La Grande Ipoteca

Serie: Nexus: Oltre Il Presente E Il Futuro


«Papà, quando andiamo al mare?» domanda il figlio di Alvise. Alvise Ganci è il responsabile di un settore che si occupa di contabilità in una grande azienda.

«Già, Alvise, cosa rispondiamo al nostro piccino?» aggiunge la moglie Oriana.

«Fra qualche settimana ci organizziamo, prendo una settimana di ferie e andiamo tutti a rilassarci!»

E arrivano i primi di luglio. Finalmente la tanto sognata vacanza sta per diventare realtà. Alvise e Oriana Ganci sono proprietari di un piccolo appartamento sul mare, acquistato qualche anno prima con sacrifici e la promessa reciproca di non fare il passo più lungo della gamba. E così è stato, visto la stabile economia della famiglia. La moglie, Oriana, scrive per una rivista di moda e i suoi articoli sono molto apprezzati dai lettori.

«Vado a prelevare qualcosa per il viaggio, mentre voi sistemate le ultime cose». Uno sguardo al figlio Cristian «mi raccomando, aiuta la mamma e non fare il pantalone». E’ abitudine di Alvise utilizzare quel termine, con tono scherzoso, a voler intendere di non girarsi i pollici e darsi una mossa.

Mentre sta per uscire si ferma davanti al televisore che sta trasmettendo il notiziario: «il debito pubblico pro-capite è salito a 42.000 Euro». Una smorfia sul volto per poi proseguire verso la porta «non ne usciremo mai».

Esce e si dirige verso il più vicino Bancomat. «Un centinaio di Euro dovrebbero bastare fra gasolio, autostrada e pause lungo il tragitto» pensa. Giunto allo sportello automatico, inserisce la carta e digita il pin. Sullo schermo compare la scritta “Carta non valida. Rivolgersi alla propria filiale”. E’ già successo altre volte e Alvise non si scoraggia e riprova «i soliti messaggi standard per coprire i disservizi di un sistema che fa acqua da tutte le parti». Per ben tre volte compare la medesima scritta. Poi, finalmente, l’accesso alle funzioni di prelievo. 

Digita l’importo, 100 Euro, ma il sistema risponde che la disponibilità massima è di 20 Euro.

«20 Euro? Ma stiamo scherzando?». Allarmato da una possibile clonazione della carta, prova a verificare il saldo sul conto corrente. Ma è tutto regolare. Riprova nuovamente a prelevare la somma necessaria, ma la risposta è sempre la stessa: 20 Euro.

«Non si può ragionare con uno sportello automatico» afferma ridendo, anche se il sorriso è un po’ amaro non tanto per l’impossibilità di prelevare quanto per il senso di relativa impotenza. Ritorna a casa e comunica alla moglie Oriana di non essere riuscito a prelevare l’intera somma che aveva in mente, probabilmente per un disservizio del circuito. 

«Mi ha concesso solo 20 Euro». La moglie lo guarda, fa un gesto distensivo con le braccia «le banche sono banche, lo sai no? Non ti preoccupare, ho qualcosa io da parte per alcune mie piccole spese. Li usiamo, poi li prelevo una volta giunti a destinazione».

Tutto a posto. Si può partire.

Il viaggio non è molto lungo. Il tragitto è di circa 200 Km. Non c’è molto traffico, cosa non abituale per il periodo.

«Siamo stati fortunati!». Alvise è sorridente. Con la mano destra accarezza i capelli della moglie e fa un gesto di intesa verso Cristian «il capitano comunica all’equipaggio che, fra un paio d’ore circa, ci faremo tutti un bel bagno».

Giungono a destinazione senza intoppi. Parcheggiano l’auto sotto casa. Anche il parcheggio è insolitamente vuoto. Normalmente occorre girare parecchio nei vari isolati per trovare un posto dove lasciare l’auto. 

«Oggi sembra proprio che il Bancomat ci abbia portato fortuna» afferma Alvise mentre aiuta la moglie a scaricare le borse dall’automobile. «Tu inizia a salire e apri per far passare un po’ d’aria, al resto ci penso io». Oriana prende l’ascensore e giunge al terzo piano. Arriva davanti alla porta e tira fuori le chiavi. Ma non entrano nella serratura. Prova e riprova ma nulla di fatto. Nel frattempo è salito anche il marito con le borse.

«Che succede?»

«Le chiavi non entrano». 

«Che significa, non entrano?» replica Alvise.

«Che non entrano nella serratura!» risponde un po’ infastidita Oriana.

«Fammi provare…». L’uomo prende le chiavi ma non riesce a concludere nulla. Nel frattempo li raggiunge sul pianerottolo un vicino, residente nello stabile. «Buongiorno. Volevo avvisarvi che, qualche giorno fa, è venuto un funzionario della banca con un paio di aiutanti ed hanno cambiato la serratura».

«Come????». Alvise e Oriana rispondono all’unisono.

«Sì, hanno lavorato circa 30 minuti. Mi è sembrato un po’ strano che a farlo fosse un funzionario della banca, almeno così si è presentato, ma in realtà non mi sono posto altre domande ed ho comunque pensato che voi foste al corrente».

Alvise è incredulo. «Un funzionario di banca che cambia una serratura? Ma stiamo scherzando? Dove sono le telecamere? E’ una candid camera?»

«Nessuna candid camera, signor Ganci, glielo garantisco. Ma se può tranquillizzarla un po’, nessuno è entrato in casa, hanno solo cambiato la serratura e se ne sono andati, quindi non erano sicuramente ladri».

