Infera vendetta e Incantevole inganno. 

Serie: Cheramyes

Gli occhi argentei del demone furono la prima cosa sulla quale la donna, posò sguardo. Era bellissimo, la creazione più incantevole che Ecate potesse mettere al mondo. Unico nel suo genere, ecco cos’era Damar.
Scostandosi una ciocca di capelli rossi dal volto, fissò il sangue di lui che colava lungo le sbarre della gabbia in cui era imprigionato. Il demone la fissava ringhiando, i denti del suo involucro umano scoperti. Non poteva trasformarsi, né lui, né… la strega, potevano farlo.
Si
 volse a guardare quest’ultima storcendo le labbra e un sorriso balenò su queste, accendendole gli occhi allungati, quasi alieni.
«Hai preso entrambi, sei stato bravissimo Leon. Riceverai presto la tua ricompensa…»
Il ragazzo la guardò sbattendo le palpebre, come fosse preda di un incantesimo. Il grifone, alle spalle del giovane stregone, la fissava ad occhi socchiusi e quand’ella allungò una mano per toccare il volto del suo aiutante, gli artigli affilati di Jasone affondarono nella sua carne, facendola urlare. 
***
Damar smise di ringhiare quando la mano della donna saltò via con impressionante velocità. Nello stesso istante, il corpo di lei sembrò piegarsi, la carne della bellissima donna dai capelli rossi, sembrò lacerarsi, aprirsi, rivelando i muscoli, i tendini, le ossa… Sentì queste spezzarsi, tramutarsi in cenere come tutto il resto e quando quello spettacolo tremendo fu terminato, la creatura che ora sostava al centro della stanza, non era più priva di una mano. Era nuda, integra, priva di bellezza. Una coda lunga e serpentina scendeva tra le sue natiche, avvolgendosi poi alla sua coscia destra. Damar, senza che ella si voltasse, sapeva che la creatura aveva labbra nere e occhi rossi. I capelli, raccolti in una coda lunghissima, arrivavano fino al suo fondoschiena, il resto del capo era rasato. 
Leon urlò, scioccato da quella macabra visione e Jasone gli si parò davanti, fissando la donna ad occhi socchiusi, le labbra appena socchiuse.
«Lilith.»
La demone si volse a guardare Damar. Sì era lei, avrebbe riconosciuto il fetore degli Inferi ovunque. Sapeva chi fosse ancor prima che mostrasse la sua vera natura.
«Sei così disperata da avermi fatto imprigionare da questi due e ora, vorresti cibarti dello stregone… dev’esserci una profonda carestia, dalle tue parti.»
Callisto scelse quel momento per muoversi e subito gli occhi della demone, furono su di lei. A Damar quello sguardo non piacque. Provò una strano gelo, soprattutto quando Lilith sciolse la lunga coda e l’avvolse attorno al collo della strega, sorridendo.

***
Lilith. Aveva sentito parlare di lei, aveva immaginato più volte di poterla uccidere. Ma trovarsela di fronte, era tutt’altra cosa. Era brutalmente affascinante. Una delle creature più brutte che Callie avesse mai visto in tutta la sua vita. Quando spalancò le labbra, sfoggiando piccoli denti appuntiti, si ritrovò a storcere le sue; la lingua della demone era divisa in due, non tanto come quella di un serpente, quanto come se avesse due lingue, una nera, l’altra viola. Uno spettacolo vomitevole se si considerava che al termine di queste, vi era un pungiglione. 
«E’ me che vuoi, lasciala andare.»
La voce di Damar era suadente, portò la demone ad inclinare appena il capo, ma a non lasciare la presa. Le si avvicinò di più, gli occhi allungati, si fermarono nei suoi. La scrutarono e i pungiglioni posti sulla sua lingua, si avvicinarono pericolosamente ai suoi occhi.
«Oh, lei non lo sa. Non sa che l’hai ingannata.»
Gli occhi di Callisto, guizzarono verso Damar. Era impallidito le labbra carnose piegate in una linea dura. 
Ringhiando, lo vide afferrare le sbarre e dell’altro sangue scivolò lungo queste, aggiungendosi a quello versato poco prima. Lilith rise, il cuore di Callisto perse un battito. 
Di cosa sta parlando…?
La demone ritrasse la lingua e aprì la gabbia. Senza smettere di tenere Callisto per il collo, la tirò a sè, in modo da voltarla verso Damar. Lilith puzzava di zolfo, di fiori morti, di cenere e di terra bagnata. Poggiò il mento sulla sua spalla e Callisto tentò di liberarsi.
Poteva usare i suoi poteri… 
«Per favore, lasciala andare e farò quello che vuoi.»
Damar aveva un tono di voce che non gli aveva mai sentito; disperato, rabbioso, distrutto. Probabilmente era perchè se lei fosse morta, sarebbe morto anche lui. Lilith rise al suo orecchio e sfregò piano le labbra contro il suo collo.
«Se tu muori, lui vivrà. Stesso vale per il tuo preziosissimo fratellino. Mentre se lui muore, voi morirete con lui… ma il nostro demone conta di non lasciarci troppo presto. Ha la stessa furbizia della sua mammina. La nostra reginetta. Ti ha detto che per ridarti tuo fratello, è dovuto scendere a patti con sua madre? Ha trasformato il tuo Sirio in un demone, per metà… Un Dragari. Ad Ecate piace fare di questi giochetti. L’unico Dragari che non è sotto la mia protezione. Ma non importa sai… Io sto per ottenere tutto ciò che voglio, streghetta.»

