La madama dei soldi

Vestiva sempre di nero, lei, perché era il tessuto più economico.

Viveva in una stamberga, lei, perché non voleva spendere troppo denaro.

Suo figlio era stato male, si era ammalato di poliomelite, ma di pagare i dottori non ne aveva voluto sapere, lei, così suo figlio era rimasto invalido per tutta la vita. Suo figlio gliel’aveva rinfacciato. «Mamma, guarda come mi sono ridotto».

«Mi avresti rimborsato, tu? Non credo. Quindi sta’ zitto e pensa a mangiare la minestra» rispondeva lei.

Tutti la chiamavano la Megera, ma di spalle. Quando entrava in banca era croce e delizia degli impiegati. Adoravano i suoi soldi perché ne depositava in quantità, lei, ma pretendeva i migliori investimenti. «Questa crisi mondiale… è il mercato immobiliare. Meglio investire nei beni rifugio» diceva lei. Il promotore finanziario cercava di avere iniziativa, ma non ce la faceva: lei ne sapeva sempre una più del diavolo; conosceva meglio di tutti i mercati mondiali perché leggeva a scrocco il Financial Times e tutti i giornali finanziari del mondo.

Molti si chiedevano che vita facesse. Doveva essere morigerata fino all’estremo, perché viveva come una stracciona ma era piena di soldi.

Un giorno un reporter la raggiunse. «Signora, lei è ricca sfondata, eppure vive in condizioni di indigenza…».

«Non sono una barbona, io. Vivo con quel che serve, non mi servono lussi inutili».

«Ma come fa a essere così motivata?».

«Risparmio in vista di una cosa molto importante».

«Che sarebbe?».

«Non lo so con precisione, ma so che è molto importante. Quando arriverà l’occasione, la riconoscerò e spenderò i soldi – quelli che servono – perché io mi goda una buona vecchiaia».

Il reporter vide che poco lontano c’era il figlio di lei che le faceva il dito medio.

Gli anni trascorsero e il patrimonio di lei accrebbe. Gli affari prosperavano e accumulava quanto più denaro possibile. Aveva delle partite doppie che conservava gelosamente in cui segnava i pochi dare e i tanti avere.

Un giorno quello stesso reporter ricevette una notizia. Lei era morta. Il reporter accorse e vide che la stamberga era sempre la stessa, solo un fiocco nero indicava un decesso recente. Bussò alla porta e gli aprì il figlio poliomelitico. Non piangeva, era arrabbiato. «Quella vecchia megera… è morta e nel testamento ha disposto che tutti i soldi vadano ai Rotschild, a me non va niente».

«Ma alla fine la cosa importante di cui diceva, quella per cui risparmiava in maniera compulsiva, è successa?». Il reporter era curioso, prendeva appunti.

«No».

«Ma di che cosa si trattava?».

Per quel che gli permettevano le stampelle, il figlio fece spallucce. «Non lo sapremo mai».

Il reporter titolò:

È MORTA LA MADAMA DEI SOLDI

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Responses

    1. Ciao e grazie! Sì, ho visto oa chi è Mazzarò perché mi ero dimenticato chi fosse (scusami, ma ho sempre tante cose per la testa). Per il personaggio mi sono ispirato a un video che ho visto su Facebook (credo di Icone) di una tale molto spilorcia negli Stati Uniti di inizio secolo scorso, poi ho scritto il racconto il 23 maggio e solo oggi l’ho pubblicato.
      Buona serata!