
La caduta del guerriero
Serie: Operazione El Dorado Canyon
- Episodio 1: Il decollo delle aquile
- Episodio 2: Il Maestro Yoda
- Episodio 3: Il dogfight
- Episodio 4: Gli yankee aiutano lo Spillone
- Episodio 5: Gli ordini son ordini
- Episodio 6: Combattimento segretissimo
- Episodio 7: Sfondamento
- Episodio 8: Arriva la cavalleria
- Episodio 9: La caduta del guerriero
- Episodio 10: L’ultima scena
STAGIONE 1
Eugenio si spinse con forza, sparò con i Vulcan come se non l’avesse mai fatto finora, si sentì un po’ come un jolly. Se gli americani erano divisi in gruppi ben contraddistinti, lui andava un po’ di qua, un po’ di là seminando il caos. Si augurava più a danno dei libici che degli americani.
«La contraerea si sta attivando» giunse l’avvertimento dalla Saratoga.
Anche se Eugenio era in aeronautica da anni, aveva esperienza e mille ore di volo alle spalle, si chiese come fosse possibile che il personale di una portaerei a duecento chilometri di distanza dalle coste libiche si fosse accorto della manovra del nemico.
Forse si sbagliano, si disse. Forse la loro è una velleità, se non addirittura una presunzione, come se volessero farci paura. Forse, si disse ancora, ci considerano come i ragazzini dei campeggi: ci raccontano delle storie inverosimili a cui si credono solo stando sul posto.
In quel momento, da terra si staccarono delle perle di luce spenta.
Certo, la contraerea.
Eugenio si diede dello stupido per aver dubitato.
I cannoni e le mitragliatrici libici stavano concentrandosi su altri, ma Eugenio fece lo stesso attenzione. In maniera brusca, calò di quota, andò quasi in picchiata, si stabilizzò a sessanta metri d’altezza, abbastanza per non essere una sagoma facile da bersagliare.
I piloti degli Hornet non pensarono la stessa cosa, neanche quelli degli F111.
Eugenio assisté a una scena che lo lasciò sgomento: dei colpi, se di mitragliere o di cannone, colpirono un F111 – era un F111, non poteva che essere un F111, Eugenio li sapeva riconoscere – e l’apparecchio precipitò, una voluta di fumo a spezzare il blu del cielo come la lacrima su un volto femminile che tutti desideravano vedere felice.
Eugenio strinse i denti. L’aura di invincibilità degli americani, rovinata.
Se gli americani possono essere colpiti, io cosa posso fare se di americano ho solo il soprannome dell’aereo?
Chiedendo a Camporini, magari.
Ma si rifiutò di disturbarlo. Orientò il Vulcan contro le postazioni terrestri e fece fuoco, voleva vendetta, voleva dimostrare agli americani che lui era un valido alleato.
Se non che l’unica cosa giusta era segnalare la posizione dell’equipaggio abbattuto.
Serie: Operazione El Dorado Canyon
- Episodio 1: Il decollo delle aquile
- Episodio 2: Il Maestro Yoda
- Episodio 3: Il dogfight
- Episodio 4: Gli yankee aiutano lo Spillone
- Episodio 5: Gli ordini son ordini
- Episodio 6: Combattimento segretissimo
- Episodio 7: Sfondamento
- Episodio 8: Arriva la cavalleria
- Episodio 9: La caduta del guerriero
- Episodio 10: L’ultima scena
“Eugenio assisté a una scena che lo lasciò sgomento: dei colpi, se di mitragliere o di cannone, colpirono un F111 – era un F111, non poteva che essere un F111, Eugenio li sapeva riconoscere – e l’apparecchio precipitò, una voluta di fumo a spezzare il blu del cielo come la lacrima su un volto femminile che tutti desideravano vedere felice.”
Che dire? Bravo! 👏 👏 👏
Grazie mille 8)
Già. Ma a segnalare la posizione dovevano pensarci i tanti commilitoni.
Certo, in fondo Eugenio è ancora giovane e testa calda, e pensa solo alla vendetta.
Esatto!
“una voluta di fumo a spezzare il blu del cielo come la lacrima su un volto femminile che tutti desideravano vedere felice.”
Romanticissima frase a fregio della descrizione della caduta di un guerriero. Bravo.
Grazie!