La danza della nascita dei guerrieri

Primo giorno di primavera.

Il sole sta calando dietro le alte montagne che circondano la prateria sconfinata dove Leila e la sua tribù si erano stabiliti poco prima dell’inverno. Nomadi e cacciatori, oltre che guerrieri, lei e i suoi famigliari indiani erano arrivati dal nord non appena i territori dove si erano stabiliti l’anno precedente erano stati lambiti dal gelo polare di origine artica.

La sera si avvicina e dalle teeppee piantate saldamente a terra e disposte secondo l’ordine stabilito dal capo tribù, escono giovani donne e anziane madri, nonchè piccoli bambini sorridenti.

Mancano gli uomini, riuniti poco lontano per il rito iniziatico che sta per svolgersi attorno al falò, sapientemente curato dagli anziani dell’accampamento.

Il primo giorno di primavera, dopo aver superato alcune prove durante il giorno, i giovani maschi considerati ormai adulti, ricevono dal capo tribù un amuleto di osso di bisonte e sono chiamati a scegliere la moglie che li accompagnerà per tutta la vita. Il passaggio dalla vita spensierata e fanciullesca a quella adulta, dalle attività ludiche dell’essere bambino alle responsabilità dell’essere uomo. 

Cheveyo, detto Spirito Guerriero e figlio del capo Chogan, Uccello Nero, per via degli scuri capelli, è tra i maschi che questa sera diventeranno ufficialmente, nel rito di passaggio, guerrieri indiani.

La giornata è stata lunga e dopo aver superato una prova di caccia e alcune prove di forza e abilità, i futuri guerrieri vengono condotti, bendati, e scortati dagli uomini più adulti, fino al falò. Seduti, ma sempre ad occhi chiusi, fumano ora la grande pipa della pace, preparata per l’occasione dallo sciamano Askuwheteau, o semplicemente detto Colui che Veglia sul suo Popolo.

Prima del rituale, i giovani ragazzi stanchi vengono punti con un liquido allucinogeno per far sì che le loro volontà siano più volubili e che l’istinto possa prevalere sulla ragione. La scelta di una moglie, in fondo, è un atto di passione non per forza ragionato.

Leila, Spirito Puro, è pronta a danzare. Non è la più bella e neanche la più abile a tessere o cucinare; ma è molto semplice, dolce e determinata. Non riceve di solito molte attenzioni e questa sera spera di conquistare il giovane Avonaco, detto Orso Magro per la massiva peluria che gli cresce rigogliosa sul petto, e anche lui non molto richiesto dalle donne.

Appena arriva davanti al falò, però, tutti gli occhi sono per lei. Alta e slanciata, con gli occhi scuri e profondi finemente dipinti di azzurro, Il sorriso le illumina il viso, segnato da una cicatrice e con un piccolo neo sopra la guancia destra. Le spalle gracili di una giovane donna, e il vestito beige, lungo fino ai piedi, con lunghe frange tagliate, I piedi nudi, semplici e lisci. Muove le braccia dolcemente, con gesti calmi, lenti, precisi, sinuosi. Sotto al vestito si intravede il seno, ancora mai mostrato ad alcun uomo, gonfio e desideroso d’amore. Il suo ventre, puro e segreto, si riesce solo ad immaginare mentre i suoi movimenti diventano più rapidi. Di spalle, lunghi capelli scuri scendono fin sopra il sedere, e i lineamenti delle natiche si intravedono appena.

Seduti a terra, Cheveyo e Avonaco guardano Leila con desiderio e passione, bramandone il corpo e lo spirito.

Il sole illumina ancora le tende e il terreno su cui si sta compiendo quel magico rituale. La terra odora di nuovo, di umido, e di rinascita.

Il vecchio Askuwheteau urla un antico mantra e tutte le donne si fermano, compresa Leila. 

Questo è il momento della scelta. Lei prende un arco, carica una freccia e la scocca rapida verso l’alto. Prima che ricada a terra, l’uomo deve prendere la ragazza che diventerà così sua moglie. Prima che Cheveyo e Avonaco possano fare qualcosa, ecco però che Chochuschuvio, o Cervo dalla Coda Bianca, prende il braccio la giovane Leila sancendone così l’unione.

Lo sciamano si avvicina, li benedice, e i due scappano rapidi dentro alla tenda preparata per loro, mentre altre coppie si uniscono formando le nuove famiglie. Avonaco, Orso Magro, sceglie la piccola e minuta Ciquala, Piccola Donna, mentre per il figlio del capo tribù, Cheveyo Spirito Guerriero, lo sciamano ha pensato a Howahkan, Voce Misteriosa, la più affascinante e prosperosa fanciulla del villaggio. Per uno strano destino, forse pilotato, la coppia si forma e si avvia verso il suo futuro.

Leila e Chochischuvio, guardano le stelle dalla sommità del teepee, e prima di lasciarsi andare alla loro notte d’amore passionale, si abbracciano intensamente.

Il prossimo inverno, nascerà il piccolo Amitola, o semplicemente Arcobaleno.
Segno di speranza. Segno di rinascita.

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Discussioni

  1. Questo racconto denota molta fantasia. E che l’autore è entrato nello spirito del Lab, cioè, ha ricreato il clima del racconto western. Carina questa ricerca della donna ideale (accoppiamento di gruppo, ma ciascuno per sé ?). Bravo Marco, alla prossima.

  2. Ciao, Marco!
    Breve e conciso, ma denso e appassionato. Sembra l’eco di un antico racconto, che ricorda quasi un sogno. Complimenti!

  3. “Il sole illumina ancora le tende e il terreno su cui si sta compiendo quel magico rituale. La terra odora di nuovo, di umido, e di rinascita.”
    Questo passaggio mi è piaciuto ?

  4. Ciao Marco, sono d’accordo con Alessandro. Bel lab, dolce come una favola. Mi restituisce l’immagine di un ava mentre racconta alla nipote della sua gioventù, in una calda sera d’estate.

  5. Ciao Marco,
    è il primo tuo brano che leggo ed è il Lab di questo mese.
    E’ proprio il caso di dire che tra i due litiganti il terzo gode, molto bella la descrizione del ballo.
    Bravo continua così