Kate

Serie: Rivelion: La Guardiana Del Nucleo


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Una misteriosa donna si avvicina alla scena del crimine, descritta dal fascicolo come un suicidio. Conosce bene la vittima ma il suo scopo è ben distante dal far luce sull'accaduto..

«Cosa diamine hai da guardare? Questa è una scena del crimine, non un circolo ricreativo per donne!»

Intimò l’agente, rivolgendosi a me ed al gruppetto che mi circondava, asserragliato dinanzi allo stretto vialetto per indagare sulle improvvise manovre di un corpo di polizia da anni considerato alla stregua di un inutile agglomerato di spazzini. Tutta colpa del Governo centrale ed i suoi sgherri, naturalmente, ma nessuno aveva il coraggio di ammetterlo in pubblico, complice la sorveglianza opprimente del Nucleo e la sua Guardiana. Meri dettagli, insufficienti a trattenere la mia collera nell’udire lo sprezzo di quelle parole, farfugliate da un presunto rappresentante dell’ordine tanto sessista quanto idiota, come gran parte degli individui che mi circondavano.

«Hai ragione: quelle sono fuori dalla tua portata.»

Gli sibilai con ferocia, smuovendo il tesserino che mi identificava come Kate Curson, decorata detective di Artamis e stella nascente dell’impero Riveliano. Una descrizione pomposa, lo ammetto, ma non troppo distante dalla realtà. In fondo avevo risolto più casi io di tutto il corpo di polizia dell’Impero messo insieme, per darti un metro di paragone. Un pedigree degno di nota eppure non avevo mai ricevuto un singolo ringraziamento. Che ingrati. Forse era per questo che avevo deciso di comportarmi come un Segugio per l’ultimo incarico della mia vita, quello che consideravo il più importante in assoluto, il che mi riportava a quell’odioso agente che nel frattempo era sbiancato alla vista del mio tesserino. Una piccola vittoria, a giudicare dal cenno fugace con cui mi intimò di avvicinarmi, purtroppo incapace di placare quella sgradevole sensazione che il piano mi stesse sfuggendo dalle mani.

Thomas, il suicida trovato in strada poche ore prima: lo conoscevo sin troppo bene. Era questa la giustificazione che avevo portato avanti per convincere i miei superiori a permettermi di fare un salto sulla scena del crimine. In verità, nascondevo un motivo personale che mi aveva convinto a manipolare fascicoli ed ispettori: la ricerca di un oggetto così prezioso da poter cambiare per sempre i sottili equilibri che mantenevano l’ordine tra l’Impero ed il suo corrotto Governo.

«Mi perdoni, Signora ma questi bifolchi non mi lasciano tregua. Non l’ho riconosciuta.»

Si giustificò l’agente, allentando il laser virtuale per intimidire i civili. Tecnologia visiva di nuova generazione che potrei descriverti come un semplice fascio luminoso in comunicazione diretta con un sistema satellitare che inviava impulsi magnetici, per nulla salutari. Una sorta di tiro al piattello dal cielo, per darti una metafora più intuitiva, invadente quanto ogni aspetto della vita su Artamis.

«Passi pure: il corpo si trova sulla sinistra, poco oltre il vicolo.»

Aggiunse l’agente, sottomesso come un agnellino. Privo di spina dorsale, proprio il genere di uomo che detestavo.

«Nessun problema, tutto perdonato. Proseguo da sola: si assicuri giusto che nessuno mi infastidisca.»

Ordinai con un sorrisetto crudele stampato in faccia, soddisfatta dal modo in cui l’agente si irrigidì, colto alla sprovvista.

«Come desidera, Signora. Me ne occuperò personalmente, ha la mia parola.»

Un vero poppante. Discorso differente per il corpo immobile oltre il vicolo, steso prono e circondato da un rivolo di sangue che aveva formato un serpentello che si allungava verso un tombino, punto di sfogo principale dello scarico fognario. In un certo senso somigliava ad un fiume nato da una pozzanghera che un vampiro avrebbe apprezzato, indicativo delle modalità del suicidio. Doveva essersi lanciato dall’edificio vicino, schiantandosi contro il manto stradale in un impatto che non gli aveva lasciato scampo. Molto in alto, potrei aggiungere giudicando i danni riportati da corpo e strada. Pentito, a giudicare da quel poco di espressione attonita che si riusciva a scorgere, atipica per qualcuno che aveva deciso di abbandonarsi al richiamo della morte. Una perdita significativa, quella di Thomas, ma l’Impero non ne avrebbe tenuto conto. Per quanto importante potesse essere, non era altro che un numero ed il Nucleo ne avrebbe fatto tranquillamente a meno, andando avanti senza nemmeno porsi domande sull’accaduto. Non si poteva dire lo stesso per me. Non mi sarei fermata fino a quando non avessi rinvenuto l’oggetto del mio desiderio, lo stesso che Thomas aveva giurato di possedere al nostro ultimo incontro, galante.

Purtroppo per me non si trovava nei suoi indumenti ma questo me lo aspettavo. D’altronde, Thomas era sempre stato un eccentrico paranoico troppo pieno di sé per rendersi conto della realtà che lo circondava e la targhetta che svettava fiera dal taschino del suo consunto pantalone ne era la conferma. Avenue 57, Artamis. Il suo ufficio, con tanto di chiave magnetica in bella vista. Una buona notizia che mi spinse a sorridere, suggerendomi quella che sarebbe stata la mia prossima tappa.

Serie: Rivelion: La Guardiana Del Nucleo


Avete messo Mi Piace4 apprezzamentiPubblicato in Sci-Fi

Discussioni

  1. Mi piace tantissimo l’atmosfera che si respira in questa serie, che meriterebbe senza dubbio una colonna sonora per poterle dare giustizia.
    Bello anche l’intrigo che stai costruendo e che spinge a proseguire per saperne sempre di più.