La casa del Noce

Serie: Le avventure di Principessa Fiocco


La vita della Principessa Fiocco viene turbata dall'arrivo di una famiglia particolare

C’era una volta

Una ragazza che spesso nel suo villaggio veniva scambiata per principessa, a causa dei suoi modi di fare eleganti e del cuore nobile. Ella amava suonare il liuto e intratteneva, seduta sul porticato della sua casetta, gli abitanti del villaggio con meravigliose storie, e anche qualche nobile comandava a gran voce al cocchiere di fermare la carrozza soltanto per ascoltare la fanciulla. Poiché amava adornare i suoi capelli con nastri dai mille colori, la chiamavano tutti Principessa Fiocco. Viveva con sua madre Draconia, discendente di grandi strateghi militari, la donna voleva per sé e per sua figlia una vita tranquilla, lontano dai campi di battaglia, ma aveva la peculiarità di trasformarsi in drago, in preda alla rabbia. Perfino il Re la teneva da conto per proteggere i suoi territori dai nemici, ma Draconia, pur dando consulenza ai reali per qualche soldo, non bramava neanche la vita di corte.

Un giorno, mentre madre e figlia cenavano, Draconia diede una notizia tutt’altro che felice: un appezzamento con un grande noce sul quale aveva messo gli occhi era stato venduto ad una famiglia.

Principessa Fiocco tossicchiò, la gola irritata dal fumo proveniente dalle narici della madre. «Dovremmo dar loro il benvenuto, allora.»

La bontà della ragazza aveva un effetto calmante su Draconia, e le scaglie rossastre si ritirarono nelle sue guance mature. «E sia. Sii cara e prepara un cesto con frutta fresca, verdura di stagione e buon vino. E anche un biglietto, tu che incanti con le parole.»

Fiocco chiese alla vicina Mirta Petroll, una troll un po’ brusca nei modi, ma affettuosa con lei, se avesse nel suo meraviglioso orto qualche prelibatezza da cederle.

«Per i nuovi arrivati. Hanno preso la casa del noce.» la informò.

La troll l’accontentò, ma storse il suo naso a patata. «Fate attenzione, principessina. C’è chi dice che chi abiti la casa del noce sia gente di malaffare, è sempre bene essere prudenti.»

La ragazza si avviò con un cesto di vimini tra le mani, pensando a quel consiglio. Che può accadere di male, pensò, in un terreno così vicino al castello del Re? Se fosse successo qualcosa, avrebbe potuto contare su qualche soldato durante il servizio di ronda. 

Ma una volta arrivata a destinazione, Fiocco ebbe una strana sensazione, come se si trovasse nel posto sbagliato al momento sbagliato: il terreno era poco curato e la casa trascurata oltre misura, le mura circondate da rampicanti invadenti e vi era anche un buco nel tetto. Era certa di essere nel posto giusto, ci era passata talmente tante volte con la madre, da ricordare bene la strada.

«Non era così che la ricordavo.» mormorò tra sé la Principessa.

Non parve esserci anima viva, ma si fece coraggio e salì le scale che guidavano alla porta d’ingresso. Bussò e attese, facendo vagare lo sguardo in giro, finché non notò ai suoi piedi delle orme di cane. Ma non era possibile, il Re aveva vietato la presenza di animali nelle proprietà vicino ai suoi frutteti, proprio come la casa del noce.

Fiocco venne pervasa da un forte disagio e decise di lasciare il cesto sulla porta. Si voltò e sussultò alla vista di una bambina ai piedi delle scale, che la guardava con occhi curiosi. La Principessa si portò una mano al cuore e sospirò.

«Ciao.» la salutò, scendendo le scale, e poté vedere meglio i particolari della bambina. Aveva folti riccioli dorati dai quali spuntavano delle piccole corna e aveva dei tratti felini. Fiocco non aveva mai visto una creatura del genere e cercò di ricondurre il suo viso a qualche descrizione letta nei suoi numerosi libri.

«Io sono Fiocco. Io e mia madre abbiamo pensato di portare un cesto di benvenuto ai tuoi genitori.» disse, indicando la porta, ma la bambina continuava a fissarla con un sorriso placido. Ebbe il dubbio che fosse solo di passaggio e che non vivesse lì, non c’era neanche un adulto nelle vicinanze. Si chinò quel tanto che bastava per guardarla meglio in viso, la bimba reggeva tra le braccia un cagnolino di pezza. «Tu vivi qui? O sei lontana da casa? Posso accompagnarti dai tuoi, se vuoi. Ho visto delle orme di animale e non vorrei che…»

«Leo!» esclamò la bambina, sventolando il cane di pezza.

Fiocco ridacchiò. «Oh, è stato il tuo cagnolino?»

D’improvviso, una grande ombra scese in picchiata su di loro. La ragazza indietreggiò, spaventata. La bestia aveva la pelle di pietra e proteggeva con le sue ali da pipistrello la bambina, che strillava allegra e per nulla terrorizzata: «Mammina!»

Gli occhi gelidi di quell’essere la incatenarono e Fiocco vide che il suo viso era molto simile a quello della bambina.

La Principessa cercò di balbettare qualcosa, ma venne prontamente zittita dal ruggito della creatura, che le scompigliò i capelli con tale forza da sfilarle il nastro.

Pietrificata dal terrore, Fiocco la guardò afferrare la bambina per le braccia con le zampe posteriori e spiccare il volo. La piccola la salutò con la manina, mentre veniva portata in casa attraverso il buco nel tetto.

Alla ragazza cedettero le gambe. Si sentiva come se stesse cercando di svegliarsi da un brutto incubo e cercò qualcosa intorno a lei che le dicesse che non era altro che quello, un sogno. Ma c’era soltanto il cane di pezza, abbandonato accanto a lei. Gli parlò come se fosse vero.

«Sono gargoyles.»

Serie: Le avventure di Principessa Fiocco


Avete messo Mi Piace5 apprezzamentiPubblicato in Fiabe e Favole

Discussioni

  1. Ciao Allison, sono un’amante sfegatata del fantasy (tanto che le storie che scrivo appartengono in gran parte a questo genere). Mi è piaciuto moltissimo questo incipit, sono d’accordo con altri nell’averlo trovato molto vicino alla favola. Non vedo l’ora di sapere tutto sugli abitanti della Casa del Noce e del villaggio dove vive la Principessa Fiocco.

  2. Ciao Allison e benvenuta fra noi. Molto interessante questo inizio serie e, aggiungo, scrivi veramente bene, che naturalmente fa la differenza. Mi piace particolarmente la cura che metti nella descrizione di ambienti e caratteri. Brava 🙂

  3. Anch’io non sono un grande lettore di fantasy (vero e’ che questa mi sembra più una fiaba) ma ho apprezzato molto la tua scrittura…in tono, sempre, con quello che stai raccontando, mai fuori posto. È un bell’inizio. Buon proseguimento!

  4. Benvenuta Allison, e complimenti per questo primo episodio. Che dire? In generale non amo il fantasy, ma qui mi hai conquistata con la trama, con i personaggi ben delineati con pochi colpi di pennello e con un uso della lingua davvero ragguardevole. Ti seguirò, non voglio perdermi i prossimi episodi.

  5. Ah ma questa poi…! Che dire, una fantasia senza fine che crea figure in continuazione, con abbondanza di dettagli.

    Una forma già fluida per questa storia giovane e piena di freschezza. Nonostante non sia il mio genere preferito, qui la creazione è sorprendente a mio parere.

    Il nostro compito è quello di inventare storie, personaggi, trame: più storia di così non si può.

    Brava Allison.