La Terra di Mezzo esiste – parte seconda
Serie: I SOGNI VIAGGIANO IN PRIMA CLASSE
- Episodio 1: Il mare รจ femmina
- Episodio 2: Una suocera per amica
- Episodio 3: La Terra di Mezzo esiste – Parte prima
- Episodio 4: La Terra di Mezzo esiste – parte seconda
STAGIONE 1
Galway รจ una cittadina universitaria. Un’esplosione di giovani, tutti per strada, nonostante l’inverno sull’oceano. Musica ovunque, ogni dieci metri c’รจ qualcuno che suona per strada. Finiamo in un pub dove suonava una cover band degli U2. Con il loro stile, pure. Non in fotocopia, per dire. Ci dimenticammo di mangiare e sappiate che dopo le diciotto, da quelle parti, si trova cibo solo in qualche costosissimo ristorante. Per fortuna che la birra รจ nutriente. Le isole Aran sono un esempio di antica convivenza con l’oceano. Il mio amico Francesco aveva organizzato tutto. Prendemmo delle bici a noleggio e alla casetta sul promontorio una nonnina che lavorava la lana ci spiegรฒ come creava i maglioni che un tempo indossavano i pescatori. Avevano degli intrecci uno diverso dall’altro perchรฉ non erano solo degli indumenti, ma servivano anche a far riconoscere i corpi senza vita restituiti dall’oceano. Un mito in realtร non confermato, ma perfetto per alimentare lโassetata fantasia dei turisti.
Eravamo indecisi se proseguire o meno il nostro programma o se fermarci nella frizzante Galway. Avevamo in mente di provare a raggiungere il villaggio di Clifden, nel cuore del Connemara. La strada che lo raggiunge a volte viene sommersa dall’acqua, isolando i suoi abitanti anche per diversi giorni. Ma il tempo era buono e anche se fossimo rimasti bloccati lร , pazienza. Al lavoro se ne sarebbero fatti una ragione. Clifden conta ottocento abitanti circa. Un paesino che puoi tenere in mano. Con le scogliere e una piccola baia da una parte e la vegetazione selvaggia dall’altra. C’รจ pure un piccolo castello abbandonato, fuori dal paese. Da farci unโindimenticabile sessione live di D&D. Il tramonto non si fece attendere e ci dirigemmo verso la stazione degli autobus per sapere a che ora fosse l’ultima corsa per Galway.
ยซIl prossimo autobus รจ domani mattina alle nove.ยป
Ci guardammo, per nulla preoccupati.
ยซPerfetto. Stavo giusto pensando che era un peccato andare via cosi presto. Sa dirci dove possiamo trovare una stanza?ยป
Scoprimmo cosรฌ che uno dei tre pub del villaggio affittava stanze al piano di sopra. Cโera anche un piccolo televisore e ne approfittammo per ascoltare un poโ di gaelico, che purtroppo gli inglesi riuscirono quasi ad annientare, vietando agli irlandesi di parlare la propria lingua.
Uscimmo con l’intenzione di visitare tutti i pub. Uno era anche sotto il nostro alloggio. In quello di fronte al molo andammo a cenare e i vicini di tavolo, del posto, ordinarono una bottiglia di vino. Chissร quanto gli sarร costata.
Andammo anche nel terzo pub, dove c’erano dei giovani che bevevano birra e guardavano sport alla TV. Ci sedemmo al bancone. Poco dopo entrarono un gruppetto di cinque ragazze e occuparono un tavolo.
Parlavo con Francesco e sento una mano sulla spalla. Mi giro e trovo quel bel visino a pochi centimetri dal mio. ยซCome ti chiami? Da dove venite?ยป
A quanto ho sentito, la reazione del maschio mediterraneo ad un primo contatto con l’intraprendenza femminile nordica รจ sempre la stessa: il panico.
ยซCosa succede? Ci hanno circondato.ยป
ยซTranquillo Marco, le ragazze fanno cosรฌ, qui. Basta controllare cosa stanno bevendo. Se bevono birra, vuol dire che sono maggiorenni. Se bevono analcolici, sono minorenni. ร matematico.ยป
In Veneto non รจ proprio cosรฌ matematico. Bisogna anche ammettere che siamo fortunati, perchรฉ quando dici Italia, fa sempre un certo effetto, di meraviglia.
Erano proprio curiose di conoscere gli unici due turisti invernali presenti. Ci fecero compagnia e ci seguirono anche fuori a fumare. Quando chiuse il pub ci avviammo tutti insieme per poi salutarci, ognuno diretto verso la propria dimora. Anche perchรฉ birre non ho viste al loro tavolo. Le luci del magico villaggio si spegnevano ad una ad una e pensai che forse alla fine in questo mondo non siamo poi cosรฌ diversi e a farci felici sono sempre le stesse piccole cose.
LโIrlanda non รจ solo un luogo magico, ovviamente, รจ anche tutto quello che i turisti non visitano. Anche Dublino ha conosciuto i dolorosi effetti del degrado urbano delle grandi periferie, non adatte ad ospitare la vita. Quelle italiane le conosciamo, capita di passarci a Milano o a Napoli o a Roma, e cercare di immaginare come sia possibile viverci. Questa splendida poesia in musica parla proprio di questo, delle sette torri di Dublino, e di come lโunica via di fuga possibile diventi il dolce veleno dellโeroina.
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