La Basilica Maggiore del Sacro Sguardo.
Serie: L'occhio di Maria
- Episodio 1: La Basilica Maggiore del Sacro Sguardo.
STAGIONE 1
Il mio cuore pulsa nell’oscurità. i miei passi echeggiano in uno spazio infinito. Niente… qui non c’é niente. Non hai anche tu una sensazione strana? Un piccolo occhio azzurro si apre, la sua enorme iride mi punta. Il nero del centro quasi si confonde col resto. Qualcosa di molto importante e… delicato. L’iride azzurra brilla come una gemma… grossa più di una testa umana. Distolgo lo sguardo ed una pesantezza mi prende lo stomaco. Una voce echeggia: «tutti hanno il diritto di stare quanto vogliono». L’occhio è diventato più grande e le stelle brillano nel suo centro nero. Mi sento senza peso, come se qualcuno mi avesse dato tutto ciò che desideravo… finalmente.
Una mano mi scuote. Una fila di ragazzi mormora lungo il corridoio del Pullman. Chiara è già in piedi con lo zainetto in spalla: «siamo arrivati»
*
I miei piedi pesano sui gradini dell’autobus. Il vento fresco mi raggela passando tra le fibre della maglia. Io e Chiara seguiamo il cappello a righe del professor Mancini, sotto il cielo aranciato. Una distesa di cemento si apre davanti ai miei occhi. Il pullman emette uno sbuffo e si quieta. Non c’é nessuno qui oltre a noi.
Chiara si strofina le mani con gli occhi che brillano. Sorrido: «Allora, mi vuoi dire ora perché questo posto è così speciale?»
Chiara ridacchia: «e rovinarti la sorpresa?» alza un indice e lo scuote «non se ne parla, ti dico solo che è il posto più incredibile della terra». Addirittura?! Dalle immagini mi sembra solo un vecchio rudere come un altro: «vedremo».
Una grata di fil di ferro si allunga davanti alla sagoma scura di un edificio mezzo crollata, contornato da una foresta di pini nera. Il rudere scompare dietro le spalle dei miei compagni. Chiara mi afferra il polso e si infila tra Andrea e Lorenzo: «Scusate, fate largo alle nane!».
Dopo quattro spallate ed un paio di zaini in faccia, sbuchiamo davanti ad un santino della madonna e dei fiori agganciati al fil di ferro. Ancora non capisco perché ce li mettono, i fiori seccano, le immagini sbandiscono ed alla fine danno solo fastidio. Chiara punta la macchina usa e getta verso una chiesa nuda: niente decorazioni, solo una serie di pietre grigie che tengono insieme il presbiterio e l’abside.
«Questa è la Basilica Maggiore del Sacro Sguardo» il grosso nasone del professor Mancini punta l’edificio «la sua costruzione non è documentata, ma si ritiene che abbia più di mille anni».
Strano.
«Mi scusi» chiara alza una mano «ma gli archeologi non hanno un attrezzo per capire quanto è vecchio un edificio?»
Il professore fa un sorrisino: «assolutamente, anche più di uno se vogliamo essere fiscali, si dice che abbia più di mille anni per la profondità delle fondamenta ma nessuno è mai riuscito ad avvicinarsi per più di sessanta o ottanta metri.»
Perché? Mi sembra di vedere dell’acqua. Forse è per quello? Non avevano voglia di farsi un bagno? No, non è possibile. I miei compagni rimangono in silenzio, non riescono ad ascoltare nemmeno quando siamo in gita.
«Nel 1889, il professor George R. Smith, dopo aver raccolto le poche testimonianze del luogo, riuscì a partire per una spedizione»
Roberta sta facendo un segno della croce. Vuole dimostrarsi superiore agli atei come me?
«Il professor Smith era molto interessato a questa chiesa perché nelle testimonianze si diceva fosse conservato un diamante azzurro più grosso di una testa umana»
Porca puttana!
«Eh!» urla Andrea «addirittura!»
Sono d’accordo. Anche se fosse esistito un diamante così grosso, in tanti anni qualcuno lo avrà portato via.
«Ecco perché il professore era così interessato a trovarla!» ridacchia la professoressa di sostegno. Roberta alza gli occhi al cielo. Sì, nella sua testa siamo un branco di atei superficiali che non capiscono la sacralità.
Il professore sorride: «già, un oggetto così incredibile che molti gli hanno dato del pazzo a cercare di trovarlo. Gli antichi testimoni lo chiamavano “Occhio di Maria”»
Serie: L'occhio di Maria
- Episodio 1: La Basilica Maggiore del Sacro Sguardo.
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