
LA CASA CALDA Brulicante di fuoco e lava
Serie: XIBALBA' OMBRE TRA LE ROVINE
- Episodio 1: LA CASA CALDA Brulicante di fuoco e lava
- Episodio 2: LA CASA BUIA In cui per fare luce si devono usare delle torce da non consumare; in questa sfida fallirono gli dei Hun Hunahpú e Uucub Hunahpú.
- Episodio 3: LA CASA DEI GIAGUARI In cui i giaguari devono mangiare le persone
- Episodio 4: LA CASA FREDDA In cui ci sono tempeste troppo fredde per sopravvivere
STAGIONE 1
«Attenta figliola» mi ammonì il vecchio professore «Le rovine di questo luogo nascondono insidie e segreti, non vanno sottovalutate.»
Mi venne voglia di sorridere, ma non sono così maleducata né impulsiva. Gli rivolsi uno sguardo fugace, volevo che capisse che non sono l’ultima arrivata né una ragazzina. Tenni la testa alta, gli occhi fissi sul gradone più alto della piramide, una struttura imponente che sembrava sbucare in lontananza dal nulla, fra le fronde fagocitanti della foresta.
Quando mi lascio andare a fantasie, mi piace immaginare che costruzioni del genere siano state calate da astronavi aliene, con funi fatte di materiali sconosciuti a noi ‘uomini del futuro’. Fantasie infantili, ma affascinanti, come l’idea che le antiche civiltà centroamericane avessero scoperto il segreto per viaggiare nel tempo e nello spazio senza spostare il proprio corpo.
Il professore proseguì nel suo folle discorso, nonostante la mia attenzione fosse rivolta altrove.
«Figliola» si azzardò a ripetere con un tono paternalistico che mi stancava.
Questa volta non lo lasciai passare.
«Caro collega, non sono la tua figliola e non sono una ragazzina. La mia cattedra è pari alla tua.» Ribattei, fissandolo negli occhi. Volevo che capisse la differenza.
Portava un paio di occhiali antiquati, di quelli che oramai non si vedono più, sostituiti da sofisticate e costosissime operazioni. Sotto la magrezza spaventosa e i movimenti lenti, si celava ancora una certa lucidità, ma era chiaro che il suo momento fosse trascorso. Le sue teorie, ancora oggetto di studio nelle università, appartenevano al passato. Ora era il mio turno e del team che attendeva alle mie spalle come ipnotizzato e in uno stato di stupore che li pervadeva alla vista della piramide.
«Avanti poltroni!» Gridai battendo le mani. «E’ ora di muoversi.»
Scattarono come soldatini, risvegliandosi da quel sogno di teorie e ipotesi.
Avanzammo a passo deciso verso l’antica costruzione, lasciando che il vecchio professor Cordero si accodasse. Camminava lentamente e sembrava voler guadagnare tempo. Ma perché? Mi chiesi infastidita dal suo atteggiamento.
«Cordero, è dei nostri o ci aspetta qui? Muoversi in gruppo è più prudente, non crede?» Dissi alzando la voce per superare il rumore della giungla.
Hanna, la più sveglia del gruppo, ridacchiò al mio fianco. Era la mia prediletta per il dottorato, scelta nonostante il disappunto di Nicola che si trovava nel mio team da più tempo. Lo tenevo sulle spine. «Mettiti in coda e aspetta il tuo turno» gli dissi quella mattina in cui trovò il coraggio di protestare buttando all’aria le carte sulla scrivania del Dipartimento. Sapevo che prima o poi avrebbe capito.
Il gruppo si ricompattò e procedemmo a passo sicuro nei nostri calzari alti fra la vegetazione, spostandola con le braccia. L’anziano professore si accodò senza opporsi, come riconoscendo finalmente il suo ruolo secondario.
Gli insetti non mi sono mai piaciuti e per questo mi calai sugli occhi la zanzariera legata alla falda del cappello. Così conciata sembravo più un apicoltore che un’antropologa.
