione dopo stagione. Di notte poi , il gioco delle luci della città sull’acqua si confonde con i rumori più percepibili delle risacche, e sembra introdurre il visitatore in un Segreto non svelato. Agata conosceva bene questa sensazione e istintivamente si volse a guardare il finestrino. C’era qualcosa di strano, persino nel colore delle bricole (2). L’acqua era di un rosa pastello insolitamente luminosa per quell’ora e si andava a fondere all’orizzonte con strisce di un cielo non ancora nero. La città, sempre più vicina, assumeva tuttavia contorni sempre più sfumati, quasi fosse divenuta puro colore. Saul sembrava non curarsene affatto; era più concentrato nel descrivere le meraviglie della Quinta Sinfonia di Mahler eseguita da Abbado nel 1982 al Teatro della Scala. Agata ne era quasi irritata, non tanto perché non apprezzasse quelle che riteneva piacevoli digressioni musicali, quanto perché, nella sua indole instabile ed egoriferita, vedeva nella serenità altrui quasi un affronto personale.
«Sempre così serafico lei?» Disse con finta noncuranza.
«Chi? Io? Oh beh, diciamo che le cose più banali non mi stupiscono più.»
«Banali eh? Va beh. Cosa può dirmi di questa…ehm…capra?»
«Prego diamoci del tu, non è il momento delle formalità.»
Si volse indietro per controllare che Zelda stesse dormendo.
«Evito di dire queste cose quando Zelda può sentire perché, per quanto relativista, insiste nel non credere in ciò che non può toccare o misurare.»
«Certo. In fondo parla, legge i presocratici ed è in grado di telefonare. Mi sembra tutto lineare» ribatté Agata, ormai quasi divertita dall’intera faccenda, se non rassegnata.
«La capra…non tutti l’hanno vista, alcuni non credono nella sua esistenza, devo dire che soprattutto tra i cani c’è una certa titubanza in merito (si fidano troppo degli umani). Lei forse non crederà in certe cose, ma mi creda, il Male esiste.»
Agata si volse lentamente verso di lui, cercando qualsiasi pretesto per non esasperare ulteriormente l’assurdità di quella discussione: «Non capisco di cosa sta parlando, a dire la verità non capisco nulla da quella telefonata al Bar della Stazione di Vicenza. Comunque dovremo cercare parcheggio, e sono piuttosto costosi qui».
« Sto parlando del Demonio: Lui è qui, fisicamente, tangibilmente qui, e non ha sembianze del tutto antropomorfe, ma quelle mostruose di un essere metà uomo e metà capra. D’altronde, questo è noto fin dall’inizio dei tempi, e già ampiamente documentato dalle Scritture. Quello che non si sa, o meglio in pochi sanno, è che la Musica, come del resto l’Arte tutta, è un ottimo conduttore tra metarealtà. Per ordine divino, Satana non potrebbe rimanere a lungo sulla Terra. Il male che Egli compie deriva dalla corruzione di anime sempre più ritirate in una bolla virtuale dove l’Io è metro di misura, dove la competizione dell’apparire rende illusorio l’esistere: l’eterna connessione o forse dovremmo chiamarla l’eterna dannazione! ma laddove la Bellezza esiste, e viene ascoltata, vista, assaporata, ebbene sì, essa saprà ancora salvare il mondo (3). La Sapienza di coloro, pochi ormai, che riconoscono le cose Belle mantiene l’Ordine delle cose nel modo in cui noi le conosciamo. Io mi fregio di essere uno dei pochi Custodi della Bellezza rimasti in circolazione. Come tale è mio compito impedire che Behemoth suoni il trillo del Diavolo di Tartini a mezzanotte del giorno dell’Equinozio, il che accadrà fra circa 3 ore.»
«Cosa succede se lo fa?» chiese Agata che sentiva sempre più la mancanza di 15 gocce di Xanax.
