La Pandilla

Ci sono vari tipi di bande. Gruppi di supereroi, squadre di banditi, insiemi più o meno affiatati di ogni genere. È chiara la dinamica della cosa: quando il compito è troppo gravoso, unirsi con gli amici è sempre un’ottima trovata.

Ma se il pericolo è così grande da non poter essere raccontato senza tremare come una foglia, allora lasciate stare i vostri amici e rivolgetevi a dei professionisti.

C’è un vicolo sulla 36esima, tra il negozio di dolci e il fruttivendolo. Qualsiasi problema abbiate andate lì, chiedete della Pandilla e pregate che siano di buon umore.

Se vi permetteranno di entrare sarete tra i pochi fortunati a vedere il loro covo. Io ci sono stato: è una stanza segreta, spoglia e disadorna. All’interno troverete i quattro eroi intenti a sconfiggere il male.

Quello seduto sul vecchio cuscino è Whisky. Non fatevi ingannare dagli enormi sbadigli. La sua testolina a forma di mela starà di certo escogitato il miglior modo per azzannare i cattivi. Quello in mezzo alla sala invece è Spike, in questo momento sta rincorrendo il suo didietro, ma nella lotta al crimine è astuto come una volpe. Le due che si stanno contendendo lo straccio sono Terrible e Chica. Oltre ad essere molto carine sono anche il braccio e la mente del gruppo.

A vederli così potreste pensare che siano sempre stati dei grandi eroi, dei predestinati. Vi stupirebbe sapere che nemmeno un anno fa questi quattro non si conoscevano nemmeno, men che mai era nei loro progetti di combattere il crimine della 36esima. Soprattutto Whisky, che è un gran pigrone.

Tutto ebbe inizio in una fredda notte di novembre, una pioggia stanca bagnava marciapiedi e cassonetti, versi oscuri rimbalzavano tra i sudici muri del vicolo.

“Chihuahua here, Chihuahua there. Everybody wants it everywhere. Sing it loud. And life can be so easy. Chihuahua.”

“Per la centesima volta Terrible. La vuoi piantare con questa maledetta canzone?”

“Non posso Chica. Da quando mi è venuta in mente stamattina non riesco a togliermela dalla testa.”

Chica afferrò la compagna per la collottola, mostrando una serie di piccoli denti affilati come lame. “Non mi interessa dove la tieni quella nenia. L’importante è che stia ben lontana dalle mie orecchie. Chiaro?”

Terrible annuì. Le due ripresero a camminare sotto la pioggia.

“Chica?”

“No, non la puoi nemmeno fischiettare.”

La compagna aprì la bocca, ma Chica la interruppe. “E nemmeno mugolare.”

“Piuttosto mettiti il passamontagna, siamo arrivati.”

Indossate le maschere Chica indicò l’insegna luminosa a Terrible. La boutique delle crocchette era il miglior rivenditore di cibo della città.

“Allora. Voglio un lavoro pulito. Solo crocchette di marca, mi raccomando. Roba che possa essere rivenduta in fretta. Chiaro?”

Terrible annuì entusiasta, ma quando stava per mettersi all’opera la saracinesca si squarciò, come fosse fatta di carta.

Le due non fecero nemmeno in tempo a chiedersi cosa stesse succedendo che vennero investite da una tempesta d’ombra urlante.

Fu il commissario Spike a svegliarle, ed erano passate quasi due ore.

Il poliziotto le squadrò con i suoi occhi furbi e rotondi, le orecchie dritte pronte a captare qualsiasi bugia, il nasetto perennemente a caccia di odori sospetti.

“Cosa ci facevate qua?” abbaiò minaccioso.

Terrible iniziò a tremare, immaginandosi in manette infagottata in una minuscola tuta da carcerato per chihuahua.

Per fortuna Chica sapeva il fatto suo. “Abbiamo sentito dei rumori e siamo venuti a controllare.”

“Come mai siete mascherate?”

“Emh. Semplice perché siamo super eroi.”

“Davvero? Che bello Chica, ho sempre sognato di fare il supereroe. Che potere ho?”

“Quello di tenere chiusa la tua boccaccia” sussurrò Chica affibbiandogli di nascosto una zampata in testa.

“Ottimo” rispose Spike dopo averle scrutate un altro po’. “Allora potete aiutarmi nelle ricerche. Brancoliamo nel buio.”

“Terzettate nel buio, vorrai dire, sbirro” un’ombra dalle orecchie appunta sorprese i tre. Il nuovo arrivato era apparso su un bidone dell’immondizia, corpo possente, coda saettante e col musetto puntato verso l’alto in una posa plastica ed eroica. “In tre non si fa certo un branco.”

“E tu chi saresti?”

“Io sono il latrato che ti sveglia la notte” attaccò l’ombra. “Il morso che ti buca il calzino, la lingua che ti impiastra la guancia. Io sono Supermegaforte Extra Chihuahua.”

Con una piroetta atterrò sulla strada, fece qualche passo, fino a che le luci del vicolo non illuminano il costume viola e il mantello giallo. “Ma voi potete chiamarmi Whisky.”

“Secondo me lo Whisky se l’è bevuto” sussurrò Terrible. “Guarda com’è vestito.”

“Cosa vuoi?” ringhiò il commissario Spike.

“Ho sentito dire che avete bisogno di aiuto. Ed eccomi qua. Ho visto tutto.”

“Davvero? Quindi sai chi è stato.”

“Non proprio perché all’inizio dormivo. Però un frastuono mi ha svegliato e ho visto fuggire i ladri.”

Spike stava cominciando a perdere la pazienza. “Dove sono andati?”

“Mi sembra di là. Erano molto veloci. Secondo me erano ninja.”

