La visita

Serie: Er gabbio

Trascorsi appena un paio di giorni da quando aveva salito il gradino, Nico aveva capito che a parte le due uscite giornaliere in cortile e la messa domenicale nell’atrio circolare sotto la supervisione della statua della Regina dei Cieli, oltre a quella delle guardie carceriere, all’interno der gabbio non c’era un granché da fare. Quindi, per Nico, il miglior modo per impiegare il tempo era allenandosi: facendo piegamenti quant’era rinchiuso in cella e, durante le ore d’aria, correndo lungo il perimetro del cortile. 

Il terzo giorno dopo il suo arrivo, avendo notato le doti di Nico, il napoletano Tony, e poi anche diversi detenuti, gli aveva chiesto di voler imparare alcune nozioni di Krav Maga. Nico, volendo trascorrere il suo soggiorno senza incorrere in complicazioni varie, sapeva che anche lì aveva bisogno di amici e così al quarto giorno di reclusione cominciò a organizzare delle lezioni. 

Anche se Nico Giraldi si comportava in modo disciplinato e da solo riusciva a mantenere l’ordine tra i detenuti che seguivano le sue lezioni, i secondini, temendo che un giorno potesse scoppiare una rivolta, non è che fossero tanto felici di quelle simulazioni di combattimento corpo a corpo e tecniche di autodifesa che si tenevano in cortile. Fin quando si sarebbe rispettato un certo rigore, il direttore del carcere valutò che anche il lavoro dei suoi uomini sarebbe potuto essere semplificato ma, per far sì che le guardie non fossero poi da meno, diede il benestare al Giraldi a patto che desse lezioni anche alle guardie di custodia. Così Nico, dalla seconda settimana di reclusione, ebbe un’altra ora in più al giorno per poter star fuori dalla sua cella. 

Intanto i soldi che Ciro doveva a Romolo non erano ancora arrivati, e quest’ultimo, trascorsa la settimana di tempo concessa, cominciò a fremere di rabbia. Solo che, vista la situazione venutasi a creare, Romolo ritenne che non fosse saggio prendersela con Nico, almeno fin quando non avesse organizzato qualcosa con i suoi seguaci, così da mettere il trasteverino e i suoi sotto i propri comandi.

Ovviamente le celle non godevano della presenza di un condizionatore, e già solo per quello Nico fu lieto di lasciare la sua “suite” per un incontro. Dopo quattro settimane di reclusione, a parte aver discusso un paio di volte con l’avvocato che gli avevano affidato, era la prima volta che riceva una visita e, non appena arrivò nell’area apposita, nonostante non potesse essere un incontro più intimo vista la presenza delle guardie, di altri detenuti e dei loro parenti o amici, lui era lo stesso felice quando la vide.

Con lei si conoscevano da quando frequentavano le scuole medie e, a quei tempi, lui andava spesso in giro indossando la tuta da meccanico e, anche se le sue guance erano appena chiazzate dal primo pelo, la somiglianza con l’attore Tomas Milian era notevole. Adesso Nico, con ventotto anni sulle spalle, era molto più grosso e muscoloso e indossava sempre delle tute, ma da ginnastica; e lei mise in mostra il suo apparecchio dentale scintillante, non appena gli si trovò seduta di fronte.

«Nico, scommetto che non ti fai la barba da quando hai messo piede qui dentro, vero?» Lui sorrise, imbarazzato, ma anche per la voce nasale di lei, molto simile a quella della figlia di Fantozzi. «Scusami se non sono riuscita a venire prima, ma ho aspettato che finisse l’anno scolastico e che andasse in porto una cosa che potrebbe allietare il tuo soggiorno qui.»

