La Sauna

Serie: La Curiosa


Eravamo da soli, la luce era bassa, la temperatura alta, ed i vestiti pochi. Tutte condizioni che mettono un essere umano sulla difensiva. Soprattutto una ragazza di quinta liceo con un uomo di quarant’anni.

«E…i tuoi amici?»

«Naah…loro no…dicono che la sauna è una cosa da vecchi…»

Non potei fare a meno di ridere. Lei si sentì in imbarazzo e immediatamente si scusò. Le dissi che non occorreva, mi aveva fatto sinceramente ridere. Intanto la vidi che osservava fuori dalla porta in vetro, dove avevo appeso il mio accappatoio, e c’era anche il costume. Lo fissò per un attimo, poi guardò me con aria interrogativa.

«Non si mette il costume, in sauna.. non va bene, non permette la corretta traspirazione.»

Mi fissò in silenzio. Attendeva? Sperava? Temeva? C’era un solo modo per saperlo.

«Ripeto: non si dovrebbe tenere il costume addosso, in sauna.»

Accennò una risposta:

«Ma… insomma, cioè, per me è imbarazzante stare senza….»

Non le risposi nulla. Mi limitai ad osservarla. Mi fissò per un attimo. Sapevo che stava pensando al discorso del mattino. A quanto un ordine valga quanto più è difficile eseguirlo. Abbassò la testa. Quando la rialzò per guardarmi, le stavo porgendo il secondo asciugamano.

Lo prese.

Uscì dalla sauna. Immagino che andò in bagno. Quando tornò, qualche istante dopo, vidi che prima di entrare appese qualcosa vicino al mio accappatoio. Qualcosa di verde mela. Entrò nella sauna avvolta nell’asciugamano che le avevo dato. Lo teneva stretto come se da quello dipendesse la sua vita. Non riusciva a sollevare gli occhi da terra.

«Hai visto che bel cielo, oggi?»

Istintivamente alzò gli occhi, rendendosi conto mentre lo faceva di essere in sauna. Mi guardò rabbuiandosi, ma io le risposi con un sorriso.

«Oh, hai finito di guardarti i piedi, allora…»

Capì, e sorrise anche lei. Sembrò ritrovare un po’ di sicurezza. Le chiesi:

«Secondo te è più difficile mettere a nudo il corpo o l’anima?»

Ci pensò. Poi mi disse una cosa che, lo devo ammettere, mi spiazzò.

«Ho sempre avuto paura di essere abbandonata. Fin da piccola. Dai miei genitori, dagli amici…anche ora ho paura di essere lasciata qua quando il bus per l’aeroporto partirà domani. E ho paura che i ragazzi mi cerchino solo per divertirsi. L’anno scorso l’ho fatto per la prima volta con Marco, a casa sua, quando i suoi erano via. Dopo due settimane si è messo con Cecilia. E ho paura che quando sarò con un ragazzo si aspetti che faccia certe cose, ma mi sento imbranata.»

Si era spogliata. L’asciugamano copriva ancora il suo corpo, nude erano le sue paure. Le aveva spogliate davanti a me.

Intanto, l’effetto della sauna si faceva sentire su entrambi. La mia fronte sgocciolava. Il suo asciugamano, madido, le aderiva addosso. Erano comparsi i capezzoli, due piccoli rilievi sotto il tessuto bianco.

Le dissi di versare dell’acqua sulla brace rovente. Si alzò, e la osservai anche da dietro: il sedere ben fatto era delineato nettamente sotto all’asciugamano. Tornò a sedersi. Una sua amica arrivò a chiamarla: salivano a lavarsi e cambiarsi, che poi sarebbero usciti. Matilde rispose che si sarebbe fermata ancora un po’ in sauna, e che non aveva intenzione di uscire, che era troppo stanca. L’amica, una tizia col piercing al sopracciglio e dei corti capelli tinti di un improbabile viola, fece spallucce e se ne andò.

Serie: La Curiosa


Avete messo Mi Piace4 apprezzamentiPubblicato in Erotico, Narrativa

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Discussioni

    1. Vero, non si sa molto del protagonista, se non indirettamente attraverso le cose che dice a Matilte. 🙂

  1. Il prossimo episodio si intitola “Ed ora”? ed è proprio la domanda che attraversa la mia mente. Ci sono tutte le premesse affinchè questo incontro si concluda secondo natura, ma è il rapporto tra questo adulto e questa ragazzina ad essere fuori dall’ordinario. Hai saputo montare un climax crescente, seminando dei punti che stanno per ricongiungersi…Ed ora?

    1. Parentes: sai che non è stato per nulla facile trovare i titoli? devo imparare a dedicarmi di più a questo aspetto. Il racconto è nato come racconto singolo, lho “spezzato” in episodi per pubblicarlo. E dopo averlo frammentato, ho cercato un titolo che potesse calzare. Esercizio divertente, ma non facilissimo 🙂
      Ciò detto, sono davvero contento del tuo commento, ti ringrazio!!! Credo che arrivare al punto in cui il lettore stesso dice “ed ora?” e voglia saltare al capitolo successivo, sia la massima soddisfazione che si possa avere, quando si scrive 🙂 Grazie davvero!!!

    1. Ti ringrazio! è un concetto che torna diverse volte nel racconto, è qualcosa sul quale ho insistito perchè volevo fosse chiara la predominanza della parte psicologica 🙂

    1. si, è un po’ buffa come espressione 🙂 detta poi da un soggetto che non sembra avere un grandissimo senso del pudore! 🙂

    1. in realtà questo racconto è vecchiotto… l’ho spezzato in 6 episodi per poterlo pubblicare 🙂