La Terra fra i due Mari

La leggenda racconta che c’era una lingua di terra fra i due mari, dalle meraviglie naturali e ricolma di ogni delizia.

Ne avevano scritto i veggenti dalle aspre montagne, vedendola nei miraggi all’orizzonte apparire e sparire; ne parlavano i naufraghi, i pirati, tutti quelli che avevano perduto la bussola, e dicevano che il silenzio era un oro finissimo, alzato in vento dalle spiagge a strapiombo sul mare, in picchiata dalle vette incredibili di una cascata alla fine del mondo.

Ne andarono alla cerca i Conquistadores alla volta di El Dorado, o i grandi esploratori che per primi avevano circumnavigato il globo, per lo sfizio di appuntarla sulla mappa.

Come pure i potenti mercanti e le caste che gestiscono il flusso del mondo, mossi dall’avidità di accaparrarsi le ricchezze vociferate prima di tutti gli altri, pagandone il prezzo coi naufragi, gli ammutinamenti e i mostri del mare.

Fra tutti, un miserabile che faceva della vita un’altalena, per una serie di circostanze altrettanto miserabili, da una baleniera venne schizzato fuoribordo e divorato da una belva. Quella aveva intanto seguito le correnti segrete che solo i mostri per istinto vanno a scovare, e aveva attraversato le porte degli oceani fino allo splendore dei miraggi, dove aprì lo sfiatatoio e voló il suo ospite sulla riva.

Alla vista di quel posto meraviglioso, il miserabile vagò estatico fino a una collina, sulla quale metteva radici un maestoso ulivo. Pendevano dai suoi rami frutti grossi come pugni, sgocciolanti d’olio, che riempiva tutto l’intorno di un profumo dolce e leggero.

Dal silenzio si espandeva, con sfumature elegantissime e impercettibili, una canzone agrodolce. Seguiva il ritmo sincopato della linfa che scorre nei rami, del vento, della terra che si muove sotto le radici.

Dalla chioma il soffio le strappava tante foglie quante sono le note del mondo: cadevano su di un ramo basso, dalla cui cassa cava partivano fibre in legamento all’apice, e sfregolavano quelle corde fino a musicare il silenzio.

Il miserabile rimase a fissare quel miracolo dimenticandosi di ogni altra cosa.

Stavano crescendo le radici anche a lui.

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