Notte.

Serie: La Curiosa

Alle tre di notte, venni svegliato da un forte bussare.

Mi avvolsi il lenzuolo in vita ed andai alla porta. Era Matilde. Aveva indosso la maglietta della prima sera, ma stavolta era senza leggins. Aveva in mano un pezzo di stoffa nera stretta nel pugno. Era scalza.

«Ho detto alle mie compagne che ho conosciuto un ragazzo di un’altra scuola, un olandese…»

Ricordai di avere visto degli autobus dei Paesi Bassi nel posteggio dell’hotel.

«E…beh, le chiedo scusa, ma era più facile che dire la verità. E hanno detto che mi coprono, se poi racconto loro come è andata. Ma ci penserò domani. Devo essere nella mia camera per le sei e mezza al massimo, comunque…»

«Entra.» Mi limitai a dirle, con un sorriso. Osservai cosa aveva in mano.

«Questo è per lei…..visto che mi ha restituito il costume…mi sembrava scorretto non sostituirlo con qualcos’altro.»

Presi il pezzo di stoffa che mi porgeva, e mi accorsi che era un piccolo slip nero. Nello stesso momento notai che sotto la maglietta non aveva slip, non se ne vedeva il segno sui fianchi.

Le sfilai la maglietta. Rimase nuda, le braccia abbandonate lungo i fianchi, ed un sorriso carico di fiducia sul volto.

«Mi aiuti a diventare una brava schiava, per favore. Mi istruisca, mi protegga. Mi aiuti a scoprire i miei limiti ed a trovare la capacità di superarli. Mi aiuti a diventare una donna forte. Farò tutto quello che mi dirà di fare per riuscirci, glielo prometto.»

Sorrisi. La feci salire sul letto. Per un momento, fui tentato di legarle i polsi, ma preferii non farlo: piuttosto, le ordinai di rimanere immobile qualunque cosa avessi fatto. No, non volevo metterla alla prova. Volevo piuttosto darle modo di dimostrare a me, ma soprattutto a sè stessa, che era capace di ubbidire, che non avrebbe fallito.

Presi però una maglietta, la arrotolai più volte a formare una striscia di stoffa, e la bendai. Quindi le mie mani scivolarono sul suo corpo, andarono all’esplorazione di quel territorio quasi inesplorato. Le mie dita sfiorarono il suo collo, le sue labbra, il suo seno. Sussultò quando le pizzicai i capezzoli, e gemette quando strinsi i suoi seni nelle mie mani, massaggiandoli delicatamente, poi con forza, poi di nuovo delicatamente.

Le mie dita scivolarono dentro di lei, sia dove era abituata a fare da sola, che dove non era mai entrato nessuno, e le strappai un sussulto. E sempre si sforzò di tenere le braccia lungo i fianchi, con le mani aggrappate al lenzuolo.

Quando fui dentro di lei, e solo allora, le staccò per aggrapparsi a me.

Quando il mio seme le bagnò ventre e seno, tremava felice.

Alle sei purtroppo la sveglia interruppe la nostra solitudine. Aveva gli occhi lucidi, mentre si lavava il viso e rimetteva la maglietta.

E io avevo un peso sul petto che mi impediva di sorridere come avrei voluto. L’aereo di ritorno non era lo stesso. Ci saremmo salutati lì. Nuovamente, la accompagnai alla porta, sapendo che stavolta, davvero non l’avrei più rivista.

Quando richiusi la porta, mi sentii incompleto, come se mi avessero asportato un pezzo. Pensai di rimproverarmi per essermi cacciato in quella situazione, una situazione che, sapevo fin dall’inizio, non sarebbe andata da nessuna parte. Mi feci una doccia, con tutta calma. Feci la valigia. Poi, dopo che ebbi visto dalla finestra gli autobus della scuola di Matilde ripartire, scesi a fare il check out. Appena dissi alla donna alla reception il numero della mia camera, questa mi disse:

«Ah, c’è una busta per lei.»

Tutto questo, accadde circa due anni fa. Prima che cambiassi lavoro, e prima che cambiassi casa. Se sia una storia bella o brutta, triste o felice, lascio giudicare a voi. Ricordandovi solo che la sensazione che proviamo di fronte a un’opera è frutto al 50% dell’opera stessa, ed al 50% delle nostre passate esperienze.

E con questo, direi che abbiamo concluso.

E mentre ora il dito medio della mia mano destra sta per picchiare sul tasto “.” per segnare la fine di questo racconto, dalla porta del mio studio sta entrando qualcuno, con in mano due tazze di tisana. É a piedi scalzi, come al solito. E casualmente, indossa una t-shirt lunga e dal collo largo, con disegnato un cucciolo. La spalla è scoperta, ma questa volta non c’è nessuna spallina a solcarla. Indossa solo quella tshirt, oltre al collare. E sul collare, la targhetta col nome: Nymeria. 

FINE

Serie: La Curiosa
  • Episodio 1: L’incontro.
  • Episodio 2: Una tisana per due
  • Episodio 3: Colazione
  • Episodio 4: La Sauna
  • Episodio 5: Ed ora? 
  • Episodio 6: Notte.
  • Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Erotico, Narrativa

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    Discussioni

    1. Questa Serie mi è piaciuta molto. Oltre alla narrazione in sè e allo sviluppo di un arco narrativo graduale e degno di essere seguito, di interessante ci sono proprio le dinamiche fra master e slave, sono concetti sconosciuti a molti e che stuzzicano sicuramente molta curiosità, soprattutto in tema di superamento dei propri limiti. Sei stato molto bravo a trattare questo genere pieno di insidie, in cui è facile scivolare e avere cadute di stile. Complimenti Sergio, alla prossima!

