
La Colonia Terrestre di Nuova Terra
Serie: Una nuova Terra
- Episodio 1: In viaggio verso Tiger 72
- Episodio 2: Il Popolo Rotikawa
- Episodio 3: Due anni dopo
- Episodio 4: L’arrivo dei coloni terrestri
- Episodio 5: La guerra
- Episodio 6: Ritorno sulla Terra
- Episodio 7: Cronache dalla Terra
- Episodio 8: Le colonie terrestri
- Episodio 9: Un modo per partire
- Episodio 10: Ritorno su Nuova Terra
- Episodio 1: La Colonia Terrestre di Nuova Terra
- Episodio 2: Lura!
- Episodio 3: Il figlio di Matthew
- Episodio 4: Un arrivederci sulla Terra
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Nuova Terra in quindici anni aveva raggiunto un progresso tecnologico di sedici secoli, da un villaggio paragonabile ad una città del basso medioevo era divenuta, oggi, una moderna città del XXI secolo. Matthew, dopo aver messo di nuovo piede su quell’esopianeta, come era successo la prima volta, non riuscì a credere ai propri occhi.
Era sceso, insieme agli altri volontari e ai tre membri dell’equipaggio, dall’astronave Santa Maria per raggiungere all’esterno della pista di atterraggio la sede coloniale dell’agenzia Spaziale Astra. Un autista, poi, aveva condotto con un pulmino gli otto astronauti della Santa Maria nei loro alloggi, in un quartiere situato alla periferia di New Rome. Nel cielo volavano dei droni con piloti a bordo. Questi velivoli, molto utili ad evitare il traffico cittadino su ruote, venivano utilizzati dagli abitanti della colonia per gli spostamenti quotidiani.
Il posto dove Matthew e gli altri membri dell’equipaggio della Santa Maria furono alloggiati, era una sorta di residence con appartamenti individuali e una mensa dove venivano serviti la colazione, il pranzo e la cena. Il pulmino aveva attraversato quasi tutta la città di New Rome per arrivare al luogo di destinazione; quella che Matthew aveva conosciuto come Espero, la città del Popolo Rotikawa, praticamente non esisteva più (della città medioevale che lui aveva conosciuto erano rimaste solo le mura). Ogni limitazione astronomica o di altra natura del pianeta, per sopperire alle necessità primarie (ma non solo a quelle) di una popolazione che si era a dir poco triplicata, era stata superata dalla tecnologia portata dai terrestri. Quasi tutte le coltivazioni, ora, avvenivano in serre copribili, allo scopo di creare una alternanza giorno/notte, e dotate di luce artificiale in grado di fornire una giusta quantità di irradiazione diretta alle piante. Il settore primario della colonia aveva raggiunto la completa autosufficienza. Vi erano, poi, piccole industrie agroalimentari, manifatturiere, metalmeccaniche, chimiche e persino metallurgiche (praticamente la colonia aveva sviluppato anche un intero settore secondario quasi autosufficiente).
Azhar era un uomo schivo che aveva legato poco con Matthew e gli altri. Diceva di essere venuto su Nuova Terra per rompere con la quotidianità della vita sulla “altra Terra”; praticamente voleva farsi una vacanza che poteva permettersi, visto che era proprietario di un’autofficina e un autolavaggio a Roma che i suoi dipendenti potevano continuare a gestire. Carlo e Lisa abitavano a Firenze. Erano i due classici fidanzati innamorati, sempre insieme e mano nella mano; anche il loro obiettivo era quello di farsi una lunga vacanza su Nuova Terra. Zeno, anch’egli romano, era quello che più di tutti gli altri aveva legato con Matthew e che quasi sempre pranzava o cenava insieme a lui in mensa. Sua moglie lo aveva lasciato per un uomo venti anni più giovane di lui. Era andato in depressione e non poteva continuare a fare lo psicologo. Aveva, pertanto, preso anch’egli la palla al balzo per farsi una lunga villeggiatura. Matthew gli aveva raccontato una volta in mensa di quanto incredibilmente questo pianeta fosse cambiato in soli quindici anni, da quando lui vi aveva messo piede per la prima volta. «Avevo ricercato i tuoi articoli scritti quindici anni fa. Pare veramente tutto incredibile!» gli aveva risposto Zeno.
«Eppure è tutto incredibilmente vero!» aveva replicato Matthew. Era stato fatto, obiettivamente, un un grande lavoro. Sembrava di essere veramente su una seconda Terra e se non fosse che qui non scendeva mai il buio ci si sarebbe scordati di essere su un esopianeta! Ma quale era stato il costo da pagare? si era chiesto Matthew non riferendosi ad un prezzo quantificabile in termini di denaro! Tornò a pensare nuovamente a Lura, Trevor e al Popolo Rotikawa, (o almeno a quello che fu il popolo Rotikawa). La colonia contava cinquantamila abitanti, di cui circa trentamila vivevano a New Rome, la città più grande, che aveva inglobato Espero, l’originaria città Rotikawa; le altre due città erano Georgia e Cooper che si estendevano, rispettivamente, nei territori che erano stati abitati dai Nauari e dagli Haramasi e dai Pentaforze e dai Calundi. Esisteva una probabilità su trentamila di poter incontrare, passeggiando per la città, Lura o Trevor (se essi si fossero trovati a New Rome). Bisognava trovare un modo per aumentare questa probabilità, vi era un anno di tempo per farlo, ma come?
Un giorno, vagabondando per la città, mentre si trovava nel quartiere di Bodoni, vide una donna seduta su una panchina davanti alla stazione degli autobus. La guardò attentamente più volte, era lei, Lura! Si fece coraggio e a piccoli passi si avvicinò. Era giunto davanti a lei. «Lura! Sono Matthew, ti ricordi di me?» «Credo che abbia sbagliato persona, io non la conosco, mi dispiace!» Matthew farfugliò una frase della quale solo le ultime parole risultarono comprensibili, “Popolo Rotikawa”, ma la donna si era ora alzata dalla panchina per raggiungere un autobus. Vi salì sopra. Matthew rimase lì, fermo immobile, avrebbe voluto salire anche lui su quell’autobus per seguirla ma non lo fece.
Serie: Una nuova Terra
- Episodio 1: La Colonia Terrestre di Nuova Terra
- Episodio 2: Lura!
- Episodio 3: Il figlio di Matthew
- Episodio 4: Un arrivederci sulla Terra
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