La Piuma Nera

Serie: La Piuma Nera Degli Dei


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Eira viene a contatto con una strana sostanza uscita dall’altare di ossidiana..

Il mattino si aprì sul paese di Latera con le ronde dei cacciatori che tracciavano i cinghiali nei boschi.

Uno di loro si chinò per osservare qualcosa che spuntava tra le foglie: un fungo, marrone e lucido. Estrasse il coltello e si avvicinò per prenderlo, quando una colata di bava bagnò il dorso della sua mano. Alzò lo sguardo, davanti a lui due occhi sanguinari si strinsero; sentì come una scossa elettrica alla mano. Vide le ossa bianche dell’arto affiorare dal sangue che colava; mentre la bestia inghiottiva le sue dita. L’urlo si strozzò in gola quando altre ombre, basse e fameliche sbucarono dai cespugli. Un’altra bocca si spalancò davanti a lui; le zanne penetrarono alla base della gola strappandogliela di netto, quando cadde a terra il resto del branco gli piombò addosso iniziando a divorare la sua carne.

Eira aprì gli occhi lentamente: davanti a sé c’era il camino spento e la cenere che aveva consumato la legna.

La fasciatura che le avvolgeva la mano giaceva disfatta da un lato del tavolo; sullo schermo del laptop c’era ancora l’articolo del New York Post dedicato all’ultimo successo del procuratore distrettuale, una donna bionda con le palle che fumavano come una colata di lava: «Cassandra Hale continua a distinguersi per la rapidità e la precisione delle sue indagini, consolidando la sua reputazione diventando il punto di riferimento per l’intero distretto».

Eira prese forza nelle mani e guardò subito la cicatrice che si era formata nel corso della notte.

«Il taglio è guarito: la medicazione della farmacista ha fatto miracoli.»

Iniziò a sentire dalla finestra l’eco delle voci che provenivano dai boschi: uno dei cacciatori era stato trovato sbranato dai lupi.

Prese a vestirsi ma prima che potesse uscire di casa per recarsi al sito archeologico, qualcuno bussò alla sua porta.

«Buongiorno, Eira.» La voce del maresciallo dei carabinieri era piuttosto severa.

«Antonio, buongiorno. Come mai questa visita? È successo qualcosa?» rispose con la voce preoccupata, mentre si infilava il cappotto.

«Ieri mattina dentro il sito archeologico è stato rinvenuto il cadavere della guardia giurata che prestava servizio notturno» iniziò il maresciallo.

«Il corpo è… come dire… piegato come un origami. Abbiamo riscontrato anche morsi di lupo sul cadavere, forse un piccolo branco che lo ha preso di sorpresa.»

«Questa sera è previsto l’arrivo della genetista Valentina Albrandi, così ci è stato comunicato in sede ufficiale.»

Eira rimase muta mentre ascoltava le parole dell’uomo, gettando lo sguardo sul calendario appeso alla parete.

«Al momento lo scavo è sotto sequestro: abbiamo delimitato l’area.»

La ragazza non riusciva a capire, così chiese ad Antonio la data del giorno.

«Antonio, scusami, ma oggi è il 2 ottobre. Ieri ero presente allo scavo, ma non ho visto nessun cadavere, altrimenti avrei dato l’allarme» spiegò l’archeologa.

«Eira, oggi siamo il 4 di ottobre. Vacci piano con il vino di queste cantine… Ti tengo aggiornata» rispose il maresciallo, allontanandosi.

«Ah, dimenticavo: la genetista ha il tuo numero di cellulare. Verrà direttamente da te, così le darai una mano per la sistemazione.» 

Eira chiuse la porta di casa e mise le mani sopra il calendario.

«Cazzo, ho dormito quasi due giorni. Impossibile» si disse, toccandosi la cicatrice sul palmo della mano.

Uscì di casa e si incamminò verso il parcheggio, dove aveva lasciato la macchina. Durante il tragitto vedeva alcuni uomini che fissavano croci di legno ai muri; sentiva il bisbigliare dei fedeli della chiesa che avevano udito del ritrovamento del cadavere allo scavo archeologico. Su alcuni davanzali notò lumini accesi davanti a statuette religiose, come a conferire una sorta di protezione per la casa di chi le abitava. Uno strano mendicante cercò di chiederle l’elemosina, l’unica cosa che notò prima di allontanarlo, fu il grande anello d’oro al dito.

Arrivata all’area archeologica, riuscì a vedere il corpo della guardia giurata sul lettino coperto dal telo; il lenzuolo sporco di sangue non avvolgeva il cadavere nel classico modo: era stato adattato alle forme irregolari in cui le ossa erano state piegate. Approfittando della confusione del personale presente si avvicinò alla reliquia, voleva capire cosa era quella sostanza che colava lentamente dalla crepa.

«Sembra materiale organico» sussurrò.

Prima di andarsene, appoggiò il dito dov’era la frattura spingendo con forza. La nuvola di cenere uscì, avvolgendole il viso per poi farsi largo nelle sue vie respiratorie; il mondo scomparve di colpo.

Si trovò in un campo grigio, dove sentiva le urla dei guerrieri caduti in battaglia. Camminava tra i cadaveri che giacevano a pezzi sul terreno, fino a udire la voce delle tre figure anziane discutere sulla punizione di esilio da impartire a una dea, l’unica rimasta in vita.

Ferma e immobile, riusciva a vedere la ragazza con i capelli color rame fuso, alla quale veniva tolto un luminoso e pesante anello dal dito.

«Verdandi…» chiamò Urd.

«Sorella mia, guarda il sangue che è stato versato: questo è il volto stesso della morte.»

La voce della più anziana delle Norne tremava, come se il destino stesso le pesasse sulla pelle rugosa e segnata dal tempo.

«Odino, il Padre degli Dèi, è caduto. Fenrir ha masticato e inghiottito il suo ventre. Sento ancora l’odore ferroso del suo sangue mentre macchia la terra, e i suoi organi ancora caldi scorrere tra le mie mani. Tremo davanti alla ferocia del lupo, la bestia divina. »

«Fenrir è una piaga senza nome, una furia che non ha catene, così come la regina delle valchirie, la Piuma Nera degli Dèi» rispose Verdandi, la Norna del presente.

Distesa e incosciente, la dea Freyja giaceva avvolta nel mantello di piume di falco; al collo la collana Brísingamen, l’oggetto della sua bellezza e della sua ambizione. Eira fece un passo per avvicinarsi, quando il suo corpo venne scrollato dal funzionario delle forze dell’ordine.

«Eira, noi abbiamo terminato, non è il caso che stai qui da sola»

La ragazza tornò a vedere davanti a sé l’altare nero, il suo dito era impregnato del liquido che usciva dalla crepa e lentamente veniva assorbito sotto l’unghia.

«Ti sei ferita? Vedo che hai il dito insanguinato»

Eira si guardò la mano sollevandola davanti agli occhi mentre la falange tornava al suo colore naturale.

Continua...

Serie: La Piuma Nera Degli Dei


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Horror

Discussioni

  1. Molto suggestivo, in questa nuova serie, il viaggio nella mitologia nordica. Mi è piaciuto il parallelismo che hai creato, attraverso la figura del lupo, tra il mondo reale e quello mitologico.