La vera storia della Cassata

Lui passeggiava nel suo immenso castello, adorno di arazzi dai mille colori. Per i lunghi corridoi si potevano udire suoni piacevoli di musica e strumenti musicali. Profumi inebriavano le stanze del Gran Signore.

Lui, se avete ben capito, era Federico II di Svevia. Appassionato di arti e scienze, aveva contatti con i saggi Arabi, che non si offendevano poiché a Federico non interessava quale fede professassero. A causa di questo, venne, verso la fine della sua vita, nominato l’Anti Cristo.

Passeggiando per i lunghi corridoi, Federico passò per le cucine e vide uno dei suoi cuochi più bravi e più fidati, che gli preparava tanti manicaretti provenienti da ricette arabe segrete e speciali che solo Federico conosceva. Allora, il re chiese al cuoco:

«Mio caro Rashad» cominciò Federico, «prepara quel piatto con la ricotta e la frutta. È delizioso». Il cuoco annuì e con mani laboriose si mise all’opera. Ricotta fresca veniva messa nel piatto per il sire signore. Frutta saporita e succosa a decorare e insaporire il piatto. Dopo poco, Rashad porgeva con un inchino il piatto d’argento. Federico prese il piatto visibilmente soddisfatto, e lo portò nel suo giardino zoologico intorno al castello. Facendo attenzione al cibo delizioso, Federico si avvicinò alla gabbia di Rodrigo, e la aprì.

Ebbene sì, signori e signore, se correttamente avete inteso, Rodrigo era il suo fido pappagallo con cui faceva lunghe chiacchierate serali:

«Buongiorno Sire vincitor!» canticchiò il pappagallo.

«Non fare il ruffiano, Rodrigo, lo so che vuoi il mio dolce.» Gli disse Federico, leccandosi le dita. Intanto, Rodrigo, che si era posato sulla sua spalla, aveva aperto le ali, e con il becco gli rubò un pezzo del dolce:

«Ehi!» esclamò Federico guardando il pappagallo.

«Puah! Non è più buono come la prima volta» disse Rodrigo pulendosi la lingua, «è come se ci mancasse qualcosa…»

«Dici? A me non sembra, è delizioso.» Affermò Federico lucidando il piatto d’argento. Non vi erano più rimasugli. Il pappagallo si posò sulla spalla del re, pensoso. Finalmente esclamò:

«Ma se tu modificassi la frutta e diventasse dura

Ma anche zuccherosa

Ed un poco succosa.

E che la ricotta sia un poco più zuccherata

Senza essere annacquata»

«Ma ti sei intrufolato nella mia scuola di poesie?!? La scuola siciliana?» si meravigliò Federico, «non sei un pappagallo, sei un usignolo!» Rodrigo provò ad offendersi, ma era troppo orgoglioso di sé e non ci riuscì.

Federico, allora, lo rimise nella gabbia poiché gli era venuta un’idea eccezionale, e corse da Rashad. Arrivato dal cuoco, gli ripetè la poesia di Rodrigo. Il cuoco, dopo aver ascoltato il racconto del suo re, si mise al lavoro. In poco tempo sfornò un dolce corazzato di pan di Spagna, pieno di ricotta molto dolce, e decorato di colorata frutta candita. Federico non lo volle assaggiare in assenza del suo pappagallo consigliere. Corse al giardino zoologico, e poi alla gabbia di Rodrigo:

«Eccoti finalmente! Fammi sentire!» trillò Rodrigo. I due assaggiarono il dolce, e rimasero estasiati da quel piacevole sapore:

«Ci manca solo il nome, amico!» esclamò il pappagallo. «Io lo chiamerei Rodrigo!»

«No, mio caro.» Lo azzittì Federico. «Si chiamerà cassata, perché è molto piena e deliziosa.»

«Miiii…! Piccuitueddo! Non sarà mica una ca**ata eh?!?» disse il pappagallo in ultimo, addentando con gusto un pezzo di candito.

E questa fu l’unica volta che Rodrigo sbagliò, perché infatti non esiste al mondo anima viva che non conosca la famosissima e celebre cassata siciliana!

Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

    1. Ciao Tiziano, sono veramente contenta che il mio racconto ti sia piaciuto!
      Federico II è stato un grande personaggio storico, e davvero aveva un parco zoologico. Mi sono parecchio divertita ad immaginare questo dialogo tra lui ed il pappagallo!
      Grazie di nuovo per aver letto la mia storia 😀

  1. Brava Beatrice! Hai scritto un racconto che spicca per una scrittura arguta e scorrevole e riporta una storia davvero interessante che mi ha riportato a ricordi meravigliosi del mio soggiorno a Salina quando gustai una cassata. Che meraviglia queste pagine! Molto bella anche l’immagine del pappagallo.

    1. Assolutamente Stupor Mundi! Federico II è stato proprio l’inventore della Cassata Siciliana e dei canditi. Aveva anche un parco zoologico intorno al castello, ma per il resto è pura e genuina fantasia!

        1. Grazie mille Mary! Sono proprio contenta che il mio racconto ti abbia fatto venire l’acquolina in bocca! Ti auguro di mangiare al più presto una deliziosa cassata siciliana!