
La bella donna
Oggi
«Ehi, hai visto?».
«Sì, accidenti. Magari ne passassero di più di queste tipe».
«Certo, è vero».
I detenuti fissavano la bella donna bionda appena arrivata in Jaguar. Indossava un tailleur elegante e sensuale allo stesso tempo, secondo alcuni di loro avrebbe dovuto fare la cubista in una discoteca di lusso.
Proprio di lusso.
Si dissero anche che la donna stava aspettando un loro compagno, era un uomo fortunato, quella sera avrebbe festeggiato con dello Champagne e una notte di fuoco.
Fissarono la donna, attendeva, in quel momento le guardie aprirono il cancello e un galeotto uscì con una sacca in spalla. Quando lui vide la donna, cacciò un urlo e lei pescò di tasca una pistola.
Che stava succedendo?
***
Un anno prima
«No, ti prego, no!». Rossana urlava ma il porco la stava tirando per i capelli. La riempì di pugni, la atterrò e dopo averla immobilizzata si tolse i pantaloni.
Non era un artiglio, ma molto peggio.
La violentò in un abisso di oscurità e tristezza.
«No, per favore».
Le sbavò addosso.
***
Ieri
«Mi spiace, Rossana, ma l’avvocato del signor Arturi l’ha fatto liberare».
«No!». Rossana era disperata.
«Dice che tu sei una ragazza ricca e viziosa, che l’hai provocato».
«Io sono ricca… ma non viziosa. Andare in discoteca in minigonna non vuole dire nulla».
«Mi spiace».
«Tu sei il mio avvocato, fa’ qualcosa».
«Non posso fare nulla». Chinò lo sguardo.
«Fossi veramente ricca avrei impedito che venisse scarcerato».
«Succederà domani».
«Cosa mi farà?». Trattenne i singhiozzi.
«Nulla, non ti farà nulla». L’avvocato la abbandonò.
Rossana non gli credette. Si sentì sola. Se non che forse…
***
Oggi
Rossana incollò il mirino alla faccia di Corrado Arturi, il suo stupratore, colui che l’aveva fatta vergognare come non mai, ma adesso avrebbe imparato cosa significava farla arrabbiare.
«Cosa vuoi farmi? Bambina, appoggia l’arma».
Era arrogante come sempre, si accorse Rossana. «Certo, eravamo fidanzati, ma tu mi hai offesa, mi hai stuprata».
«No, dai!». Era paralizzato dalla paura.
I poliziotti del carcere sciamarono fuori dal carcere. «Ferma».
Rossana non gli diede ascolto: tirò il grilletto.
Corrado Arturi, il suo ex, cadde a terra, morto.
Rossana scoppiò a ridere e mentre i poliziotti soccorrevano l’uomo, fuggì con la Jaguar: verso il paese più vicino che non aveva accordi di estradizione con l’Italia.
Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Mi chiedo da molto cosa mai fermerebbe questo mondo impazzito, dove molte donne diventano agnelli da macello. Purtroppo, non so rispondere.
Purtroppo. Grazie del commento!
Ciao Kenji, bel lavoro. Fa riflettere su come nella nostra società si voglia vendetta più che giustizia e su come si consideri giustizia ciò che in realtà è vendetta.
Grazie per il tuo commento!
Bella prova Kenji. Diversa. Ben riusciti I cambi temporali 😊
Ti ringrazio, Cristiana!
Sorprendente, Kenji, molto sorprendente questo tuo racconto. E nonostante sia certamente contraria ad ogni forma di violenza contro persone e animali di ogni genere, l’ uccisione dello stupratore arrogante non mi ha destato alcuna pieta`. Un criminale che stava per riacquistare la liberta` di poter nuocere ancora. E quante donne saranno costrette a subire ancora, prima che si riesca a trovare il modo legale di impedire a questi individui di perpetrare in modo seriale la loro violenza? Mi viene in mente un libro di Giorgio Faletti “Appunti di un venditore di donne”. Potrebbe contenere, non dico l’ esatta soluzione, ma qualcosa di simile ad una indicazione utile.
Grazie per il tuo commento entusiastico!