
Juuso
Serie: Il sacrestano
- Episodio 1: Il referto
- Episodio 2: Musica e silenzio
- Episodio 3: La marcia nuziale
- Episodio 4: Chi era?
- Episodio 5: Passeggiata al lago
- Episodio 6: Juuso
- Episodio 7: Mökki
- Episodio 8: Discorsi da sauna
- Episodio 9: Näkki maalle, minä veteen!
- Episodio 10: Si torna a casa
STAGIONE 1
Dopo la messa, quando la chiesa fu nuovamente vuota, Matti iniziò a rimettere tutto in ordine. Scese al piano inferiore per lavare i calici che erano stati utilizzati per la Comunione. Dispose sul tavolo due vasche di plastica: una conteneva acqua calda e sapone, l’altra solo acqua. Per ogni singolo calice, il rituale era lo stesso: prima insaponarlo, poi sciacquarlo, infine riporlo su un panno asciutto. Poi, tutti i calici sarebbero stati asciugati con cura e riposti nell’apposito contenitore.
Matti aveva imparato, per risparmiare tempo, a lavarne due o tre contemporaneamente.
L’acqua era tiepida al punto giusto, talmente gradevole al tatto che decise di prendersi una piccola pausa, immergendo completamente la mano sinistra nella vasca e rimanendo in quella posizione per qualche minuto. In fondo, che fretta c’era? Sari sapeva benissimo che avrebbe fatto un po’ tardi.
D’un tratto, ebbe una strana sensazione, come se qualcuno lo stesse osservando. Considerando poi gli strani eventi degli ultimi giorni, non sapeva cosa aspettarsi.
Tirò fuori la mano dall’acqua e si voltò: tutto sembrava tranquillo. Prese un altro calice per insaponarlo, ma fece lentamente, rimanendo all’erta. All’improvviso sentì un rumore provenire dalla sacrestia. Mise giù il calice, si asciugò frettolosamente le mani sui pantaloni e rimase immobile, trattenendo il respiro per ascoltare meglio. Dopo qualche secondo di silenzio, sentì guaire, come se di sopra ci fosse stato un cane.
Questa sì che è bella, pensò, un cane qui? E come avrebbe fatto ad entrare?
Infatti, aveva già chiuso tutte le porte.
Iniziò a salire le scale a chiocciola e raggiunse la sacrestia.
Ciò che vide, lo pietrificò: la ragazzina dai capelli rossi era lì, in piedi, accanto alla finestra, con un cucciolo di cane tra le braccia. Ma non era un cucciolo qualsiasi: era Juuso! L’avrebbe riconosciuto tra mille.
Lo stupore fu più grande della paura.
«Juuso, sei tu?»
Il cucciolo lo riconobbe e si dimenò per salutarlo.
Matti, con le lacrime agli occhi, si avvicinò per prenderlo, ignorando per un attimo l’assurdità di ciò che stava accadendo.
«Vieni qui, bello! Vieni da me.»
La bambina lo strinse più forte tra le braccia, come per proteggerlo e finalmente gli rivolse la parola:«Mi occuperò io di lui, starà bene»
Quella voce! Era la stessa voce che aveva sentito la sera prima.
«Che vuoi dire? Dammelo, è il mio cane! Chi sei tu?»
Lei lo guardò negli occhi, assumendo un’espressione triste, ma compassionevole. Quello sguardo fu l’ultima cosa che Matti vide prima di svenire.
Gli apparve, come in un breve sogno, Juuso cucciolo che correva felice in un campo di fiori. C’erano anche altri cani, di tutte le razze, che giocavano insieme. Juuso si voltò a guardarlo, scodinzolando.
Quando riprese conoscenza, la ragazzina non c’era più.
Si alzò da terra con un terribile presentimento. Prese le sue cose e si affrettò ad uscire dalla chiesa, salì in auto e guidò come un folle. La parcheggiò al volo, dimenticando persino di chiuderla.
Arrivò a casa, aprì la porta.
Sari era in cucina ad aspettarlo. Stava piangendo.
«Non volevo dirtelo per telefono.»
«Che sta succedendo? Dov’è Juuso?»
Lei si avvicinò per abbracciarlo.
«Quando sono tornata, lui non era dietro la porta. Sai che quando torniamo a casa lui è sempre lì, ma non c’era. L’ho chiamato due, tre volte, ma niente. Poi, sono andata in camera da letto e l’ho trovato sul tappeto.»
Pianse disperatamente, tra le sue braccia.
«Ho già prenotato un posto al cimitero degli animali, è tutto pronto per domani. Oh Dio, Matti, non riesco ad immaginare questa casa senza di lui.»
L’idea di non vederlo mai più scodinzolare gli provocò un dolore quasi fisico: capì in quel momento che “spezzare il cuore” poteva non essere semplicemente un’espressione idiomatica. Sentì come se qualcuno gli avesse affondato un coltello al centro del petto e i suoi occhi si riempirono di lacrime.
Osservò il corpo del suo vecchio amico avvolto in un lenzuolo bianco e capì che da quel momento la sua vita non sarebbe mai più stata la stessa. Quel musetto buffo, la testolina bionda, i mille ricordi insieme. Addio Juuso. O forse, arrivederci.
Mi occuperò io di lui, starà bene.