Lui inarcò un sopracciglio, prima di dire: «Angeli’, ma nun te devi mica scusa’, anzi, grazie pe’ esse’ venuta. Ma invece, dimme de ‘sta cosa…»

 «Vedi, la direttrice della scuola dove insegno, conosce il direttore di Regina Coeli e non è stato tanto difficile fargli accettare il progetto che avevo in mente già da un po’» disse sorridendo, sistemandosi la frangetta.

«Ma me voi dì in che cosa consiste, ‘sto progetto?»

«Terrò un corso di lettura e scrittura, e tu sarai il primo iscritto!»

Nico affondò le dita di una mano tra i suoi riccioli e cominciò a grattarsi la testa. 

«E dai, Nico! Sarà divertente, oltre a essere utile: non solo starai qualche ora alla settimana fuori dalla tua cella; e poi non ti farà male imparare un po’ di italiano.» Lui, rassegnato all’idea, sospirò. «Inoltre passeremo un po’ di tempo insieme, non sei contento?» chiese mettendo in mostra la ferramenta dentale e battendo ripetutamente le ciglia, rimpicciolite dalle spesse lenti da vista.

«Ma, Angeli’, oltre a fa’ l’istruttore de Krav Maga e armeggia’ coi motori, nun è che so fa’ poi tante cose, e sape’ parla’ mejo l’italiano, a che me serve?»

La sua espressione si indispettì. «Dimmi un po’, quanto dovresti uscire da qui?»

«Visto che ‘a scusa dell’uso personale non ha funzionato, ‘na vorta che manco nell’urine m’hanno trovato niente, l’avvocato m’ha detto che probabilmente sarò fori de qui tra cinque mesi. E poi nun dovrò fa’ più cazzate per artri cinque anni, artrimenti me faranno paga’ questa e quella.»

«E vedi che sei uno stronzo? Tu manco le canne ti fumavi!» disse irritata. «E una volta fuori, non dirmi che riprenderai a fare il coltivatore? Perché, come avrai visto, gli stronzi come te li beccano sempre!» E per rincarare la dose aggiunse: «E non pensare di potertela cavare poi con l’aiuto di Alvaro, perché altrimenti dirò a mio padre di sfrattarti.»

«Angeli’, e nun te ‘ncazza!» esclamò facendo voltare tutti quelli presenti nella stanza. «Che te pare: anche a me rode er culo pe’ essermi fatto ‘ngabbia’» ammise, abbassando il tono di voce. «Ma a proposito, che t’ha detto quel trucido der tuo fidanzato?» chiese, con un’espressione poco felice.

«Senti, Alvaro mi vuole bene» disse, pendendosi di quello che aveva detto poc’anzi. «E avendomi vista preoccupata per te, ma anche arrabbiata per come ti eri fatto arrestare, mi ha detto che tu, dopo che ti era arrivata la bolletta della luce, volevi che ti venisse a fare l’allaccio abusivo per non farti scoprire.»

«Anvedi che stronzo! E meno male che gl’avevo detto de non ditte nulla!» disse battendo un pugno sul tavolo, che fece tossire la guardia più vicina per far sì che Nico si desse una calmata.

«E dai, non fare così… Alvaro è buono, e mi ha promesso che se lo vorrai, una volta fuori, potrà farti lavorare con lui…»

«Ma che stai a dì, dovrei annà cco lui a fa’ l’elettricista a Cinecittà? Nooo…»

«Beh, e che c’è di male? Meglio quello, che un lavoro che ti possa causare un’altra volta la galera… Non lo sai che spesso solo gli ex detenuti danno lavoro agli ex detenuti? E tu e meglio che riprenda a lavorare con la gente per bene, visto che per i prossimi cinque anni dovrai rigare dritto.»

«E c’hai ragione, Angeli’, ma magari riprenderò a lavora’ in un’artra palestra, o pe’ quarche meccanico» disse, anche se con poca convinzione.

Angelina frugò nella borsa, che ovviamente gli era stata perquisita prima dell’incontro, e ne estrasse un libro.

