La chiesa

Serie: Momentum in Time


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Trinity e Julian accettano il patto con il servo del Diavolo. Scoprendo poi, di non essere gli unici ad essere stati ingaggiati...

Lord Sefered chiuse la valigetta, si mise in testa la bombetta e si alzò abbottonandosi il completo. <<Fra tre ore un ultimo treno partirà alla volta della cittadina di Giddings ad ovest, e poi fino ad Austin vicino al fronte . Da lì partirete nelle terre maledette alla ricerca di indizi, di colpevoli, sino a trovare il traditore su cui pesa la taglia e ucciderlo. Ora se volete scusarmi il mio tempo di permanenza è scaduto.>>

<<Cosa?>> chiese Julian confuso, squadrò il tizio mentre lo oltrepassava per aprire la porta e andarsene chiudendosela alle spalle. E quando il cacciatore la riaprì di colpo, del demone non vi era nessuna traccia, non era uscito dall’hotel, era letteralmente scomparso.

<<Bel casino…>> sospirò lasciando andare la maniglia.

<<Abbiamo fatto un patto con il diavolo alla fine.>>

Trinity tenne gli occhi fissi sul pianerottolo superiore, la mano stretta attorno al calcio della pistola, indietreggiò fino a lasciare la stanzetta assieme a Julian. Si congedarono con lo sceriffo e misero di nuovo piede sulla strada polverosa. Julian fece un profondo respiro mettendosi le mani sui fianchi, guardò ad ovest dove il buio coronava l’orizzonte. <<Quindi la nostra meta è laggiù da qualche parte, non sarà un’avventura di qualche giorno temo.>>

La cacciatrice seguì lo sguardo dell’amico e si perse nell’oscurità lontana: un patto con il Diavolo. La ricompensa. Troppo facile. O stavano per cadere in un tranello ben architettato, o il suddetto traditore tanto reclamato dal Signore degli Inferi è talmente pericoloso che non ne sarebbero usciti vivi. Quel Lord Sefered era stato sincero comunque, nessuna voce tesa, niente che trasparisse inganni. Trinity non aveva avvertito nulla di sinistro nel parlare con quell’individuo. Quindi presumibilmente la situazione è tragica, pericolosa e ignota.

<<Andiamo. Ci aspetta un treno.>>

<<Quindi la Chiesa sapeva che avremmo fatto un patto con il Diavolo, non riesco a credere che siano scesi a questi compromessi.>>

Julian fece spallucce noncurante, non erano affari suoi alla fine, conoscendo la devozione di Trinity era meglio stare zitti in questi casi.

Passarono davanti alla chiesa della città e lei si fermò ad osservare lo stile gotico di quella costruzione, niente di che paragonando con le immense chiese in Italia. <<Va avanti. Io ti raggiungo.>>

<<Non vorrai mica fare casini…>>

<<Non nella casa di Dio.>> Legò le briglie del cavallo alla staccionata vicino e senza attendere risposte dal cacciatore di mostri entrò spalancando l’uscio di legno vecchio scurito dal Sole.

Fece il segno della croce intingendo prima le dita nella bacinella di acqua santificata. Due navate e panche di legno ovunque, alcuni vecchi che pregavano, candele accese e freddo, tipico di quelle costruzioni in pietra. Tutto spoglio e privo di statue o altari con affreschi o quadri, solo vecchi sostegni con delle torce vecchie e secche da tempo. Sarebbe stato meglio spalancare finestre e porte per lasciar entrare l’aria primaverile, a dare un po’ di freschezza per così dire.

Avanzò lungo il corridoio centrale, i tacchi producevano un suono sordo e vuoto, ma nessuno fece caso a lei. Alcuni semplicemente pregavano a capo chino. Trinity sapeva bene che erano agenti della Chiesa, addestrati a sembrare semplici pellegrini in cerca di conforto divino.

<<Dovresti toglierti il capello figliola. Questa è la casa di Dio>> intervenne il parroco giungendo dalla sacrestia, mostrò un sorriso accogliente tenendo le mani congiunte. L’età avanzata e i capelli bianchi gli davano un’aria saggia e piena di consigli.

<<Sono qui per confessarmi e servire in eterno>> rispose lei senza guardarlo negli occhi, tenne gli occhiali scuri e lo sguardo fisso verso la croce posta davanti all’altare con un Cristo intagliato nel legno che mostrava sofferenza e dolore.

