In una casa di campagna
Serie: In una casa di campagna
- Episodio 1: In una casa di campagna
- Episodio 2: In una casa di campagna
- Episodio 3: In una casa di campagna
- Episodio 4: In una casa di campagna
- Episodio 5: In una casa di campagna
- Episodio 6: In una casa di campagna
- Episodio 7: In una casa di campagna
STAGIONE 1
L’indomani si svegliarono tutti di buon mattino per partecipare a una passeggiata che avrebbe mostrato ai coniugi Cartbridge i possedimenti attorno a Parkside. Si era deciso di pranzare al sacco e per l’occasione fu approntato un carretto sul quale vennero caricati i viveri e il necessario per il pic-nic. Albert fu lesto a salire con l’aiuto di Bayling sulla schiena di Ding-dong, l’asinello di servizio, che tenuto per le redini dal signor Fanti sbuffava riluttante all’idea di partire. Olivia, invece, lottò entusiasta con la madre per cercare di oltrepassare la siepe che delimitava l’orto e andare a infastidire le galline, battaglia persa dietro alla promessa che, al ritorno, la piccola avrebbe potuto dar loro da mangiare.
Dal cortile antistante la stalla, la comitiva si mosse lungo il lato di Parkside.
Ernest Cartbridge, avvicinatosi alle siepe di alloro per sbirciare l’orto che celava, esclamò: «Dovremmo farne uno anche noi, Lauren!»
«In quale Paese, amore?» gli rispose la moglie, suscitando l’ilarità della padrona di casa. Anche Lucy, poco distante, accennò un sorriso, poi riprese a camminare con sguardo sognante, la fantasia stuzzicata dalle parole dell’avventuriera.
Martin si unì al gruppo con il volto illuminato da un piglio sereno; dopo un bagno ristoratore e una sana dormita, si sentiva molto meglio. L’aria fresca e il cielo azzurro sopra le cime degli alberi gli restituivano le energie perse durante il viaggio e la speranza, quasi una certezza, in quelle prime ore del mattino, che la giornata sarebbe trascorsa fruttuosa. Fremeva, in particolare, per guadagnare un posto accanto al signor Fanti e passeggiare con lui, cosa che fino ad allora non gli era riuscita a causa delle bizze dell’asino, che ancora il padrone di casa e Bayling cercavano di quietare per permettere a Albert di cavalcarlo. Si capì presto, tuttavia, che Ding-dong non avrebbe sentito ragioni, così Albert dovette cedere e scendere dal suo dorso. Il gruppo poté quindi ripartire e Martin tentare un nuovo assalto, frenato questa volta dall’arrivo di Longville che, come suo solito, si pose al fianco di Fanti e cominciò a chiacchierare con lui.
Forse, decise Martin, non era il caso di disturbarli, almeno per ora.
Giunti in corrispondenza del lato posteriore di Parkside, i gitanti si fermarono ad ammirare la distesa verde del prato che dalla veranda delle cucine si estendeva, stretto e lungo, per cento metri, prima di trasformarsi in campagna. Il pendio digradava leggermente, così che il prato pareva non finire mai; si congiungeva, infatti, ai campi coltivati in un punto celato alla vista e risaliva in distanza, punteggiato da covoni, stemperandosi nelle colline che limitavano l’orizzonte.
«Eh… Lucy!» sospirò Longville, la mano appoggiata sulla spalla esile della ragazza. «La Natura è davvero meravigliosa, non credi?»
«E’ così rilassante…» asserì Lucy rapita come l’avvocato dall’incantevole visione che le si parava davanti. Assieme agli altri si diressero verso il margine destro del prato, dove un sentiero costeggiava un boschetto di conifere prima di inoltrarsi nella campagna.
Il carretto procedeva traballante sull’acciottolato causando la preoccupazione di Elisabeth che, di tanto in tanto, controllava che le pietanze preparate per il pranzo non si scomponessero all’interno delle casseruole.
Olivia, seduta sulla sponda posteriore, le gambe penzoloni, si dedicò anima e corpo a aiutare la madre fino a quando l’occupazione le venne a noia. Lucy le si mise accanto e assieme cominciarono a canticchiare le arie che avevano imparato durante le lezioni, accompagnate al pianoforte dalla madre. Entrambe amavano cantare, ma lo facevano con attitudini differenti: Olivia vi riversava tutta se stessa ed esibirsi diventava la sua temporanea ragione di vita, mentre per Lucy quello era ormai poco più di un passatempo che esercitava nel ricordo di quando, da piccola, trascorreva i pomeriggi a declinare solfeggi.
Appena la fidanzata lo lasciò per avvicinarsi a Olivia, Martin superò il carretto e raggiunse il signor Fanti, che chiacchierava con Longville mentre guidava l’asino lungo il sentiero. Martin li affiancò nervoso, con in testa il cruccio di fare buona impressione.
Il signor Longville, inaspettatamente, gli diede una mano.
«Il nostro Boardman si dà parecchio da fare, in ufficio,» disse appena si avvide della presenza del giovane. Fanti, che considerava un segno di debolezza il desiderio malcelato del ragazzo di farsi apprezzare, si limitò a esprimere un commento positivo per poi spostare il discorso su argomenti di carattere generale.
Martin s’innervosì: «Perché,» si chiese, «Da quando siamo a Parkside il signor Fanti dimostra così poca considerazione nei miei confronti?» Subì il contraccolpo provocato da quel primo scambio di battute senza riuscire a far altro, da quel momento in poi, che accompagnare i due gentiluomini fino a destinazione in silenzio, certo che qualsiasi altro commento avrebbe subito la medesima sorte di quello iniziale.
Serie: In una casa di campagna
- Episodio 1: In una casa di campagna
- Episodio 2: In una casa di campagna
- Episodio 3: In una casa di campagna
- Episodio 4: In una casa di campagna
- Episodio 5: In una casa di campagna
- Episodio 6: In una casa di campagna
- Episodio 7: In una casa di campagna
Discussioni