La bara bianca
Serie: Male vite
- Episodio 1: Il boss e l’altro
- Episodio 2: La bara bianca
- Episodio 3: Il fioraio e Amelia
STAGIONE 1
«Sì» risponde il gommista, consapevole che quell’affermazione è rischiosa per la sua proprietà della casa.
«Come garanzia mi sta bene» afferma, compiaciuto. «Non penso ci saranno problemi, se non li fai uscire tu!» sottolinea il boss.
Giuseppe ha le mani sudate. Ingoia la saliva per non soffocare le parole: «Perché dovrei?» si schermisce. «Però…»
«Però? Che cazzo vuoi ancora?»
«Però vorrei sapere quanto tempo ho per saldare il conto e quanto mi costa il disturbo» domanda Giuseppe, con il fiato corto.
Don Carmine si alza lentamente; con calma si dirige verso la finestra; sposta un lato della tenda, per sbirciare il panorama sul porto: «Io capisco che la salute di tuo figlio non ti fa stare con la testa fresca!» risponde senza girarsi. «Ma non devi approfittare della mia bontà, insinuando che io divento ricco ad aiutare un disgraziato come te!»
Il mastino ha le braccia incrociate e annuisce per confermare quanto espresso dal suo capo.
«Non volevo insinuare nulla, ma solo sapere a cosa vado incontro» si difende Giuseppe.
Il boss emette due colpi di tosse, mentre smorza nel posacenere ciò che è rimasto della sigaretta.
«Oggi è il tuo giorno fortunato, perché sono di umore allegro: riguardo al tempo, ti dico che ogni cosa ha una scadenza, così pure le cambiali! Se no, che cosa facciamo, le cambiali scostumate?» dice, compiacendosi per la battuta. «Il costo è giusto, perché solo i miracoli sono regalati, e io quelli non li so fare!» sorride di nuovo. «Pensa a sistemare la salute di tuo figlio che a pagare c’è sempre modo e tempo! Ora, vattene che ho altro da fare!» taglia corto, girandosi di schiena.
Giuseppe sa di essersi messo un cappio al collo, ma per un figlio si fa qualsiasi cosa. Così, si inchina al volere del boss e, con la sensazione che sia passato un anno dal suo arrivo, esce da quella stanza viziata di fumo.
Quando si è appesi a un parapendio fuori controllo, per non sfracellarsi al suolo, bisogna che la vela non si laceri, che il vento sia clemente e che le funi non si rompano. Se per sfortuna o per un altro motivo una o più di queste condizioni vengono meno bisogna che intervenga il Padreterno a cambiare la cattiva sorte, se non è occupato in altre faccende.
Seppure sia rassicurante il camice bianco del medico che segue il paziente che lotta per debellare la malattia tra esami da fare, medicine da prendere e, soprattutto, le flebo di speranza per la sua guarigione, ci sono morbi che si trovano talmente a proprio agio in un corpo che da ospiti si fanno padroni e che solo la morte riesce a sfrattare.
Il raggio di sole che trapela dalle nuvole, durante il funerale, è salutato dalle anziane bigotte come un segnale di buon auspicio per l’avvenire ultraterreno del piccolo defunto.
La terra che copre la bara bianca non si è ancora assestata quando Raf gli fa visita.
«Ti porto i saluti di don Carmine per la disgrazia che hai avuto» esordisce.
«Ringrazialo da parte mia». Si piega per svitare i bulloni di una ruota da sistemare. «Ma sei passato solo per questo? Non credo, vero?»
«Hai indovinato, bravo.»
«Nemmeno il tempo di asciugarmi gli occhi e sei già qui.»
«Hai due mani, no? Con una mano ti asciughi e con l’altra paghi, perché certe scadenze neppure i terremoti riescono a spostare!»
Il gommista non trattiene la lingua e reagisce seccato: «Di’ al tuo capo che se mi sta addosso, mi toglie pure il tempo che mi serve per dargli i soldi!»
L’esattore avanza con il petto gonfio per sottolineare che non devono esserci dubbi su chi comandi: «Carissimo Giuseppe Ammarata, ma cosa dici? Dici che il tempo non è abbastanza per te? E questo è un problema tuo! Ti do un consiglio, “a gratis”: prima di dire pensa a quello che puoi pensare, perché certi pensieri ti portano solo ad avere guai!» Ammarata rimane in silenzio, perché ciò che vorrebbe non è quello che può fare.
Ma non è finita: per sottolineare che con lui non si scherza, l’esattore gli mostra il coltello a serramanico. «La vedi questa?» Fa scattare la lama. «Ti taglio un orecchio e te lo faccio mangiare!» promette, prima di richiuderla e riporla nella tasca interna della giacca.
«Ci vediamo tra qualche giorno e, quando ci vediamo, non voglio altre storie!» lo avverte infine, allontanandosi.
Serie: Male vite
- Episodio 1: Il boss e l’altro
- Episodio 2: La bara bianca
- Episodio 3: Il fioraio e Amelia
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