La Rosa dell’anima

Sognai di te in questa tormentata notte solitaria in un letto di spine, ogni tuo abbraccio mi pungeva.

Resistetti fino al risveglio quando mi accorsi che non c’eri.

Raggiunsi l’ultimo piano del palazzo, mi affacciai dal terrazzo e guardai la città, l’alba stava facendo nascere una nuova giornata da affrontare. Il mio pensiero corse da te.

Scorsi i grandi campi di lavanda nella parte est della città, i campi di girasole a sud, le fabbriche a nord ed il mare a ovest.

Tra tutti i punti cardinali scelsi di osservare meglio il centro dov’ero sicuro di trovarti, di poterti immaginare indaffarata tra tutte le scartoffie del tuo ufficio.

Custodendo gelosamente il pensiero di te tornai in casa, mi vestii e presi la bicicletta.

Stava salendo il Sole, finalmente potei sentirne addosso il calore così raggiunsi il parco dove amavamo fare lunghe passeggiate per raccontarci la giornata trascorsa, mano nella mano, dove nessuno avrebbe mai potuto dividerci.

Le foglie degli alberi iniziarono ad ingiallire, i bambini non erano più sulle altalene e scivoli, le mamme iniziavano appena ora a preparare le colazioni nelle proprie case.

Com’era diversa la città da quaggiù, in autunno.

Ad un certo punto notai una rosa di un colore rosso vivo spuntare dall’argine del piccolo fiume adiacente al parco.

Era anch’essa da sola, solitaria, affaticata dalla temperatura esterna ormai a lei poco favorevole.

Raccolsi la rosa e la portai a casa, le diedi da bere e una nuova terra in cui crescere per ridarle tutto il suo splendore.

Capii di avere molto in comune con quella rosa, la sentii come l’essenza del mio cuore e così le parlai apertamente. Più le raccontavo i miei pensieri profondi e più durante quella giornata lei incominciò a risplendere.

Si fece sera, nel momento in cui tu tornasti a casa mi batté forte il cuore, aspettai il tuo sorriso, aspettai la tua presenza.

Nell’attimo in cui ci abbracciammo nuovamente dalla rosa caddero le spine e spuntarono nuovi boccioli nel vaso.

La rosa si era connessa a me così profondamente che diventò lo specchio della mia anima.

La sera ti porsi quella rosa come il mio amore più profondo.

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