Spike scosse la testolina, ma c’erano dei pericolosi criminali in fuga e ogni aiuto per catturarli era ben accetto.

“Guidami da loro” disse. Poi si rivolse agli altri due “Voi venite con noi.”

Chica e Terrible stavano già per svoltare l’angolo e fuggire. “Ma certo” risposero in coro.

“Bene” disse Whisky tirando il petto in fuori. “In quattro siamo un vero branco. Possiamo brancolare nel buio.”

“Un’altra battuta de genere e ti strozzo.”

Zampettarono per tutta la notte, seguendo le indicazioni di Whisky. Il sole stava per sorgere e le speranze di risolvere il caso si assottigliavano ogni momento di più.

D’improvviso Terrible si fermò. “Ho fame”

“Non è il momento, socia” lo redarguì Chica. “E tieni sotto controllo il tuo stomaco. Gorgoglia come un lavandino otturato.”

“Non posso. Non con quest’odore di crocchette al salmone affumicato.”

“Cos’hai detto?” sbraitò Spike.

“Che ho fame. Sei sordo forse.”

“No. Dopo, la cosa delle crocchette. Da dove viene l’odore?”

“Da là” rispose Terrible indicando una catapecchia.

Chica aveva già capito e iniziò a correre. “Muoviamoci.”

L’interno della catapecchia era buio e sporco, ma l’odore paradisiaco: coniglio in salmì, filetto di merluzzo e pollo alla cacciatora.

“Devono aver nascosto qua la refurtiva” sussurrò Spike.

“Sei un vero segugio” lo canzonò Chica.

“Davvero? E io che credevo fosse un Chihuahua.”

Whisky si mise a sghignazzare seguito a ruota da Terrible. Ma l’ilarità durò poco, l’angusta stanzetta si riempì di urla infernali. Acute e terribili da spaccare le orecchie. Ovunque occhi gialli e malvagi si accesero, come braci.

“I ninja” gridò Whisky. Poi al grido di Supermegaforte Extra Chihuahua all’azione si lanciò nel buio.

La lotta fu dura, artigli affilati contro denti aguzzi. Peli e crocchette che volvano ovunque. Ma i quattro eroi non si scoraggiarono e uno dopo l’altro misero in fuga gli avversari.

“Gatti” disse Spike sputacchiando una matassa di peli. “Dovevo immaginarlo.”

Whisky aveva la coda tra le gambe. “Non siamo riusciti a catturarli.”

“Però abbiamo recuperato la refurtiva” disse Chica.

Terrible sbavava come un bracco. “Quanto ben di Dio.”

“Questa verrà consegnata al negozio” lo bloccò Spike. “Ma voi siete stati bravi. Potremmo lavorare ancora insieme.”

“Si è un’idea geniale. Dovremmo darci un nome, che ne dite di Supermegaforti Extra Chihuahua?”

“Nemmeno morta. Io proporrei di chiamarci la Pandilla, vuol dire la banda in spagnolo. Suona bene, in fondo siamo di origine messicana, no?”

“Ma non sei nata a dieci metri da qua?” chiese perplesso Terrible.

“Fa lo stesso. Mi piace. Da ora in poi se nella 36esima ci sarà bisogno di aiuto, sapranno a chi rivolgersi.”

“Io ho l’idea per il nostro inno”

“Terrible no…” provò a dire Chica.

Ma la compagna non l’ascoltò. “Sentite qua: Chihuahua here, Chihuahua there. Everybody wants it everywhere. Sing it loud. And life can be so easy. Chihuahua.”

“Mi piace” disse Whisky. “È orecchiabile. Dovresti inciderla.”

“E non hai sentito il pezzo migliore.”

“Terrible, ti prego…”

“Oooooooooohhhhh Chihuahua.”

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Discussioni

  1. Ciao Ale. Che te lo dico a fare, che ho letto il tuo racconto canticchiando “Chihuahua!” ? Il difficile è stato ballare sulla poltrona 😀 Le “teppistelle” sono le mie preferite all’interno del branco. Confesso che quei cagnolini così minuscoli mi hanno sempre messa in una posizione difensiva: sono letali! Piccoli mostri pronti a sbranare un orso, con un carattere piuttosto irritante (mi riferisco a quelli in carne ed ossa). Mi è piaciuta anche la 36° strada, bella esiste un luogo magico che ammicca al binario 9 e 3/4, mi piacerebbe passarci una volta nella vita

    1. GRazie mille Micol, per questo bel commento. Sono contento che ti sia piaciuta questa favoletta 🙂 Beh se vuoi ti ci porto, andiamo a conoscere la Pandilla

    2. Come sai i miei demoni domestici sono i gatti e con i cani non vado molto d’accordo… ma se mi ci porti tu, mi fido! 😀 😀 😀

  2. Sono quattro eleganti delinquenti come i quattro che mi vengono fra i piedi rischiando di farmi cadere nella strada privata dietro al Lidl vicino a casa.
    Sono obbligata a portarmi il bastone, per non rischiare di carpiarmi sul marciapiede quando vado a farmi tagliare le unghie dei piedi dalla serva della casa orientale difronte.
    Sono sempre in quattro anche loro. E i due più strani, che sono sicuramente un maschio e una femmina per le dimensioni, sono sempre uniti. Il più grosso davanti e la più piccola dietro che tiene in bocca la coda del compagno. La mia unghicure dice che la femmina è cieca. Che tenerezza!

  3. ” In quattro siamo un vero branco. Possiamo brancolare nel buio” 😂
    Fantastica!
    Il tuo entusiasmo nel creare storie traspare ed è veramente contagioso. Complimenti storia molto carina e simpatica 🙂