La foresta era di un verde accecante che quasi infastidiva gli occhi e la fitta vegetazione lasciava filtrare pochissima luce.
All’improvviso un acquazzone biblico ci costrinse a fermarci. «Indossate i ponchos, svelti,» ordinai. «Dobbiamo comunque continuare a muoverci. Siamo quasi arrivati.»
Guardai i volti dei miei collaboratori le cui espressioni somigliavano a quelle degli esploratori del XIX secolo alla scoperta di città perdute. La pioggia martellava le foglie. L’umidità era soffocante ma, nonostante il fastidio, sollevai la zanzariera del cappello e lasciai che l’acqua mi bagnasse. Strizzai un po’ gli occhi e tirai fuori la lingua per assaggiarne il sapore.
«Profe, cosa fai?» Gridò Lory con la sua voce squillante. Il suono mi arrivò appena perché la pioggia si era davvero intensificata. La guardai e sorrisi. «Prova anche tu. Senti quanto è buona.» Lei lo fece, seguita da Hanna. Nicola, invece, rimase in disparte, con quell’espressione sempre un po’ imbronciata. «Togliti quella faccia e cerca di divertirti. Ti garantisco che tra poco smetterà di piovere e noi ci asciugheremo in un attimo.»
E proprio così accadde. Smise di piovere nell’esatto momento in cui sbucammo dalla foresta nella radura. Il sole ci accolse con il suo calore provocandoci brividi di freddo. Poi si fece sentire sulla pelle del viso come una fiamma ardente.
«Profe, ci togliamo i ponchos?» Chiese Lory mentre già si liberava del suo impermeabile. «Ho tutta la maglietta appiccicata addosso.» E rise come una matta, divertita da quella situazione folle in cui si erano cacciati seguendo me. Studentessa prossima alla laurea, Lory fra i tre era sicuramente quella con il maggiore spirito di adattamento e a me piaceva averla fra i piedi.
Ci spogliammo dei nostri impermeabili e decidemmo di fermarci per una breve sosta. Eravamo stanchi dopo due ore di cammino e l’anziano professore sembrava esausto. Mi rivolsi a lui con un tono più morbido.
«Come si sente, Cordero? Va tutto bene?»
«Diciamo di sì.» Rispose togliendosi il suo inconfondibile copricapo in stile Panama e sbattendolo delicatamente sulla tela dei pantaloni per toglierne l’umidità. «Ma forse questa sarà la mia ultima spedizione.»
«Le mancherà tutto questo?» Gli chiesi porgendogli un sandwich che accettò volentieri. «Prosciutto e formaggio, un classico.»
«Molto.» Rispose con un sorriso. Mi sembrava più rilassato, come se avesse finalmente accettato il cambiamento dei ruoli tra di noi.
Ci riposammo all’inizio della radura in attesa che gli abiti si asciugassero. Poi ci rimettemmo in marcia allungando il passo e l’edificio si mostrò nella sua maestosità. Si trattava di una piramide a gradoni composta da otto livelli, forse incompleta. Sapevo che ciascun livello misurava circa un metro e questo ci avrebbe facilitati nel momento in cui avessimo deciso di scalarla.
Osservavo le espressioni meravigliate dei miei ragazzi quando ci distrasse il rumore del veicolo che si faceva strada alla nostra destra proveniente dall’unica via di accesso al luogo sacro. Ci avrebbe condotti al villaggio vicino dove avremmo riposato per la notte.
Il motivo per cui ci trovavamo lì non era solo la struttura. Stavamo inseguendo una leggenda.
Serie: XIBALBA' OMBRE TRA LE ROVINE
- Episodio 1: LA CASA CALDA Brulicante di fuoco e lava
- Episodio 2: LA CASA BUIA In cui per fare luce si devono usare delle torce da non consumare; in questa sfida fallirono gli dei Hun Hunahpú e Uucub Hunahpú.
