
La casa dal tetto di foglie
Serie: In viaggio con l'angelo
- Episodio 1: La verde prateria dell’aldilà
- Episodio 2: Le grotte purganti
- Episodio 3: La casa dal tetto di foglie
- Episodio 4: L’albero di fico
- Episodio 5: Un demone animivoro
- Episodio 6: La terribile lotta tra Mikhael e Lucifero
- Episodio 7: La cometa dalla lunga coda di luce (ultimo episodio)
STAGIONE 1
Quelle scale erano molto strette e non si poteva stare in due sullo stesso gradino, quindi proseguivamo, Nathaniel avanti ed io dietro di lui. Sembrava trascorso tanto tempo da quando era cominciata la salita, ma eravamo ancora nella parte bassa della stanza. Ero già molto stanco e quando avevamo salito un migliaio di gradini, trovammo davanti a noi un altro spirito, accompagnato dal suo angelo. Questi era stremato, a tal punto che cedette alla tentazione di riposarsi. Nathaniel ed io non riuscivamo a passare oltre, perché le scale erano molto strette. Il suo angelo gli chiese di alzarsi e di proseguire, ma lui disse che aveva bisogno di riposare e non ce la faceva ad andare avanti. L’angelo lo afferrò sotto le braccia e volò con lui fino a giù, lasciandolo riposare in basso, dove cominciava la salita. Così, finalmente riuscimmo a passare e a proseguire verso l’uscita. Raccolsi le mie energie e seguitai a camminare senza perdermi di coraggio, e dopo aver salito tanti gradini che le gambe mi bruciavano, fummo finalmente fuori dalle grotte purganti. La luce di fuori era meravigliosa e la discesa era lieve. Il terreno di fuori era ricoperto da un’erba fresca che somigliava molto alla vegetazione della Terra. Scendemmo percorrendo un sentiero tra gli alberi, e dopo aver camminato per un lungo tratto, mi voltai e vidi alle nostre spalle la montagna delle grotte purganti, mentre il Fiume Negro che nasceva da fuori per entrare nella montagna, si ripresentava di nuovo davanti a noi a sbarrarci la strada. Era lo stesso fiume delle grotte, ma in quel punto la corrente era molto forte e le sue acque, illuminate dalla luce del giorno, sembravano incredibilmente azzurre. Anche se la corrente era fortissima, il fiume era poco profondo e poteva essere oltrepassato semplicemente camminandoci dentro.
L’angelo si fermò, mi guardò dritto negli occhi e mi disse: «Filippo, togliti la tunica e i sandali.»
Avevo capito che bisognava attraversare il fiume a nuoto e quindi mi tolsi la tunica e i sandali, così come mi aveva chiesto di fare Nathaniel, perché credevo che non volesse farmi bagnare la tunica, invece dalla sua mano destra, diretta verso di me, si generò un vortice di fuoco che mi avvolse, avviluppandomi tra le fiamme. Ebbi molta paura, gridai spaventato, e in preda al dolore cominciai a rotolarmi per terra, ma le fiamme non si spegnevano. Chiedevo aiuto all’angelo che però mi guardava senza dire nulla. Il suo viso era come di pietra e non tradiva alcuna emozione. Il mio angelo mi aveva risparmiato il soggiorno nelle grotte purganti per farmi bruciare in riva a quel fiume. Mi chiedevo quanto tempo sarebbero durati quei tormenti e, non potendoli più sopportare, mi buttai nel fiume per provare a spegnere le fiamme che mi avvolgevano, ma fu peggio, il fuoco friggeva nell’acqua, ma non si spegneva, e l’acqua attorno a me ribolliva ed evaporava. Subito risalii a riva e m’inginocchiai implorando Nathaniel: «Aiutami, Angelo, ti prego! Abbi pietà di me!». A un tratto l’angelo raccolse i miei indumenti, si alzò in volo e andò a posarsi sull’altra riva del fiume.
«Nathaniel, dove vai? Ti prego torna qui! Per amor di Dio, aiutami, non lasciarmi bruciare!», gridai ancora. L’angelo aprì le braccia come se fossero ali, caricò il petto d’aria e dall’altra riva soffiò forte su di me, spegnendo il fuoco come avrebbe fatto un bambino soffiando su una candelina. Le fiamme erano finalmente spente ed io mi sentivo leggero come una piuma. L’angelo dall’altra riva mi chiese di attraversare il fiume e di raggiungerlo. Entrai in quelle acque trasparenti e fresche e mi diressi all’altra riva dove c’era ad attendermi Nathaniel. Mi accorsi che la corrente lavava via da me cenere e impurità bruciate dal fuoco. Era molto piacevole stare in quell’acqua che non aveva più quel forte odore di zolfo che invece aveva nelle grotte purganti. Mi abbassai con la testa sotto e riemersi come in un nuovo battesimo. Nathaniel mi tese la mano e mi tirò fuori dal fiume, mi abbracciò con la tenerezza di un fratello e mi disse: «Filippo, questo fiume segna il confine della valle delle sofferenze. Ora possiamo entrare nel regno eterno.»