***
Gli occhi di Callisto furono nei suoi, cieli grigio azzurri spalancati e pieni di delusione, di rabbia trattenuta, di dolore. Le mascelle contratte, le spalle tese, le labbra carnose appena socchiuse. La strega non disse una parola, ma fu abbastanza per fargli intendere quanto lo odiava. Tentò di togliersi di dosso Lilith, tentò di sottrarsi a quella presa. Una scintilla nei suoi occhi, elettricità pura che s’irradiò dalle sue mani. 
«Non permetterò che nessuno ti faccia del male, devi credermi Callisto devi…»
La bocca della strega si spalancò in un muto urlo di dolore; Lilith, conficcò la lingua velenosa nell’incavo del suo collo. L’elettricità sulle mani di Callisto, si spense. I suoi occhi si spalancarono. Reclinando il capo in un’espressione di totale estasi, la demone liberò un fiotto di veleno nel corpo della strega, lasciandola andare subito dopo. Callisto crollò sul pavimento e prese a tremare, gli occhi sbarrati, le braccia allargate.
Damar sentì d’apprima il dolore, poi non ci fu nient’altro che rabbia e si avventò sulle sbarre come un ossesso. Avrebbe ucciso Lilith, le avrebbe staccato la testa e l’avrebbe data in pasto ai cani infernali di sua madre.
Se
 la ritrovò davanti, aggrappata alla sbarre e quando tentò di afferrarla, la presa della coda di lei sul suo collo, gli tolse il respiro.
«Fa male vedere qualcuno che ami, andarsene senza che tu possa fare nulla, non è così…?! Come tua madre, che mi tolse Astaroth. Era gelosa del nostro potere, gelosa di poter esser messa all’angolo da noi.»
Gli occhi di Damar non riuscivano a staccarsi da Callisto. Il volto di lei era per metà pieno di venature nere. Jasone inginocchiato al suo fianco, mormorava qualcosa, mentre Leon, scioccato, restava a fissare. 
«Diventerai il mio animaletto, Damar.»
Fu in quel momento che la stanza prese a tremare. Ci fu una specie di latrato, poi il pavimento sembrò squarciarsi e Jasone, fece appena in tempo a raccogliere Callisto tra le braccia. 
Damar urlò più forte, Lilith lasciò la presa su di lui proprio mentre la gabbia crollava al suolo aprendosi. 
Il contraccolpo fu inaspettato, il demone cadde picchiando la testa. Prima di scivolare nel buio, posò gli occhi su Callisto e sollevò una mano verso di lei. Qualcosa di piccolo e pulsante, una bulbo di luce bianca, scivolò dalle sue dita e galleggiò fino alla strega; la piccola sfera, toccò la fronte della donna e dentro questa svanì. Il corpo della donna si accese, letteralmente. Le vene sembrarono affiorare sull’epidermide, come una mappa.
Damar sentì in bocca il sapore del sangue, ma sulle sue labbra si disegnò un sorriso stanco. 
***
Il demone, non vide la figura incappucciata che sfilava Callisto dalle braccia del grifone. 
E non sentì il gelo che avvolse di colpo la stanza. Un gelo irreale, penetrante, leggero e silenzioso come neve. 
Una mano bianca, dalle lunghe dita quasi scheletriche, accarezzò i capelli di Callisto; erano bianchi, argentei quasi.
Jasone afferrò Leon per un braccio e lo strattonò verso di sè. Lilith giaceva sotto un grosso pezzo di soffitto, ma stava muovendosi, presto si sarebbe risvegliata. La figura incappucciata gettò un’occhiata in tralice alla demone, poi passò oltre, seguito da quella strana accoppiata.
«Credi che il tuo amico possa affrontare il viaggio?»
La voce che aveva parlato da sotto il mantella era lieve, bassa, arrochita e affascinante. A Jasone procurò un piacevole brivido lungo la schiena.
«Credo sia meglio addormentarlo…»
«Già, lo credo anch’io.»
Leon crollò tra le braccia di Jasone, un istante più tardi. Il grifone se lo caricò in spalla e guardò di sottecchi il profilo dell’incappucciato. Era elegante, il naso era sottile, un ciuffo di capelli neri come la pece fuoriusciva appena da sotto il tessuto.
«Mi dispiace di averti donato a una persona tanto spregevole, volevo fare un torto ad Apollo, sai è sempre così scortese…»
Jasone si strinse nelle spalle. Lanciò un’occhiata di sbieco a Leon, profondamente addormentato e strinse di più la presa sulla sua vita, continuando a camminare.
«Non ha più importanza, ora sto tornando a casa. Sai già cosa farne di loro?»
Il cappuccio scivolò via dal capo dell’uomo, rivelando un viso magrissimo, affilato. Profondi occhi neri, avvolti da decise occhiaie blu, spiccavano su quel viso dalla pelle tanto pallida.
Ade, Signore dei Morti, si aprì in un ampio sorriso e sospirando fissò Callisto, stretta tra le sue braccia.
«Oh. Qualcosa mi verrà in mente…»

