La malia della Malaluna – Pomeriggio
Serie: Amori diafani
- Episodio 1: Xenu. Il dominatore – Atto II –
- Episodio 2: Xenu. Il governatore – Atto I –
- Episodio 3: Xenu. Il creatore di grappoli – Atto III –
- Episodio 4: La malia della Malaluna – Mattina
- Episodio 5: La malia della Malaluna – Pomeriggio
STAGIONE 1
NELLA PUNTATA PRECEDENTE: La Malaluna è una potente malia che agisce sotto l’influenza magica del plenilunio, creata da tre stregoni e una strega in pieno accordo: Tata, Virgo, Felix e Lux, agisce come comburente, usando l’animo umano come combustibile. Per l’innesco può bastare un banale sguardo.
La pausa pranzo pare non arrivare mai, ha smesso di piovere finalmente e adesso il sole illumina ogni cosa, accendendo i colori del punto vendita in modo smagliante: blu e giallo.
Ho tolto e ridato il CD a Irene la valchiria, anche perché le canzoni erano diventate martellanti con una sovrabbondanza esagerata di brani trance che in un negozio possono portare facilmente all’esaurimento nervoso e all’omicidio plurimo.
Ho assegnato alle due ragazzine il compito di sistemare e mettere in ordine le VHS che i clienti depositano nella cassetta esterna, così da tenerle impegnate.
Le persone, col sereno, cominciano a entrare e vagare come zombie tra le corsie in cerca di ispirazioni e aria condizionata.
Qualcuno richiede film di cui ha solo qualche indizio e tocca a me cercare di estrapolare abbastanza informazioni per capirne il titolo.
«Si ricorda per caso il nome di qualche attore o attrice?» la classica domanda che apre la mia ricerca mentale.
«No, no, c’era l’eroe che giocava a rugby col flauto, ma quello più grosso… i cattivi gli sparano da dentro un pozzo e lui muore, una cosa così.»
Il signor Giancarlo Volpe, membro da più di due anni, è sempre in cerca di titoli vintage che guardava da ragazzino al cinema e di cui non ricorda mai nulla.
«Credo stia parlando de Il paradiso può attendere con Warren Beatty.»
«LUI! Bravo, l’hai beccato subito. Baiden Kitty! Ce l’avete?» Gli occhi del signor Giancarlo brillavano felici.
«È sullo scaffale dei Cult Movie, in ordine alfabetico.»
Irene entra nel box e finge di cercare indaffarata qualcosa nello sportello dell’impianto stereo, strusciando il sedere su una mia coscia.
«Finiscila Nene, così non mi stai provocando, mi stai innervosendo.» le dico piano.
«Io invece mi diverto. La tua faccia imbarazzata mi fa ridere.» dice lei dandomi una “sederata” decisa e più mirata.
«Io sto morendo di fame. Quando si mangia?» si lamenta.
«Appena arriva Sandra. Mi faccio dare il cambio e poi andiamo a prenderci un panino.» le dico per l’ennesima volta.
«Chi? La spagnola? Quella mi sta sul culo. Fa la padrona del negozio, mi tratta male. Io la licenz—»
«Oh carajo! Da quanto te soporti esta cangreja?» esclama una voce squillante alle mie spalle, manca una chitarra flamenca a fare da colonna sonora.
«Ola Sandra! Como estas?» adoro quell’accento, adoro quella ragazza e forse grazie ai suoi modi spicci e spontanei, riuscirò a liberarmi della mia piccante persecuzione.
«Abrai pasato una mañana infernale con la biondina en celo.» fa lei mettendosi di fronte. Indossa un vestito leggero bordeaux decorato da una miriade di fiorellini simili a mimose color ocra, le gambe abbronzate sono un colpo al cuore, anche perché la nostra divisa è quanto di più noioso e ammazza libido esistente: pantaloni sformati beige e camicia azzurra in inverno, t-shirt blu con logo sulla schiena d’estate.
«Vado a cambiarme e te faccio andare in pausa. Tu recordate che ogi è la Malaluna. Alessia studia la leyenda che dise… cuenta come non te devi confie… fidarte di un beso de medianoche…» parla seria, con l’indice che orchestra una verità antica.
«Parla anche di stelle galeotte la tua leyenda?» chiedo con un sorriso che si accende divertito.