A quella frase il vecchio uomo si irrigidì, poi tornò gioviale come prima. <<Seguimi figliola.>>

Entrarono nella sacrestia dietro l’altare e il prete chiuse la porta. <<Mi è stato riferito che saresti giunta qui in nostro aiuto. Sono felice che tu sia arrivata sana e salva. Sono padre Jeremy.>>

<<Salute padre Jeremy. Avete qualche informazione da darmi?>>

Il prete rimase assente per qualche secondo a fissarla e poi si riscosse. <<Perdonami. E’ strano fare la tua conoscenza, è strano vedere una donna meravigliosa essere un soldato di Dio. Avrei tante cose da chiederti ma non ne abbiamo il tempo temo.>>

<<Ho un treno da prendere. Non ne abbiamo molto, so che anche voi capirete la gravità di questa situazione.>>

Padre Jeremy sospirò sedendosi sulla seggiola vicino all’armadio dove erano custoditi i calici e gli accessori per la messa. <<Ahimè si. Sempre più rifugiati si ammassano fuori città, io faccio quello che posso. Alcune chiese degli altri stati hanno inviato aiuti ma non tutti rispondono alle mie richieste. Presto saremo al collasso.>>

<<Non posso fare nulla per aiutarvi>> ammise Trinity. <<Solo combattere.>>

<<Dio ci mostra molte vie per aiutare gli altri. Già che tu sia qui è segno che ci sta ascoltando. Comunque ecco qui.>> Padre Jeremy tirò fuori una busta con il sigillo papale intatto dall’armadio e la consegnò a Trinity. <<Questo è tutto quello che ho da darti. Non mi è stato detto nient’altro, tranne che il cardinale Charles Bàton arriverà fra due settimane a Houston con aiuti e un esercito papale.>>

Trinity si sorprese di quella notizia. Conosceva il cardinale Bàton, un uomo dal polso ferreo, molto severo con i peccatori e primo inquisitore della Chiesa. Grazie a lui nel 1861 l’Italia si era unificata sotto la Santa Sede. <<E’ una buona notizia.>>

<<Non mi esprimerò in merito.>>

<<Che volete dire?>> domandò Trinity confusa.

Padre Jeremy guardò la porta chiusa quasi temesse che qualcuno stesse per sfondarla, poi si chinò avvicinandosi per poter parlare a voce più bassa. <<La tua fede nella Chiesa è forte. Io me ne sono andato anni fa da Roma. Tanti peccati sono stati commessi, cose indicibili e non mi importa se sarò punito per questo. Io ho aperto gli occhi e spero che un giorno lo farai anche tu, perché al di sopra della Chiesa c’è sempre qualcuno, e quel qualcuno è Dio.>>

<<Non capisco…>>

<<Capirai…prima o poi…>>

Il prete si alzò prendendo un rosario di legno dal ripiano. <<Tieni. Non è d’oro come quelli a Roma ma è pur sempre un rosario. Che possa proteggerti, e io ti assolvo dai tuoi peccati e da tutti i peccati che compirai non solo in nome di Dio, della Chiesa ma anche per te stessa.>>

Trinity chinò il capo accettando l’assoluzione. <<Grazie padre. Sapevate che la Chiesa avrebbe accettato un patto con il Diavolo?>>

Padre Jeremy si fece il segno della croce amareggiato. <<No. Ma se devo essere sincero, non sono sorpreso di questo…buona fortuna. Che Dio sia con te.>>

Annuendo lo salutò con un cenno del capo e se ne andò, confusa, con lo sguardo basso e molti pensieri per la testa. I suoni della città la riportarono con i piedi per terra, si riscosse cercando la strada per la stazione ferroviaria. Mise via il rosario nella tasca del cappotto e recuperate le briglie del proprio cavallo cominciò a camminare mescolandosi fra la folla che gremiva le strade.

Non attese oltre, e sostando vicino ad un abbeveratoio per far dissetare il cavallo, prese la busta e ruppe il sigillo papale per aprirla. Ne estrasse una lettera, la calligrafia a mano mostrava una sapienza nella letteratura e la grazia che nessuna macchina da scrivere avrebbe mai potuto superare.

Servitrice

Non indugiare lungo la strada irta di pericoli che ti si parerà davanti, la tua fede in Dio guiderà le tue gambe sulla giusta via. Non temere l’Inferno, perché non ti arrecherà nessun male fino a quando la tua spada sarà al servizio della Santa Croce. 

Proteggi i poveri e gli ammalati. Rendi giustizia agli innocenti, vittime del Male. Chiunque ti sbarrerà la strada sarà bruciato da fiamme divine. Non dubitare del volere di Dio. 

Attendi il servitore e le sue armate che possano darti aiuto, nella parola di Dio consegna ciò che l’Impuro offre e sii testimone del divino. Possa portare la pace in tutto il mondo.

Buona fortuna, servitrice                                                                                              

                                                                                                                                                             Papa Leone XIII

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