Indri

Serie: Wiccats.


Allo stregone gattaro sembrava fossero passati millenni dall’ultima volta che aveva coccolato i suoi amati micetti. 

NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Alle divinità piace un certo tipo di ordine: tutti i film che la piccola dea bionda aveva passato mentalmente allo stregone erano sistemati secondo una classificazione di genere, alfabetica, qualitativa e temporale.

Ogni testata, ogni vibrazione di fusa affettuose era risanante, riusciva a rimettere insieme i cocci di una pallina da flipper incrinata.
«Ciao bellezza! Io sto bene, dai. Lilly invece è un pochino… appena, appena diversa.» Il mago stava cercando le parole giuste per spiegare come mai la loro boss fosse tanto cambiata.
«Non dirmi che è riuscita ad ottenere un nuovo corpo di strega?» Snupy entrò curioso in camera.
«Snupone!» Davide lasciò andare i due gatti che aveva addosso e s’inginocchio ad accogliere il gatto bianco con la macchia nera, sollevandolo e stringendolo con forza e delicatezza.
«Ciao gattone mio. Come stanno le zampette? Come stai?»
«Bene direi, le zampe nuove non prudono più.» Snupy diede una leccata a un cuscinetto centrale della zampa destra.
«Voi sapevate che Lilly voleva un corpo nuovo? Che voleva ritornare umana?» Chiese Davide con una certa diffidenza.
«Beh, quando è arrivata in casa tua, dopo aver migliorato le nostre capacità di ragionamento, ci ha raccontato la sua storia e che era capitata nella casa giusta al momento sbagliato. Lei voleva essere la gatta dell’inquilina che c’era prima di te, ma non aveva calcolato la dipartita della preda.» Thanos parlava con la consapevolezza da gatto anziano.
«Non so neanche chi abitasse in questo appartamento prima di me… Ma è morta?» Davide tastò il polso di Matilda ancora svenuta.
«Già, un incidente d’auto. Qui vivevano un paio di studentesse universitarie che si dividevano l’affitto. Una di loro, la più giovane, pare fosse una strega dormiente, non ancora iniziata all’uso del mana, era lei il bersaglio di Lilly. Una serata alcolica e un frontale hanno spezzato la vita alla candidata.»
Davide guardò ancora una volta il volto dormiente della ex strega nera, spostando una ciocca di quei capelli rossi così belli.
«Io sono arrivato qui tre anni fa. Avevo solo te, il mio Tanuccio e Snupone che non sapeva neanche camminare, tanto era minuto… mi diedero la piccola Kira l’anno dopo e poi alla signora del piano di sopra nacquero quattro cuccioli, tra cui Lilly.» Davide carezzò la testa di ognuno di loro immerso in una mole di ricordi non proprio veritieri.
«Lilith era già grande. Ti ha fatto credere che fosse appena nata, ma se ci pensi bene non hai ricordi chiari di lei da piccola.» Snupy guardava il suo padrone con un pizzico di timore per l’inganno che tutti loro avevano sostenuto attivamente.
«Siete dei maledetti imbroglioni…» disse affettuosamente il mago. «ma ad essere sincero, non mi sono mai divertito tanto.»
«Si è svegliato quel mostro?» Vainilla entrò in camera aprendo la porta e con un passo deciso.
Thanos e Snupy sobbalzarono all’irruzione di un’estranea in camera.
Kira corse immediatamente sotto al letto mentre Mizu inarcò la schiena, si gonfiò con il pelo irto su tutto il corpo ed iniziò a soffiare e ringhiare in modo abbastanza ridicolo.
«Ed ecco a voi Lilly con il suo nuovo corpo.» Davide usò una voce impostata da presentatore TV, indicando la nuova arrivata come se la stesse annunciando al grande pubblico in sala.
Thanos si sedette pesantemente e Snupy sembrava stesse trovando la soluzione ad una complessa equazione con numerose incognite.
«Sei davvero tu Lil?» Riuscì a chiedere il gatto bianco chiazzato di nero..
La risposta di Vainilla fu l’indice puntato in modo plateale sul chocker rosso fuoco al collo.
«Cazzo, ci sei riuscita davvero. Eri così bella da umana?» Thanos stava parlando con gli occhi socchiusi dalla gioia.
«Nì… diciamo che la bellezza di Nadine ha migliorato molti difetti del mio vecchio viso e del… corpo, ma i miei preziosi capelli sono diventati bicolore, manco fossi una crust punk. Sono diventata più alta, ero una mezza nana prima, ma la cosa più importante è che ho una testa bella ampia adesso. Scusatemi se ve lo dico, ma il cervello di un gatto è troppo limitante, stretto e con pochissimi collegamenti utili.»
Fini Nadille facendo un giro su sé stessa.
Kira corse fuori da sotto il letto e saltò in braccio alla nuova versione della sua cara amica.
«Ciao Lil! Ma lo sai che sei bellissima?» Le sue fusa si sentivano in tutta la camera.
Dalla porta fece capolino una specie di gigante, una troll dalla parvenza poco femminile. Mizu, che si era appena placato, tornò a soffiare e a gonfiare il pelo.
«Dove è quell’idiota che mi ha colp—» Ingrid intravide il ragazzo barbuto che l’aveva messa KO con un singolo colpo, si bloccò improvvisamente e la sua faccia divenne bordeaux in un secondo esatto.
«Lei si chiama Melanippe, conosciuta anche con l’appellativo de la strega Spaccaossa.»
Davide sorrise quasi divertito. Stava osservando una ragazza che aveva le braccia quasi il doppio delle sue, misurava almeno due metri e venti e aveva l’espressione di un pescatore costretto a navigare col mare perennemente in tempesta.
«Sei tu che facevi tutti quei botti spaventosi?»
Mizu aveva la coda ancora gonfia e la sua schiena formava un bell’arco di paura.
«AH! Ma guardali, tutti catalizzatori? Che bellini. Sì, qualche colpo l’ho dato anche io, ma il baccano peggiore l’ha fatto lei con tutti quei cazzo di fulmini.» Mele indicò Nadille. «Tsk! La strega delle tempeste di questo grande—»
«Mi serve il tuo aiuto Melanippe.» La interruppe lo stregone. «E anche il tuo Li… Nadille!» richiamò la sua ex gatta mentre era intenta ad accumulare energia per una scossa leggera, leggera di benvenuto..
Il colosso si colorò di un rosso scarlatto.
«Tutto quello… tutto quello che vuoi… stregone.»
Balbettò guardando ora il pavimento, ora le gambe del mago. 
«Chiamami Davide o David… o Davi.» precisò lui un po’ infastidito. Il vermiglio virò verso un porpora regale.
«Ehm, io dico che rischiate di farle perdere il controllo, dico io, ma non per pignoleria… il problema è che l’hai abbattuta, messa, è un dato di fatto, fuori combattimento e lei per queste cose inizia a pensare con la forza ed il respiro di un grosso indri.» Otto cercò in modo confuso di far capire agli astanti il pericolo che correvano tutti se la Spaccaossa avesse perso contro i suoi istinti primordiali a causa di un livello d’eccitazione inconsueto.
 

Continua...

Serie: Wiccats.


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