La malagiustizia

Serie: IL GIUDICE (L'inganno dell'evidenza)


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Vanni riesce a convincere Andrea a sottoporsi all’intervento; il ragazzo lo comunica a Giada e, stupito dall’entusiasmo della dottoressa, vuole capirne il motivo e cerca il passato di lei setacciandone i profili social.

Andrea fece scorrere il mouse sino in fondo; c’erano foto in cui Giada era insieme a un’altra ragazza molto somigliante a lei.

“Questa di certo è la sorella. È più robusta, ha un paio d’anni in più, ma è identica a lei… Queste sono foto di feste… auguri, post scherzosi… e qui che successe? Perché questi messaggi così tristi? Addirittura le condoglianze per la perdita della sorella. E com’è morta? Ah, ecco qua, questo è l’ultimo post: ‘Che sia maledetto chi abusa della buona fede di persone innocenti e si serve dell’amore per fare del male con crudeltà, senza curarsi delle conseguenze’. Forse non è morta per cause naturali; vediamo nei profili di quelli che hanno commentato se c’è qualche indizio. Ecco, questo ha ritagliato il titolo di un giornale: ‘Cade l’accusa di istigazione al suicidio per il ragazzo che mise in rete foto intime della fidanzata, Lia Ferrari. Lei non aveva retto alla vergogna, acuita anche dai feroci commenti degli utenti, e si era uccisa’. Adesso è chiaro perché è tanto interessata al mio caso: rivede nei miei problemi quelli della sorella. La storia si ripete: la vittima è sempre colpevole… come mia madre: ‘Forse era una poco di buono: il bambino non aveva un padre. Per me il ladro lo conosceva. Dicono che addosso non aveva le mutandine.’ Poi: ‘Che strano, il figlio non chiede mai cosa è successo’. Io ho ascoltato fin troppo dietro le porte e mi fate schifo tutti.”

​Anche Giada, quella sera, era davanti al computer. Diede un ultimo sguardo alla scheda di Andrea.

​”Ok, ragazzo, a domani. Adesso è meglio spegnere i pensieri. Vediamo in TV che c’è… Questo film l’avrò visto dieci volte, quest’altro pure, le storie infinite del true crime… qui c’è uno spettacolo di musica, ma sì, magari mi rilassa… Suona proprio bene questo bassista… bravo, cameraman, vai con la zoomata sui particolari: bell’uomo, palestrato… ah, non era sufficiente, ci voleva anche il look studiato: tatuaggi, abiti strani, movenze volute e filtri AI. Cambiamo canale. Vada per il talk show: l’attrice che ovviamente resusciterebbe pure i morti… il tipo con tanta roba in bella vista, e maglietta e pantaloni aderenti per mandare la fantasia a chiedere l’elemosina alla realtà… Come? È un prete? Nooo, è meno ‘tirato a nuovo’ il chitarrista dell’altro canale. In pratica, se una poveraccia va da lui a confessarsi, lascia un peccato e se ne prende un altro. Ma che dici, Giada? Siamo noi donne a provocare, anche se non respiriamo più; gli uomini sono puri, non tentano. E domani i più diranno che l’attrice è scandalosa e il prete è moderno e vuole stare bene con se stesso. Il male è sempre nella femmina… anche quando la gente la uccide ridendo di lei.”

​Pensò a Lia. Scoppiò a piangere, spense il televisore e afferrò lo smartphone.

​”Sono proprio una cretina. Ma perché non ho chiesto a Maria come si chiama il locale della moglie di quella merda? Vabbè, le discoteche non saranno poi tante in città… Questa no, neanche quest’altra… Eccola qua. Questa è la galleria fotografica… sì, la proprietaria è la donna del ristorante, questo è lo stronzo con il personale… Email, cellulare direttore: Fabio. Ah, è diventato pure direttore. Ok, adesso finirai sotto i ponti, insieme alle pantegane come te. L’unica cosa che sai fare è abbindolare la gente con il tuo aspetto, ma per il resto sei una nullità. Povera donna, di certo la porteresti alla rovina. Prima o poi vedrai che bel servizio fotografico ti faccio… in fondo, passare la domenica qui o a San Marino non mi cambia la vita.”

​Il mattino dopo, Andrea si presentò puntuale nello studio di Giada.

​«Siediti, Andrea. Allora, come ti dissi, avrai un supporto psicologico e—»

​«Dottoressa, scusi se l’ho interrotta… volevo dirle che l’altra volta sono scappato via dicendo che non sapevo quale incidente mi avesse sfigurato. Non è vero.»

​«Non devi spiegarmi nulla. Dirai tutto allo psicologo.»

​«No! Voglio condividere anche con lei cosa mi ha ridotto così.»

​«Va bene. Racconta.»

«Quando ero piccolo, entrarono dei ladri in casa. Quelle bestie uccisero tutta la mia famiglia e poi incendiarono tutto… forse abusarono anche di mia madre… mi salvai grazie a lei che, prima di morire, mi spinse fuori per salvarmi. Dopo, oltre al danno, si aggiunse la beffa: né io né la mia famiglia avemmo giustizia.»

​«Non furono identificati i colpevoli?»

​«Non quelli veri. Mandarono in galera un rom.»

​«Perché non credi fosse lui?»

​«Perché le indagini si chiusero troppo in fretta, nonostante ci fossero altre testimonianze discordanti. Non sono l’unico a credere che non fosse lui il responsabile… o perlomeno l’unico. Fu scelto un ladro abituale, un interprete credibile per il ruolo del colpevole.»

​«Ma per quale motivo gli inquirenti l’avrebbero fatto?»

​«Forse la mia famiglia contava troppo poco per indagare a fondo. Della violenza carnale si vociferava in paese. E non mancarono le cattive lingue: dissero che il ladro era un amante impazzito di mia madre. La Procura tacque su tutto. Nemmeno i giornali ne parlarono. Non so darmi un’altra spiegazione. Anche per questo mi dà fastidio parlarne.»

Giada si incupì e il suo respiro si fece più frequente. Andrea se ne accorse.

​”Lo sapevo, cara dottoressa: la tua ferita è ancora aperta e dentro ci sono i vermi che te l’hanno procurata.”    

«Nessuno mi crede. Neanche lei, vero?»

​«Invece ti credo. Non saresti il primo caso di malagiustizia… Adesso non pensiamoci.»

​”Stai parlando al plurale, Giadina. Non è un caso.”

​«Andrea, devi riprendere in mano la tua vita. Ed è importante che tu capisca come ogni parte del corpo abbia una sua funzione. Una finestra, se ha un difetto, non si chiuderà mai del tutto, portando disagi; così anche un occhio o una bocca. Io non mi occupo di persone che vogliono cambiare il loro naso o i loro occhi come cambiano il colore dei capelli. Certo, l’aspetto fisico, purtroppo, è importante nella nostra società, e qualche volta anche noi medici, senza eccedere, dobbiamo adeguarci ai tempi; ma la chirurgia estetica e ricostruttiva non è nata per le frivolezze.»

​La domenica dopo, Giada si alzò presto e, senza fare colazione, iniziò a prepararsi.

Continua...

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Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. I commenti di Giada davanti alla tv sono divertenti, ma anche amari e profondi.
    Il passato di Giada e Andrea si sta intrecciando e la storia continua a essere coinvolgente, brava Concetta!

  2. Stai usando una giusta lentezza nel raccontare questa storia. Ci sono vari personaggi e situazioni e non è semplice tenerli insieme e coordinarli in un tutto coerente. Ma siamo appena all’inizio, credo, e via via la vicenda acquista solidità. Un caro saluto.