    2. Ciao Sergio, urgono due premesse:
      1 Non ho mai letto “50 sfumature”
      2 Sono mamma di una liceale 18, linguistico, che spesso prende l’aereo con la scuola per recarsi all’estero per gite/scambi culturali 😀 😀 😀
      Di norma non amo l’erotico, ma questo è garbato e mi è piaciuto. Anche la fine ci stava tutta!!!

      1. Ciao Micol,
        1: meglio! in realtà tutto non l’ho mail letto nè visto nemmeno io, ho letto diversi stralci quando andava di moda, parlato con persone che l’hanno letto, ed ho avuto un tracollo scrotale (mi son cadute le palle), sentendo l’urgenza di porre rimedio a quelle scempiaggini…
        2: OUCH! se ti può consolare, io vado spesso in viaggio per lavoro (beh, andavo, prima del covid), ma in realtà raramente ho beccato gruppi di liceali, e mai negli hotel dove stavo io 🙂
        In effetti questo è un erotico molto soft, diciamo che l’aspetto sessuale è quasi incidentale, il fulcro del racconto è la curiosità di Matilde, il come vengano dipanati tutti i dubbi (beh, quasi) su quel tipo di relazione, e la nascita del rapporto tra loro due.
        Personalmente mi diverte scrivere anche erotico, però “est modus in rebus”. Ho altri racconti erotici, compreso il seguito de La Curiosa (“Rieccoci. Mi sono reso conto che è stato piuttosto scortese da parte mia lasciarvi senza dire cosa ci fosse scritto in quel biglietto. Quindi rimetto le mani sulla tastiera e vi racconto il seguito” è l’incipit), però vanno molto nel dettaglio, li trovo inadatti a questa sede. Come scrivevo in un commento ad un altro racconto erotico che ho letto qui, anche i racconti esplciti possono essere scritti bene, tuttavia probabilmente q

      2. ops…inviato per errore.. tuttavia, dicevo, probabilmente questa non è la sede più idonea per pubblicarli.
        Forse forse forse il seguito de La Curiosa, senza pretese, un giorno lo pubblicherò. O più facilmente, scriverò qualcosa di nuovo, più “bilanciato” (in cui l’aspetto erotico sia uno dei temi), non un susseguirsi di “lui fece/lei fece”, quelli restano nel mio drive o vanno altrove 🙂

      3. Grazie per il feedback! come avrai capito dalla mia risposta (un prolisso, as usual, flusso di pensieri), ero ancora indeciso se pubblicare o meno gli altri racconti erotici (ero comunque più per il no che per il si), e ora confermo il no.
        Non che li “disconosca”, per carità. Li trovo comunque di facile e piacevole lettura, ma pur sempre degli esercizi fine a sè stessi, la parte narrativa è debole e carente. Quindi non è questo il loro luogo 🙂 Se tornerò sull’eros, sarà con qualcosa di nuovo, dove l’aspetto erotico sarà un mezzo, non il fine. 🙂

      4. Sergio apprezzo molto l’attenzione che riponi nella scelta di cosa pubblicare e cosa no. Grazie davvero.

      5. @tiziano-pitisci Figurati, ci mancherebbe! Quei racconti, così come “La Curiosa”, li avevo pubblicati in precedenza su altri siti (da cui poi li ho rimossi, per poterli pubblicare qua! 🙂 ) dove erano comunque adatti al contesto. La Curiosa non mi son fatto problemi a pubblicarlo perchè è un racconto a cui sono affezionato, e non ci sono situazioni pornografiche gratuite. Gli altri, per quanto comunque scritti in un italiano decente (altrove ho letto cose che voi umani… congiuntivi in fiamme al largo dei bastioni di orione, e i “gli” balenare nel buio associati a personaggi femminili…) sono molto, molto più espliciti, ed hanno una trama deboluccia. Sono quasi delle “telecronache” di un situazioni particolari. Per questo motivo preferisco non pubblicarli.
        Mentre ho un enorme dubbio per il seguito de “la curiosa”. E’ lì, pronto, verrebbe una seria di 8 racconti. Solo che per me il sequel non è all’altezza dell’orginale. Mettiamola così: ne “la curiosa” le componenti psicologica e fisica sono 70% – 30%, nel seguito sarebbero 40% – 60%.
        Però non è detto, magari prima o poi… 🙂

      6. ps: dimenticavo: ed io apprezzo chi, oltre ai racconti, legge anche i commenti degli altri lettori! 🙂 lo faccio sempre anche io, da un lato perchè son curioso, dall’altro perchè offrono spesso altre chiavi di lettura del testo 🙂

    3. Ecco hai smentito il mio commento precedente, comunque non del tutto, perchè l’atto vero e proprio è un paio di righe, le cose importati sono le altre.
      Complimenti anche per il finale, mi è piaciuto molto

      1. Non ti ho scritto niente di là perché non sapevo se avessi già letto la fine..
        Eh, alla fine sono umani anche loro, cobcediamoglielo ?
        Per il finale, son contento ti sia piaciuto!