Quella sera, prima di andare a letto, Matti aprì il frigorifero: vide il prosciutto e non riuscì a trattenere le lacrime che, a quel punto, sgorgarono copiose. Per la prima volta, dopo tanti anni, non avrebbe condiviso i suoi spuntini con lui. Il prosciutto, senza Juuso, non avrebbe avuto lo stesso sapore, così rinunciò. Chiuse il frigo e andò a dormire.
Serie: Il sacrestano
- Episodio 1: Il referto
- Episodio 2: Musica e silenzio
- Episodio 3: La marcia nuziale
- Episodio 4: Chi era?
- Episodio 5: Passeggiata al lago
- Episodio 6: Juuso
- Episodio 7: Mökki
- Episodio 8: Discorsi da sauna
- Episodio 9: Näkki maalle, minä veteen!
- Episodio 10: Si torna a casa
Nicholas, grazie mille di essere passato! Sono felice che ti stia piacendo 🙂
Ciao Arianna! Appurato che il paranormale (o comunque il magico) è presente in questa serie, non resta che capire chi sia quella bambina (la morte?) e perché il protagonista la vede. Tutto molto intrigante 👏🏻
Anche questo racconto si conferma bellissimo Arianna
Grazie mille 💕
Noooo,Juuso😭 Poteva almeno dargli l’ opportunità di accarezzarlo per un ultima volta!
💔
Un colpo di scena perfetto! Ora ci hai confermato che qualcosa di strano sta succedendo… se fosse solo l’effetto del medicinale allora Juuso non sarebbe morto; o si tratta di una terribile coincidenza?
Ancora complimenti!
Grazie Nicola 🙂
“Addio Juuso. O forse, arrivederci.”
Bellissimo
🥲 ❤️
Merda.
Non avrei dovuto leggere questo episodio in ufficio in pausa pranzo. Ora come ci vado in mensa, con gli occhi lucidi? Va bene, calma. Darò la colpa all’allergia…
😅
Commovente Matti cje scoppia in lacrime di fronte al prosciutto. È un’immagine che rende davvero bene il dolore e la perdita di qualcuno con cui abbiamo condiviso attimi di felicità e amore.
Grazie ❤️
Concordo totalmente col commento di @Dea : sentire la mancanza di qualcuno nelle piccole cose, è devastante. E l’hai reso bene, in maniera umana, reale.
Grazie Sergio 🙂
Bellissimo episodio. Poi Matti che vede il paradiso con Juuso. Brava Arianna.
Grazie ❤️
Dunque la voce era quella della ragazzina! L’intuizione di Maria Luisa chiarisce anche il perché non solo Matti, ma anche Juuso al lago l’abbia vista. Gli episodi srotolano la storia poco per volta con colpi efficaci e sono ben legati tra loro. Brava.
Grazie mille 🙂
Le lacrime sono arrivate insieme al presentimento di Matti e sono continuate fino alla fine dell’episodio.
Davvero toccante il passaggio con la ragazzina e il sogno di Juuso che corre felice, bravissima Arianna!
Grazie Melania ❤️
“gli provocò un dolore quasi fisico”
Ho provato anche io questo dolore fisico, davvero così potente da spezzarti in due. E il suo ricordo resta lì, ogni giorno a distanza di anni, nei gesti quotidiani, nei sorrisi, nella condivisione in cui manca sempre qualcuno. Un episodio davvero bello. Piangere alla fine della settimana è liberatorio. Quasi un nuovo inizio.
Grazie Cristiana ❤️
La morte di Juuso ha risvegliato tanti ricordi della mia indimenticabile cagnetta meticcia, adottata ancora cucciola dopo essere stata abbandonata in campagna.
La ragazzina dai capelli rossi sembrerebbe un angelo della morte, un po’ come Joe Black del film con Brad Pitt, al femminile, piccola e dolce.
Mi piace questa sfuggente presenza spirituale nella routine della normalità quotidiana.
Grazie M.Luisa, sei riuscita a cogliere esattamente ciò che avevo in mente quando ho inserito la ragazzina nella storia 🙂
Bello, mi è piaciuto
Grazie Kenji 🙂
Ciao Arianna. Fai notare bene come quelle piccole azioni quotidiane, quasi insignificanti, diventino importantissime in certi momenti della nostra vita. Mi ha colpito molto la rinuncia allo spuntino, al prosciutto: quante volte abbiamo fatto il possibile per non farci sentire dai nostri amici pelosi per mangiare qualcosa in pace e tranquillità? e poi, invece…
Hai perfettamente ragione, Antonio. Sono proprio quelli i momenti che poi mancano da morire! Chi ha animali in casa, lo sa bene.
Ho seppellito la mia gattina 10 giorni fa, diciotto anni assieme. Ora è nel giardino della casa in valle dove le parlerò ogni fine settimana e per quasi tutta l’estate. Sono una parte di noi che si stacca e non possiamo non pensare che poi ci riuniremo. Un abbraccio a te, a Matti, Sari e Juuso.❤️
Ciao Giuseppe, mi dispiace tanto per la tua gattina 😢 Anch’io ho perso un cane, da ragazzina: un levriero di 16 anni, aveva un carattere meraviglioso. E adesso, in Sicilia, la mia famiglia ne ha un altro anziano. Sono membri della famiglia a tutti gli effetti.