La Morte Nera contro

Evgenij era disceso dalla motovedetta e adesso aveva a tracolla il Mosin-Nagant. Marciava con il resto dell’equipaggio. I tedeschi li chiamavano “Morte Nera”.

Il maresciallo intonò un canto che era malinconico e parlava dei grandi fiumi del centro Asia. Era roba da marina fluviale, ma Evgenij non era della marina fluviale, bensì della flotta del Caspio.

L’intero equipaggio marciava e cantava.

Evgenij vide, dopo una piccola altura, una serie di volute di fumo e fino alle sue orecchie arrivavano i suoni della battaglia. Gli parve di vedere, come mosconi, gli aerei neri dei fascisti. Quelle saette, poi, dovevano essere le cannonate.

Il canto non la finiva di piagnucolare sulle fanciulle morte annegate, sui giganti delle paludi e sui bogatyri che li affrontavano e con un bacio facevano tornare in vita le fanciulle.

Evgenij vide qualcosa nel cielo. «Finiamola di cantare!».

«Che vuoi, compagno?». Il maresciallo si infastidì.

«Di lì, là sopra!». Evgenij indicò sbracciandosi.

Era un disco che sibilava e poi si fermò pochi metri davanti a loro.

Il maresciallo fece un sibilo. «Sono i Fori di Luce. Fuoco, compagni, fuoco!».

I Mosin-Nagant furono spianati e iniziarono a sparare. Furono più scintille che altro sulla carrozzeria del disco.

Da quel mezzo sbucarono i Fori di Luce. Erano entità di luce senza forma, erano come nebulose. Una a una, le entità diventarono buie e poi lanciarono i loro raggi.

Evgenij vide il compagno accanto essere colpito, la carne sfaldarsi e restare lo scheletro, che poi si incenerì.

Altri compagni fecero la stessa fine.

Il maresciallo era spaventato. «Ri-ritirata, compagni!».

«No! Per Stalin e la Rodina!». Evgenij si mise a correre con il Mosin-Nagant spianato. La baionetta colpì un Foro di Luce e questi diventò buio, buio in maniera insana, quindi si aggrovigliò su se stesso e divenne gelatina.

Gli altri Fori di Luce indietreggiarono.

I marinai rimasti avevano le baionette innestate e imitarono Evgenij.

I Fori di Luce morirono tutti e i marinai ebbero a disposizione il disco volante.

Il maresciallo bofonchiò: «’sti filonazisti alieni che vengono nel Paradiso dei lavoratori a rompere hanno avuto quel che volevano».

«Urrà per il compagno Stalin!» gridò un compagno.

«Urrà per il compagno Stalin!» fecero eco gli altri.

«Ma anche per la Morte Nera» disse sottovoce Evgenij.

Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Sci-Fi

Letture correlate

Discussioni

    1. Rispondo per ultimo a questo tuo commento perché per me i racconti (declinati in ogni genere) sulla Grande Guerra Patriottica mi sono sempre piaciuti.
      Anche scriverli.
      Infatti durante questa guerra i marinai sovietici che combattevano come forze di fanteria erano detti “Morte Nera”.
      Grazie, ovviamente, per avermi letto.