- Episodio 3: LA CASA DEI GIAGUARI In cui i giaguari devono mangiare le persone
- Episodio 4: LA CASA FREDDA In cui ci sono tempeste troppo fredde per sopravvivere
Che figooo!
Ma grazie 😅
È davvero molto interessante, un ottimo incipit che mi ha travolto in questo viaggio tra foreste e piramidi. Anche a me piace immaginare scenari fantastici legati alle piramidi. Leggerò con piacere i capitoli di questa avventura.
Grazie Simone per il tuo passaggio e per il segno lasciato ☺️ ti aspetto ai prossimi episodi.
È sicuro che il sapore della pioggia in quel luogo sia un’assoluta novità per chi è abituato a una miriade di acque “naturali” prodotte industrialmente. È come assaggiare un mondo autentico, nella misura in cui crediamo che il cosiddetto progresso non sia un concetto privo di terribili ambiguità.
Grazie Francesca per la tua nota veramente particolare e originale. Vorrei quasi pensare che quell’acqua l’abbia assaggiata anche tu sulla punta della lingua…La lettura e la scrittura sono e devono essere soprattutto condivisioni fra persone che sentono la medesima passione. Io sono felice che tu sia passata di qua e, se ti andrà, di terminare la serie. Aspetto altri tuoi preziosi segni. Grazie ancora.
Cara, devo rifarmi del tempo perduto, non voglio limitarmi a leggere l’ ultima puntata. È avvincente, uno di quei romanzi che ti fanno star bene, credo.
Grazie Francesca, per me una sfida. Voi,il mio supporto.
“«Molto.» Rispose con un sorriso. Mi sembrava più rilassato, come se avesse finalmente accettato il cambiamento dei ruoli tra di noi.”
Anche questo è notevole, solo una donna è capace di queste finezze.
Diciamo che la ‘normale parità sarebbe l’ideale. Come se neanche ne dovessimo parlare. Vero?
“«Caro collega, non sono la tua figliola e non sono una ragazzina. La mia cattedra è pari alla tua.» Ribattei, fissandolo negli occhi. Volevo che capisse la differenza.”
Cristiana! Assolutamente adorabile, il minimo che si meritano questi accidenti di eruditi!
Poveri dinosauri! 🙂
Eppure io, personalmente, quando ho imparato da loro, mi è rimasto il segno dentro.
Ciao Cristiana, è bello che tu segua la passione per l’America Latina. Non smette mai di ispirarti! Questa serie ha un’atmosfera d’altri tempi. Una bella storia di avventura.
Grazie Dario. Essere letta da un ‘mostro’ come te è un’enorme soddisfazione. Mi raccomando, se hai suggerimenti o stroncature, aspetto con ansia, che in questo particolare caso mi servono proprio. Grazie 🙂 🙂 🙂
Ciao Cristiana! Inizio ora questa serie che sembra tanto voler ampliare ancor più l’orizzonte del tuo universo narrativo 😊 Rivedo il tuo bellissimo stile e i luoghi che non smettono mai di ispirarti, ma in più percepisco l’entusiasmo di una nuova sfida, come se anche tu, come i personaggi del racconto, stessi intraprendendo un’esplorazione in territori selvaggi. Sono molto curioso degli sviluppi☺️👏🏻
Ciao Nicholas 🙂
Si tratta proprio di una sfida, o meglio una corsa contro il tempo. Inoltre è la prima volta che affronto una tematica come questa. Vediamo come va. Voi siete il mio riscontro. Grazie
Una delle cose che mi piace dell’averti conosciuta è che quando ricevo una notifica su una tua nuova pubblicazione ho sempre la certezza che mi terrà sveglio ed attento sino a quando avrò terminato di leggerla, e che non mi deluderà. E non mi sbaglio mai.
Grazie Roberto. Cercare di tenere ben salda l’attenzione fino alla fine è un compito importante e che ci spetta. Esattamente come quando, da lettori, lo andiamo cercando. Un abbraccio.
Una storia magnetica: mi ha catturato subito.
