La Sfida

Serie: Città Metafisica

(Scritto in collaborazione con Sabrina De Martini)

Appunto Di Viaggio Sette :

Il giorno è arrivato, ma è ancora inspiegabilmente buio. 

Nettuno mi consiglia di percorrere il ponte che si trova a circa duecento metri dalla fontana. Lo riconosco facilmente perché due file di lampioni lo illuminano. E’ bello, sembra un girocollo d’oro e cristallo. Tuttavia, appena vi metto piede, una strana sensazione di pericolo mi assale.

Per la prima volta, da quando ho iniziato questo viaggio, ho paura. La pavimentazione, pur essendo lastricata in pietra, scricchiola e io temo di precipitare da un momento all’altro. Mentre procedo, i lampioni si spengono lasciandomi al buio. Restano accesi solo i primi, quelli che ormai sono alle mie spalle. Penso mi stiano suggerendo di rinunciare tornando indietro di corsa. Ma è forse una trappola ? Mettere alla prova la costanza e la coerenza di una scelta fa parte del piano…ammesso che ne esista uno…?

Decido di procedere e mi aiuto toccando il parapetto in muratura a destra. I passi si fanno lenti ed incerti mentre il volto viene preso a schiaffi da raffiche di vento gelido, pioggia e grandine. Poi, un caldo infernale ed un silenzio assordante. Poco dopo, la primavera, la luce e la gioia. In pochi istanti, che sono sembrati un’eternità, il mio corpo è stato attraversato da energie e sensazioni tanto potenti quanto diverse. Stati d’animo che rappresentano bene le tappe di una sfida…

Finalmente giungo dall’altra parte del fiume! Mi sento felice e vittoriosa, ma presto mi accorgo che è tutto finto: la luce è artificiale, la primavera non profuma e la gioia è una messa in scena che divora i poveri illusi come una pianta carnivora. Una domanda, alla cui risposta forse non sono ancora pronta, mi sorge : «che senso può avere affrontare una sfida, con tutti i suoi pericoli e le sue insidie, se poi tutto appare artefatto ? Mi sono, forse, illusa che tale sfida possa esistere davvero per dare un senso ai miei giorni ? No…non può essere…non è possibile…».

Colta da una delusione rabbiosa, corro verso l’altra sponda del ponte dove gli unici lampioni rimasti accesi si spengono improvvisamente. Incollerita più che mai, decido di mettere in pratica un tuo consiglio. Mi sembra di sentire la tua voce : «quando le opzioni a disposizione non sono valide, bisogna accettare l’ipotesi di incontrare l’ignoto». Così mi armo di coraggio e azzardo il tuffo nel fiume. Le acque torbide e impenetrabili rappresentano bene il salto nell’ignoto di cui hai tante volte parlato nelle nostre conversazioni, la sera, sorseggiando un caldo infuso proveniente dal lontano Oriente. Il freddo e il buio delle serate invernali bilanciato dal calore e dal profumo della preziosa bevanda.

Appunto Di Viaggio Otto :

L’epilogo del mio salto dal ponte è a dir poco imbarazzante. Il tonfo è talmente fragoroso che temo, per un istante, di essere stata sbalzata fuori dal mio stesso corpo. Anziché ritrovarmi nelle acque del fiume, mi rendo conto di essermi tuffata su una chiatta che, per ragioni sconosciute, transitava silenziosamente là sotto. E’ un miracolo che sia rimasta illesa. 

Una luce fioca nell’oscurità insistente mi permette di scorgere, a bordo dell’imbarcazione, delle figure apparentemente umane. Mi avvicino incuriosita e un po’ impaurita…provo a parlarci e, con mio grande stupore, improvvisamente iniziano a bisbigliare all’unisono parole incomprensibili.

L’effetto è quello di un mormorio misterioso, quasi sinistro. Mi sforzo di comprendere almeno qualche parola e ciò che emerge è sconcertante: le figure che la penombra rivela sono le anime addolorate di persone che, per disperazione, scelsero di darsi la morte gettandosi dal ponte. Mi rendo conto di aver raggiunto una sorta di confine, rappresentato dall’imbarcazione sulla quale mi trovo. Se, da qualche parte, potessi scorgere la figura di Caronte potrei pensare ad un viaggio dantesco.

La sofferenza provocata dalle loro storie, seppur per me poco comprensibili, s’insinua in ogni centimetro del mio essere, tanto da rendere la navigazione tremendamente nauseabonda…e non si tratta solo di una sensazione di “mal di mare”.

Appunto Di Viaggio Nove :

Nella penombra, silenziosamente, la piccola imbarcazione giunge presso la riva di un’isola misteriosa, situata in mezzo al fiume. L’approdo viene vissuto con gioia dalle anime con cui ho navigato. Una gioia che contrasta con la sofferenza trasmessa poco prima da loro bisbigliare.

Una volta a terra mi accorgo che l’isola è già abitata e tutto, intorno, sembra bello, sereno, perfetto. Ho scritto sembra, caro Carlo Alberto, perchè anche questa potrebbe essere una sfida : quella di riuscire a vedere cosa c’è oltre…cosa si potrebbe nascondere dietro alla serenità e alla perfezione che l’isola ostenta.

Nessuno si accorge più di me. Passo inosservata, quasi fossi io il fantasma. Sai, l’atmosfera è surreale: ho l’impressione di trovarmi in un presepe vivente o in un set cinematografico…o forse sono, semplicemente, fuori luogo. Magari il tuffo dal ponte si doveva concludere diversamente e il salto verso l’ignoto, per riprendere le tue parole, non avrebbe dovuto avere questo epilogo.

Incontro qualcuno con il quale riesco a comunicare. Mi raccontano che in questo luogo non ci sono tribunali, avvocati, giudici, forze dell’ordine e carceri. Non ne hanno bisogno perché la legalità, la giustizia, il benessere, la salute e la felicità vengono elargite in abbondanza a tutti gli abitanti. Sempre e per sempre! Rimango perplessa…

Mi domando perché una realtà tanto fantastica non viene segnalata sulla mappa fluviale e sulla carta geografica ?

Ma un’altra domanda si sovrappone : da chi tanta abbondanza viene elargita ? E come può essere garantita per sempre ?

Forse la risposta la troverò proseguendo il mio viaggio o, semplicemente, guardando con occhi diversi la sofferenza delle anime che ho incontrato sulla chiatta che, probabilmente senza volerlo realmente, mi ha concesso di vedere cosa l’ignoto avrebbe potuto riservarmi…

Serie: Città Metafisica
  • Episodio 1: Partenza per Turenz
  • Episodio 2: Il Percorso
  • Episodio 3: La Sfida
  • Episodio 4: La Grande Riflessione
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    Discussioni

    1. “Il tonfo è talmente fragoroso che temo, per un istante, di essere stata sbalzata fuori dal mio stesso corpo”
      Questo passaggio mi è piaciuto