Alvise e Oriana si guardano. Cristian domanda «che succede? Non andiamo più al mare?»

«Non ti preoccupare» rivolto al figlio con tono rassicurante «adesso papà mette tutto a posto. Non mi resta che telefonare alla banca» aggiunge mentre fa un cenno di intesa al vicino per ringraziarlo delle informazioni.

Chiama il numero della banca dedicato ai titolari di mutuo. L’operatore risponde «codice 357wma, sono Elena, in cosa posso esserle utile?»

«Buongiorno, sono Alvise Ganci, titolare di un mutuo acceso presso il vostro istituto di credito. Sta succedendo una cosa strana. Mi hanno riferito che un presunto funzionario ha fatto cambiare la serratura. Premesso che mi sembra bizzarro, ci sono stati problemi sul pagamento delle rate di cui non sono a conoscenza?»

«Attenda un attimo che verifico, signor Ganci» risponde l’operatore con la consueta e meccanica gentilezza.

Passano interminabili secondi. Un’eternità. Poi ecco l’operatore nuovamente in linea «Signore, dovrebbe recarsi nella sua filiale domani mattina, con urgenza. Altro non sono in grado di dirle».

Alvise perde la calma e inizia a gridare, al punto che altri vicini si affacciano sul pianerottolo «ma come sarebbe a dire! Che significa che non è in grado di dirmi altro?». Ma l’operatore, senza perdere la calma «signor Ganci, mi dispiace, io vedo solo un flag rosso sulla sua posizione e l’avviso che le ho comunicato. Non ho l’autorizzazione a vedere altre informazioni».

Cristian è spaventato, non era mai capitato di vedere il padre così alterato. La mamma cerca di tranquillizzarlo.

«Dobbiamo tornare a casa! Subito!»

Ricaricano l’automobile con le borse e ripartono. Quello che era stato all’andata un viaggio verso la serenità, si è trasformato in un silenzioso e faticoso ritorno a casa.

Il giorno dopo Alvise si reca in filiale come richiesto nell’avviso comunicato telefonicamente. Il direttore lo accoglie con aria molto seria «buongiorno signor Ganci».

«Cosa sta succedendo? Che significa questa faccenda della serratura? Io ho sempre pagato regolarmente le rate di mutuo. Non comprendo». Il Direttore fa accomodare Alvise nel suo ufficio. «Vede signor Ganci, il paese in questi anni ha dovuto affrontare molte emergenze e sa bene quanto sia indebitato. Lei è un contabile, quindi sa. I debiti vanno ripagati e, dunque, lo Stato ha concesso gli immobili dei privati come garanzia per ottenere finanziamenti per la spesa pubblica. Mai avremmo pensato che sarebbe scattata la clausola di salvaguardia».

«Di quale clausola sta parlando? Io non ho firmato nessuna clausola. L’ho letto bene il contratto di mutuo».

Il direttore non si scompone «non è una clausola che ha firmato lei. L’ha firmata lo Stato con la Banca Centrale. Soldi in cambio di immobili dei privati. O meglio…ipoteche. Ma ora, siccome il debito è diventato troppo alto, ne viene richiesta la parziale restituzione. Di conseguenza svariati immobili sono passati dalla disponibilità dei privati a quella della Banca Centrale.»

«E come sono stati scelti gli immobili da rubare, perché è quello il termine giusto, ai privati?????»

«A caso…da un cervellone al Ministero» risponde pacatamente il direttore alzando le braccia «e ci siamo dovuti adeguare di conseguenza».

«Quindi mi sta dicendo che non sono più proprietario dell’immobile?»

«E’ così, signor Ganci, mi duole dirlo ma è così. Ed è solo l’inizio purtroppo. In molti, nei prossimi mesi e nei prossimi anni subiranno la stessa sorte, perché il debito sta diventando sempre più grande e la Banca Centrale sempre meno paziente».

Alvise è sconvolto. 

«E non è tutto signor Ganci» ora il tono è quasi paterno e gli occhi lucidi «avrà notato che, ad oggi, può prelevare soltanto 20 Euro…».

«Come fa a saperlo????»

«E’ così per quasi tutti» replica il direttore «lo sa che il debito pubblico pro-capite è salito a 42.000 Euro?».

«Certo che lo so! Anzi, l’ho sentito proprio prima di partire per quella che pensavo fosse una vacanza nella mia casa, acquistata con i miei sudati risparmi!»

Il direttore prosegue con tono sempre più pacato e con gli occhi sempre più lucidi «al Ministero hanno deciso di utilizzare anche il risparmio privato per coprire la restituzione del debito richiesta dalla Banca Centrale, di conseguenza chi ha una disponibilità sul conto corrente inferiore all’importo del debito pro-capite, può disporre di 20 Euro al giorno come forma di sussistenza temporanea e di emergenza».

Alvise è disperato «ma così avete ipotecato la mia vita e quella di mio figlio!»

«Non noi, ma il Sistema. Ora, se non le dispiace, ho appuntamento con un’altra famiglia che condivide con voi lo stesso destino».

Serie: Nexus: Oltre Il Presente E Il Futuro


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

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Discussioni

    1. Ti ringrazio della lettura e dell’apprezzamento. Lo scopo di questa serie è proprio quello di raccontare una versione (del tutto personale ovviamente) della realtà “oltre” la logica che, spesso, non è sufficiente a spiegare gli eventi che si verificano.