
Istinto
Serie: Mal di testa
- Episodio 1: Efficienza
- Episodio 2: Esperimenti
- Episodio 3: Nel blu
- Episodio 4: Istinto
STAGIONE 1
Anna si addormentava e mentre si abbandonava tra le braccia di Morfeo si rese conto che non doveva farlo! Come era successo prima, ogni volta che aveva chiuso gli occhi si era svegliata in un nuovo mondo.
La sensazione che provò fu come quando vi state per svegliare ma non vorreste perché il vostro sogno è così bello che non volete abbandonarlo…. Troppo tardi si era già svegliata e questa volta era seduta nella sala d’aspetto, la prima cosa che notò era che, anche se lievemente, aveva iniziato a sentire di nuovo mal di testa, si ispezionò per capire chi fosse questa volta; riconobbe la zampina e i tre puntini, era di nuovo la gatta color cipria di prima!
Si guardò intorno accanto a se un cane, un armadillo e una lucertola gigante e poi, seduto dalla parte opposta alla sua, il gatto nero dagli occhioni celesti; lo guardò fisso e capì che lui non si ricordava di lei, ma in ogni caso non le staccò gli occhi di dosso.
La segretaria, una scimmietta dal sedere rosso con tanto di occhiali e tailleur chiamò il suo nome:
“Anna è il suo turno…!”
Il dottore aprì la porta e la fece entrare, scoprì che questa volta il dottore non era più un’aragosta ma era tornato ad essere il dottore in carne e ossa di prima.
La fece accomodare e senza dire praticamente niente le diede una ampolla da usare con il contagocce.
“Ne prenda 10 gocce al giorno la mattina, ma non vanno prese per bocca vanno messe nell’orecchio sinistro… può iniziare sin da subito”
Sull’ampolla vi era scritto ISTINTO; “Vedrà che nel giro di pochi giorni il mal di testa passerà!”
Trotterellando felice la gatta Anna uscì, mentre usciva il gatto nero entrava, si scambiarono una lunga, lunghissima occhiata che a lei sembrò durare una vita.
Proprio fuori dall’ambulatorio c’erano dei giochi per bambini, decise di occupare il girello e di aspettare il gatto nero, che non tardò ad arrivare.
Iniziarono un po’ ad annusarsi, come fanno i gatti di solito, poi senza dire niente iniziarono a rincorrersi e a saltellare in qua e là, ogni tanto si fermavano e mantenendo un po’ la distanza si scrutavano muovendo la coda. Anna ormai era affezionata a quella vita da gatta.
Ma ad un trattò si alzò un forte vento che ben presto si trasformò in un temporale, sotto lo scivolo c’era una specie di casina di legno, quelle che solitamente i bambini usano per giocare al babbo e alla mamma.
Vi entrarono perché si sa i gatti non amano la pioggia.
Era tutto buio.
Anna istintivamente cercò un interruttore.
Senza neanche rendersene conto aveva acceso la luce, non era più una gatta era di nuovo una donna.
Attorno a se una casa con tante finestre dalle quali si vedeva una bellissima campagna, si guardò intorno, poi dal nulla spuntò un uomo, aveva capelli neri e riccioli e gli occhi celesti color del cielo in primavera.
La chiamò per nome:
“Anna, tutto bene?”
“Si, si”
“Sarà stato il temporale, fa sempre saltare la luce.”
Era già stata in quella casa, ma si sentiva molto frastornata… in ogni caso si diresse verso il bagno.
Si guardò allo specchio; si scoprì proprio come si ricordava solo che aveva una luce ben diversa negli occhi, era poi un po’ più spettinata e indossava un vestitino colorato che non avrebbe mai messo la vecchia Anna inoltre si sentiva leggera e felice e il mal di testa era sparito.
Si ispezionò a lungo il volto poi si raccolse i capelli; dietro l’orecchio scoprì ancora una volta i puntini, si mise le mani in tasca per cercare un elastico, in tasca aveva una boccetta, sopra c’era scritto : ISTINTO.
Serie: Mal di testa
- Episodio 1: Efficienza
- Episodio 2: Esperimenti
- Episodio 3: Nel blu
- Episodio 4: Istinto
Ciao Viola, Anna è tornata umana! Ma, a quanto pare, in un universo parallelo con accanto il suo bel “gattone nero” che ha beneficiato della stessa trasmutazione. Questa Anna felice mi piace 😀
La tua favola mi ricorda molto il viaggio di Alice, in un turbine di colori e trasformazioni.
Chissà come andrà a finire il viaggio di Anna
Ah ah ah! Personalmente avrei bisogno di un po’ di istinto visto che sono troppo (TROPPO!) riflessivo.