Serie: Cheramyes
  • Episodio 1: L’ultimo spettacolo
  • Episodio 2: Do ut des
  • Episodio 3: Equilibri infranti. 
  • Episodio 4: Due facce, di una stessa medaglia.
  • Episodio 5: Segreti e magie.
  • Episodio 6: Fenomeno da baraccone.
  • Episodio 7: Di sangue e rabbia.
  • Episodio 8: Il Consiglio e il Saggio (parte prima) 
  • Episodio 9: Il Consiglio e il Saggio (parte seconda).
  • Episodio 10: Infera vendetta e Incantevole inganno. 
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    Commenti

    1. Micol Fusca

      Ciao Vanessa, finalmente un momento di tempo per il tuo episodio 🙂 Non vedo l’ora che la mia personale congiuntura astrale sfavorevole passi per rimettermi al pc come al solito. Mi piace l’introduzione del nuovo personaggio, Ade, e ti confesso che ho già iniziato a fantasticare e cercare connessioni con i gemelli. Non so perchè, ma mi chiedo se Callisto e Sirio appartengono alla sua stirpe. Mah, spero solo che la seconda stagione arrivi quanto prima.

    2. Antonino Trovato

      Ciao Vanessa, conclusione di stagione davvero pirotecnico, un qualcosa iniziato da un lab che pian piano è diventato una serie molto emozionante, ricca di colpi di scena e imprevisti narrativi mozzafiatanti! Anche stavolta non ti sei smentita: episodio adrenalinico, infervorante, ma ricco anche della consueta sensualità che caratterizza da sempre i tuoi personaggi ottimamente descritti in tutte le loro azioni. Confermo il mio “amore” per Callie, ma Damar merita comunque il mio rispetto, e il finale… beh, di grande effetto, senza alcun dubbio! Attendo con pazienza la seconda stagione, so bene quanto tempo ti porterà via, ma di una cosa sono certo: non mi deluderai! Un caro saluto, alla prossima😁! E complimenti!

      1. Vanessa Post author

        Antonino i tuoi commenti sono sempre pieni di entusiasmo e così dettagliati, da farmi capire che ti sei gustato pienamente l’episodio. Grazie di avermi letta sino a qui, di esserti appassionato a questa serie nata quasi per caso. A presto 🌺 Callie, Damar e tutti gli altri, avranno molto altro da raccontare :3

    3. Daniele Parolisi

      Ma dai! A facc ra cazzimm, non puoi chiudere cosi. Ne voglio ancora! Dammi un’altra puntata!!!
      Cmq, la frase di chiusura e da cinque stelle. Sembra banale ma in realtà è elegante e azzeccatissima. Ora posso dannarmi per averti letto XD

      1. Vanessa Post author

        A facc ra cazzim… Mi ha uccisa 😂😂😂 Daniele, grazie per avermi letta con tanto entusiasmo e grazie per le tue parole. Dovrai avere un po’ di pazienza per la seconda serie, ma tornerà e cercherò di essere malefica come lo sono stata sin ora 😳😂😂😂🌺

    4. Vanessa Post author

      Alessandro non devi scusarti, la chiusura del capitolo 9 poteva essere possibile… ma mancavano ancora dei tasselli che in quest’ultimo capitolo sono stati invece affrontati. Non tutti eh! Solo alcuni.

      Credimi, la comparsa del Signore dei morti è piaciuta anche a me, non me l’aspettavo u.u è arrivato così, senza invito. Pensa te..

      Grazie di avermi letta fin qui e per averlo fatto con tanto entusiasmo!

    5. Alessandro Ricci

      intanto mi scusa per il fraintendimento del capitolo nove poi ti ringrazio per questo bellissimo capitolo, le tue descrizioni sono così vivide e ricche da intrappolare il lettore come le gabbie di lilith.
      Quanto mi piace che l’entrata ad effetto super figa sia di Ade, non vedo l’ora di conoscerlo meglio