Sono appassionato di questo genere di trame e ambientazioni, per cui non ho fatto minimamente fatica a leggere questo episodio tutto d’un fiato. 😁
Grazie Giuseppe, per me invece è una specie di esperimento per provare un genere che mi appassiona, ma di cui non avevo mai scritto. I feedback sono importantissimi.
Questa nuova serie profuma di Indiana Jones e Tomb Raider! Due capolavori, e se tanto mi dà tanto… 😼
La leggenda di Xibalba l’ho sentita nominare ne “La Strada per Eldorado” (uno dei miei film d’animazione preferiti). Mi sono trattenuta dal cercare informazioni online per godermi il racconto in maniera incontaminata.
Inoltre, una cosa che adoro dei tuoi scritti sono i personaggi femminili: forti, determinati e con le idee ben chiare in testa, ma che non rinunciano mai alla dolcezza e alla comprensione.
Un inizio con il botto! 😻
Ok, dai. Allora accontento dia te che @ianni67 e le regalo la faccia di Angelina Jolie! 🙂 🙂 🙂 Una bella responsabilità, adesso 🙂
A parte gli scherzi, grazie Mary per la fiducia perché io, per esempio, sono una che corre subito a googlare quando non sa qualcosa, tipo che sono fissata.
Cercherò di darti io tutte le informazioni e soprattutto di non deludere. Un abbraccio
Nathan Drake non lo citiamo?🤣
🙈
Hai ragione Giuseppe, chiedo venia per l’imperdonabile errore! 😹
Che dire! Scrivi veramente da Dio: divinamente. Ma allora Dio è anche donna? Lo chiederò a Teo il teo-logico quando lo vedo. Con questo ho detto tutto, ti pare poco? Fabius P. si inchina al tuo cospetto, soprattutto davanti a cotanta maestria, conscio della sua pochezza, delle sue miserie, delle sue storie semiserie. A presto Cristiana. Attendo con grande curiosità i nuovo episidi perché leggerti è sempre un immenso piacere. Un caro saluto da un tuo ammiratore che ti seguirà avanti lungo la strada dei tuoi meritati successi anche con un po’ di invidia, lo ammetto. Ora sono arrivato proprio alla fine, con queste parole mi congedo definitivamente; come avrai capito c’è chi scrive da Dio, e chi…….. d’addio. Ciaooo e scusami tanto, così son fatto, che manchi di tatto?
Grazie Fabius per questa pioggia di complimenti, più abbondante di quelle che si abbatte sulle nostre teste da oramai qualche tempo.
Tutto il resto lo prendo come una specie di ‘zingarata’ delle tue particolari che sempre ci divertono e ci fanno riflettere. A ciascuno la sua peculiarità, un applauso a tutti e non si accettano gli addio, sotto nessuna forma ☺️
Scherzi a parte, i complimenti sono veri, sinceri e non menzogneri.
Mai dubitato. Davvero. Grazie Fabius ☺️
Un’altra narrazione che profuma di giungla, lontana dalle nostre grigie e noiose città.. chissà dove ci porterai, Cristiana.. e grazie per la tua scrittura a colori
Una giungla che un pochino si avvicina ‘geograficamente’ alla tua. Apprezzo moltissimo il riferimento alla scrittura a colori. Grazie Furio☺️
Ciao Cristiana, mi piace l’inizio di questa nuova avventura, il titolo e l’ambientazione promettono benissimo. Sento profumo di mistero… Il professore non mi convince tanto, chissà.
Bravissima!
Povero il nostro anziano Professor Cordero che suscita così tanti ‘dubbi’. Vediamo come si comporterà andando avanti. Grazie Melania per la tua lettura.
