La strana coppia

Stava leggendo un libro vicino alla piscina, ma a un certo punto si distrasse.

Era entrato un tale: grasso, sorridente, circondato da quattro donne che sembravano più modelle che altro.

Fece uno sbuffo. “È arrivato il casinista”.

Era un inglese, un tipo famoso, che lui sapesse faceva degli spettacoli comici che ammiccavano un po’ a quelli di Alvaro Vitali. Solo per la televisione, non per il cinema.

Si sforzò la memoria, voleva ricordare il nome.

“Ma certo, è Benny Hill”.

Fece un po’ il presuntuoso: dopo aver scritto “Il visconte dimezzato”, mica poteva condividere la piscina dell’albergo con un personaggio simile.

Stava per andarsene quando Benny Hill lo bloccò. «Scusi, ma lei… è quello scrittore italiano famoso?».

«Credo proprio di sì».

Schioccò per un attimo le dita, poi lo sguardo gli si illuminò. «Italo Calvino».

«Esatto».

Era deciso ad andarsene ma Benny Hill gli voleva parlare. «Certo, è un periodaccio per noi, non è vero? Si parla del rischio di una guerra tra Stati Uniti e Unione Sovietica».

«Può darsi».

«Grenada non è distante da Miami…».

Italo Calvino si chiese a dove volesse andare a parare. «È vero».

Gli fece l’occhiolino. «Io sono qua non per caso. Anche lei».

Italo Calvino lo calcolò con lo sguardo. «Sì…». All’improvviso era interessato. «La mia camera è la numero diciotto».

Il comico annuì.

***

Dieci minuti dopo, Italo Calvino andò ad aprire. Aveva sentito bussare.

Era Benny Hill. Con lui c’era una ragazza.

«Lei è fidata?».

«Si fidi di Marjorie. Me l’ha assegnata il KGB».

Italo Calvino chiuse la porta dopo che i due furono entrati. «È molto interessante».

«Già. Il DGI la paga bene?».

«Più che per soldi lo faccio per aiutare il popolo cubano e il suo sogno socialista».

«Ma certo. Dobbiamo parlare di affari, ora: Grenada».

«Sì, Grenada…».

Prima che Italo Calvino potesse concludere, Marjorie tirò fuori dalla borsetta una Desert Eagle. «State fermi, siete in arresto».

Italo Calvino si spaventò, invece Benny Hill fu preso dalla rabbia. «Non sei del KGB? Ma allora…».

«FBI, spioni».

Benny Hill perse la calma e la aggredì. Le strappò la Desert Eagle di mano, allora intervenne Italo Calvino che le spezzò l’osso del collo.

Il cadavere finì riverso al suolo e il comico perse l’iniziativa. «E adesso?».

«Adesso? Dobbiamo scappare da Miami, o l’FBI ci arresta per spionaggio!».

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Discussioni

  1. Uno scorcio/sketch saporito…un curioso gioco di clown travestiti ora da personaggi importanti, ora da urloni fieristici, sarebbe interessante approfondirlo narrativamente, chissà dove porterebbe. Un abbraccio.

  2. Una strana coppia, il fatto che apprezzi entrambi gli artisti la rende ancora piu’ divertente. Certo non posso non pensare a Benny Hill che segue l’agente dell’FBI accompagnato dalla sua immancabile musichetta