Era tutto molto bello, i fiori, gli alberi, gli uccelli e il profumo dell’aria. C’erano fiori che non avevo mai visto prima sulla Terra e tante farfalle colorate. Si sentiva un festoso cinguettio d’uccelli, ed io mi sentivo felice come quando ero bambino. Capii che il paradiso è il mondo che ci circonda insieme alla nostra capacità di sentirne dentro la bellezza. È una simbiosi tra il dentro e il fuori. Il cuore di un uomo non può essere felice se fuori vi è l’inferno, e il paradiso non dà gioia a chi ha un’anima incapace di sentirla. I miei peccati terreni erano stati bruciati dal fuoco di Nathaniel ed ora sentivo dentro di me tutta la meravigliosa bellezza del paradiso.
Dopo aver percorso ancora un po’ di strada attraverso quei prati verdi, l’angelo ruppe il silenzio e disse: «Ti piace stare qui?»
«Sì, e un posto meraviglioso», risposi semplicemente. «In origine, anche la Terra era un paradiso, e il primo uomo con sua moglie vi abitavano felici, fino al grande inganno del serpente.
Guardala oggi la Terra, ti sembra che assomigli a questo mondo dove sei ora? Eppure un tempo erano uguali», disse Nathaniel con una velata tristezza.
«La Terra è ancora molto bella, ma ha molte ferite. È sofferente e anche l’uomo soffre ed è infelice», risposi.
«Come potrebbe essere felice? L’uomo è incline al male e appena diventa adolescente, comincia ad abbandonare tutte le cose che lo rendevano felice da bambino e comincia ad apprezzare solo i piaceri effimeri, scambiandoli per piccoli pezzi di paradiso, e non ha più cura di se stesso e della sua anima, né del mondo dove vive. Sporca il mare, avvelena i fiumi, i laghi e l’aria che respira, distrugge foreste ed uccide i suoi abitanti, solo per avere potere e ricchezza, nei quali spera di trovare finalmente la felicità. Forse la trova? O si tratta di un’altra illusione del principe del male? L’uomo brancola nel buio, cercando la felicità a destra e a manca, e non trovandola si dirige in acque torbide per dissetarsi. Affamato di felicità, la cerca: nella ricchezza, nella lussuria, nelle sostanze eccitanti, nella gozzoviglia e negli eccessi di ogni tipo. Solo per brevi attimi la trova, poi quando quei mostri s’irrobustiscono contro di lui, si ritrova ad essere solo un misero vizioso che non può più fare a meno dei suoi falsi signori della felicità. Infine, il suo cuore appesantito dai tanti peccati perde sensibilità e non riesce più ad apprezzare nulla, mentre il gran vuoto s’impossessa di lui», disse l’angelo. Mentre ascoltavo stupito quelle parole, non mi ero avveduto che camminando eravamo arrivati davanti ad una bellissima casa. Era una casa di legno col tetto fatto di foglie verdi. Era delimitata tutt’intorno da una corda bianca fissata su dei paletti di legno. Ecco, siamo arrivati. Questa è la casa dei tuoi morti», disse Nathaniel, «da questo momento saranno loro a prendersi cura di te. Quando sarai entrato io andrò via.»
«Addio, Angelo. Qualche volta passa a trovarmi.», dissi. E dopo averlo salutato, mi apprestai ad entrare nella casa di foglie.
Non riuscivo a crederci, a momenti avrei rivisto mio padre ed anche i miei nonni, dopo tanti anni. Mi avvicinai alla corda per entrare in quella casa, ma proprio mentre la stavo scavalcando, sentii un forte dolore al petto, che durò solo pochi secondi, ma mi fece cadere a terra sulle ginocchia. Mi rialzai e provai a scavalcare nuovamente la corda, ma l’angelo mi fermò. «Filippo, torna indietro!», esclamò.
«Sto bene, angelo, è stato solo un malore passeggero», risposi con la mano al petto, continuando ad avvicinarmi alla casa.
«Fermati, Filippo!», mi ordinò secco Nathaniel, «devi tornare sulla Terra, il tuo cuore ha ripreso a battere».
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- Episodio 6: La terribile lotta tra Mikhael e Lucifero
- Episodio 7: La cometa dalla lunga coda di luce (ultimo episodio)
Bella l’immagine della “casa dei nostri cari”, dove potersi ricongiungere con chi ci ha preceduto. Finale emozionante, che mi ha ricordato la storia della mia famiglia ed i racconti di uno zio che prima di raggiungere la fine del tunnel è stato richiamato indietro, in questa vita. Anche lui ha visto un giardino
Wow, che finale!
Molto intenso, questo librick.
Grazie, ma non è ancora finito😊
Bello anche questo terzo episodio. Ho apprezzato soprattutto la seconda parte, dopo la purificazione col fuoco, e il finale. Era cio´ che speravo sin dall’ inizio, poi non me l’aspettavo piu´ e mi ha sorpreso, piacevolmente.
Grazie mille🙏☺