«Il Trillo del Diavolo non è una melodia maledetta come tutti pensano; Disgraziatamente, è l’unica musica che Satana sa suonare; essendo un autodidatta amatoriale narcisista è convinto di essere Paganini ma in realtà è una capra anche quando suona. Al di là dello strazio per le orecchie dei malcapitati presenti, la Musica, se suonata dal Signore delle Tenebre, scatena uno scollamento tra metarealtà. Questo significa che l’Umanità viene privata definitivamente della capacità di riconoscere la Bellezza, il che scatenerà una reazione a catena che porterà alla prossima Apocalisse.» Detto questo attese la reazione di Agata, che arrivò in forma di crisi di panico con senso di morte imminente. Mentre si concentrava sul ritmo del proprio respiro, come le aveva insegnato la sua naturopata, Saul accostava l’auto nell’unico parcheggio della città, poco distante dal Ponte di Calatrava. Erano giunti a Venezia.
1 Ponte della Libertà: è un ponte ferroviario e stradale lungo 3 850 metri che collega il centro storico di Venezia con la terraferma.
2. Le bricole della laguna veneziana sono formate da due o più grossi pali in legno di rovere o quercia, legati tra loro e conficcati nel fondale.
3. Dall’Idiota di F.Dostoevskij
Serie: Bulgakov a Nord Est
- Episodio 1: Una strana telefonata
- Episodio 2: La preparazione del Viaggio
- Episodio 3: Il viaggio a Venezia
- Episodio 4: Il Sior Rioba
- Episodio 5: Il Maestro
Si regge tutto su un impianto perfettamente pensato e realizzato. Magistrale l’uso della nostra lingua e questo va detto visto che non è sempre scontato. Tu sei colta, sei curiosa e incuriosisci. Bravissima
E’ delizioso il modo in cui manifesti la tua intelligenza mescolando ironia, cultura, conoscenza e capacità narrativa. Magistrale.
Resto anche io in trepidante attesa del seguito! (Mi auguro che il diavolo abbia un fisico per metà caprino ma con le fattezze di Dave Grohl 😉 )
Ragazzi grazie , grazie davvero per i vostri apprezzamenti. Io mi sto divertendo a raccontare questa storia e mi fa piacere sia così anche per chi la legge. É davvero un onore
La serie continua ad appassionare e rimane sempre piacevole nella lettura.
Aspetto il prossimo episodio! 😁
ho letto la seconda e la terza parte: un gran lavoro. E Bulgakov, da dove sta, se sta da qualche parte, sorride e aspetta il seguito.
Riflessioni sulla realtà attraverso le abitudini di Satana. In questo episodio c’è davvero Bulgakov a Nord Est. Brava!
Ciao Zelda, non so da cosa iniziare. La costruzione della trama, ben articolata. il contenuto ricco di concetti importanti, espressi con semplicita`, il ritmo “allegro ma non troppo”; insomma il giusto. Un genere variegato, che unisce il possibile al surreale in modo avvincente, come se tutto fosse plausibile. Insomma, si dice a volte: il tizio scrive da Dio. Io dico, invece: Zelda scrive da Dea.
” Musica, se suonata dal Signore delle Tenebre, scatena uno scollamento tra metarealtà. “
Uhm… Non sarà per caso uno che si fa chiamare sferaebbasta?
“… laddove la Bellezza esiste, e viene ascoltata, vista, assaporata, ebbene sì, essa saprà ancora salvare il mondo.”
👏 👏 👏
“Egli compie deriva dalla corruzione di anime sempre più ritirate in una bolla virtuale dove l’Io è metro di misura, dove la competizione dell’apparire rende illusorio l’esistere”
Splendida descrizione. 👏 👏
Ok… Non ho letto l’idiota. Ma almeno è una splendida citazione!
Non posso fare altro che inchinarmi devozionalmente allla maniera di fusi di testa…
https://youtu.be/jjaqrPpdQYc?si=nqAUlS3CfuNYhkcL
Grande citazione 😂😂😂