Perché più leggo questo bellissimo ed intrigante primo episodio, più immagino la protagonista vestita come Angelina Jolie in Tomb Raider (https://www.khreativa-cambodia.com/wp-content/uploads/2020/02/tomb-raider-ta-prohm.jpg) ed il viso (ed il corpo) di Charlize Theron in “The old Guard” (https://m.media-amazon.com/images/M/MV5BOGIxNzc0NmEtNDlhOS00ZTBjLTlkZjEtNmNkMTUzNmMwOTlmXkEyXkFqcGdeQXVyNzI1NzMxNzM@._V1_.jpg)?
Ho immaginato che la prof abbia circa trentacinque anni, sia intraprendente e molto volitiva. E che entrambi, il prof e la prof, sappiano più di quello che lasciano intendere l’uno all’altro.
Praticamente Giancarlo ti sei scatenato!!! Lei, naturalmente ti ringrazia ed è felice di trovarsi nel tuo ‘immaginario’ in vesti così super 🙂 🙂 🙂
Vediamo se riesco a elevarla a tale portata. Grazie Giancarlo, il tuo commento mi dà la carica.
Tutta colpa dei film che ho visto e del carattere che fai trasparire dai dialoghi!
Allora mi prendo la colpa:) 🙂 🙂
Sacro, come il luogo da raggiungere, profano come quasi tutto il resto e leggenda appena accennata. Mi piace. Un inizio che promette una storia interessante, un viaggio molto diverso dai precedenti, tra avventure nella foresta, archeologia e… mito? Chissà dove ci porterai stavolta.
Sì, in effetti un viaggio un po’ diverso. Diciamo che questo racconto è un piccolo esperimento e che Open è un trampolino di lancio perché i vostri suggerimenti sono la cosa più preziosa di cui dispongo per aggiustare il tiro. Grazie Maria Luisa.
Ho sbirciato un po’ nel web per via del titolo e le notizie che ho trovato mi indicano che ci sarà suspence.
Ci hai presentato i protagonisti e l’ambientazione. A prima impressione direi che la tipa è un po’ arrivista e che il vecchio le sarà più utile di quanto lei speri.
Si, in effetti la tipa è parecchio arrivista e vediamo se riesco a farle abbassare un pochino le ali, oppure a renderla una super eroina. Chissà. Nel web qualcosa trovi. Se ti incuriosisce, vaia a googlarti il Popol Vuh. Testo prezioso, ma difficilissimo e allora lì devi essere super appassionato è ‘Uomini di mais’ di Miguel Angel Asturias. Grazie Francesco. Conto moltissimo sui tuoi suggerimenti ‘tecnici’ che in questo caso particolare mi farebbero veramente comodo. Soprattutto se qualcosa non torna.
Forte! Mi è piaciuto
Grazie Kenji! Si aspettano e sono ben accolti i suggerimenti.
Che bello, una nuova serie!
Il titolo mi ha già rapita. Sono sempre stata affascinata dalle leggende e dai miti del centroamerica e anch’io, come la protagonista, mi sono fatta un sacco di film riguardo poteri sovrannaturali e incursioni aliene…tra l’altro, questa professora io già la amo. È bastata la risposta data in apertura al professore per farmi capire che abbiamo a che fare con un personaggio memorabile.
Sono curiosa di sapere cosa uscira’ dalla tua penna magica😊
Aspetto il seguito!
Ciao Irene, una mini serie, credo, solo in parte sulla carta e il resto nella testa. Adesso bisogna che la tiro fuori! Si, la professora piace anche a me, vediamo in che pasticci si mette. Lui, apparentemente debole, forse mi servirà come chiave. Un abbraccio
Scrivi magistralmente e coinvolgi. Lo sai benissimo, quindi brava come sempre. Mi hai fatto pensare ad un miscuglio tra Indiana Jones e Nathan Drake…
Grazie Giuseppe per il complimentone 🙂
Credo molto nel potere delle parole e ognuno di noi deve cercare di usarle al meglio, ciascuno per lo stile narrativo che gli è più congeniale. È un cammino lungo…Però è costruttivo e a volte anche divertente. Per quanto riguarda il miscuglio, acqua…Acqua… 🙂
Nemmeno fuochino…
Acquetta 🙂