«Eh? Sì, di estrellas còmplices…como, come lo sai?» Sandra mi guarda sorpresa.
«È una leggenda antichissima. Tipo del cinquantatré.»
«Antes de Cristo?» fa lei stupefatta.
«È una canzone Sandra! Quartetto Cetra, non ti fidar… di un bacio a mezzanotte…» accenno le note.
«Ma la mia coinquilina…?»
«Ti ha preso per il culo.» Sorrido.
«Ca-ra-jo!» fa lei ridendo e andando verso la stanzetta della cassaforte.
«Chea-vaca de so-mare» commenta Nene imitandola a denti stretti.
Daria se ne sta nell’angolino dedicato ai bambini, circondata da cassette di cartoni animati e seduta su di un seggiolino di plastica arancione troppo piccolo, legge un libro di Donaldson: La conquista dello scettro.
«È quello che ti ho prestato?» le chiedo passando e tenendo una colonna fatta con una ventina di VHS da rimettere a posto.
«Uh-hu! Mi piace di più del Signore degli anelli, sai?» afferma sistemandosi gli occhiali.
«È Covenant che rende tutto più interessante.» confermo.
«Cazzo, stupra la ragazzina che lo ha appena salvato. Figo.» mi allontano leggendo il titolo del film da posare: Leon. Sospiro preoccupato.
Mi accompagnano camminando al mio fianco come due agenti di scorta.
Porto la bicicletta a mano, il cielo adesso è di un celeste assoluto, limpido e splendente.
«Ma si può giocare in due al tuo gioco?» chiede la vichinga con voce nervosa.
«No, è un single player, si gioca da soli seguendo una storia, ma toglimi una curiosità, anche i tuoi sono in Austria? Non sono preoccupati che alle cinque del pomeriggio non sei ancora tornata? Non abiti dopo la rotonda, qui accanto?» domando con una certa ansia.
«Non è che hanno già chiamato i carab—»
«NENE!» una macchina argentata ci affianca sul ponte sopra la stazione centrale delle ferrovie.
«Mamma! Ciao, stavo tornando a casa…» fa lei imbarazzata e colta con le mani nel… sul cavalcavia.
«Che caz… che CAVOLO, Nene! Hai il Nokia, no? Chiama. Hai visto che tempo che ha fatto oggi, mi stavo preoccupando.» la madre si sporge per guardare in faccia la figlia e gli amici che la accompagnano: ha capelli molto corti sul rossiccio parrucchiere e degli occhiali da vista spessi e pesanti.
«Colpa mia signora, erano passate oggi in negozio e tra una chiacchiera e uno spezzone di film abbiamo perso la cognizione del tempo.» provo a stemperare la tensione assumendo la colpa del ritardo della figlia.
«Tu sei il tipo gentile che lavora da Blockbuster? Mi hai consigliato un film l’altra sera, lo sai?»
«Oh! Lei è la signora Orsini, Angela? Cercava un thriller, le ho dato Minuti contati… le è piaciuto?» ricordo la signora perché era arrivata dopo la chiusura e se avessi avuto un carattere diverso l’avrei mandata a quel paese molto volentieri, ma capita che a volte io sia fortunato.
«Caspita che memoria. Complimenti.» La signora sorride sorpresa, dimenticandosi della preoccupazione per la figlia minorenne.
«Bellissimo, ci siamo divertiti a casa, vero Nene? Domani passo per qualcosa di romantico, eh? Beh dai, monta su Né. Vi serve uno strappo? Daria, tu non abiti dall’altra parte della città?»
Una macchina suona il clacson dietro la Focus della mamma della norrena.
Serie: Amori diafani
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Ciao Emi. La tua storia continua a piacermi e sono contenta sia diventata la mia lettura di questo tranquillo e caldo sabato mattina 🙂
Nel racconto, riesci a trasformare una giornata apparentemente normale in una lettura coinvolgente, grazie a dialoghi brillanti e a personaggi che hanno una voce ben definita e risultano autentici. L’ambientazione della videoteca è resa con grande naturalezza e i riferimenti a film, musica e videogiochi non sono semplici citazioni nostalgiche, ma contribuiscono a caratterizzare i protagonisti e l’epoca.
Si sorride spesso, ma tra le righe continua a crescere una sottile tensione che mi incuriosisce. Per dirlo in poche parole: scorrevole, divertente e pieno di personalità. Bravissimo come sempre.