«Il corso comincerà tra due settimane, e intanto potresti leggere questo per poi commentarlo insieme a me durante le lezioni.»

Con aria dubbiosa, rigirò l’oggetto tra le mani e poi lesse il titolo: «Come una bestia feroce… Che roba è?»

«Edward Bunker è un autore californiano che ha scritto i suoi romanzi mentre era in prigione.» In quel momento Angelina notò che era riuscita nel suo intento: catturare l’attenzione di Nico. «Talmente ha fatto successo come scrittore e poi come attore, che pure Quentin Tarantino gli ha offerto una parte nel film “Le iene”.»

«Me cojoni!» esclamò, sinceramente compiaciuto.

«Nico! Vuoi smetterla di esprimerti sempre come un coatto? Vedi, ti sto donando questo libro, non solo perché sono certa che ti piacerà, ma anche perché potresti prendere spunto e, magari mentre sei qui, provare a scrivere qualcosa.»

«Mah, nun so… sicuro Tarantino nun me chiamerà pe’ gira’ ‘n film, al massimo potrei gira’ “Er ritorno der Monnezza”!» Rise di gusto, lei anche. «Comunque te prometto che lo leggerò, nun se sa mai…»

«Mi raccomando però: prendi l’esempio di Bunker come autore, non come criminale; e non prendere spunto da quello che leggerai, quando uscirai da qui dovrai rigare dritto, ricordalo.»

«E sì che mo ricordo, Angeli’. Ma ‘nvece, come sta tu padre, li sbirri je hanno fatto problemi?»

«Sta bene, però sente la tua mancanza. Mentre, l’ispettore Chiavari ci ha parlato una volta e, avendo constatato il suo stato di salute, gli ha creduto che fosse all’oscuro della faccenda delle piante e non ha creato nessun tipo di problema.»

«Meno male, pecché tu padre davvero nun ne sapeva niente. E invece Serpico, come sta?»

«Mio padre lo ha voluto tenere perché gli tiene compagnia, ma stai tranquillo: ogni tanto ci pensa Francesco a comprare qualcosa da mangiare per entrambi. Sai, la mattina del tuo arresto era arrivato sotto casa non appena la polizia ti stava caricando in macchina, e subito dopo è salito da mio padre per vedere se avesse bisogno di qualcosa. Comunque, preferirei che tu gli stessi alla larga una volta tornato a casa: ricordati che dovrai rigare dritto.»

«Già» rispose, quando era ormai giunto il momento di lasciarsi. 

“Ce riuscirò veramente, a riga’ dritto?” si domandò, mentre veniva riaccompagnato in cella.

 

 

Serie: Er gabbio
  • Episodio 1: La segnalazione
  • Episodio 2: Vecchie conoscenze
  • Episodio 3: La visita
  • Episodio 4: L’avvocato
  • Episodio 5: La proposta di lavoro
  • Episodio 6: Finalmente libero
  • Episodio 7: Le farfalle
  • Episodio 8: Rivelazioni
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    Responses

    1. Che direzione interessante sta prendendo questa serie. Nico mi è già simpatico, vediamo come se la caverà tra impegni mentali e fisici, sono sicura che ci saranno delle svolte inaspettate. 👏👏

      1. Come ho detto ad altri: far innamorare il lettore di Nico (un avanzo di galera) era uno dei miei principali obiettivi. E anche tu me ne stai dando la conferma, grazie Virginia.

    2. Sergio, il tuo “tour de force” tra i miei racconti mi sta riempiendo di gioia, grazie!

    3. Ciao Ivan. Bello questo episodio, la serie si fa davvero interessante, così come i personaggi. Ma povero (ed epico) Nico! No, quale povero… che legga! 🙂
      “prendi l’esempio di Bunker come autore, non come criminale; e non prendere spunto da quello che leggerai”… questa passo mi è piaciuto in particolar modo! Vai alla grande, sempre! Al prossimo episodio. 🙂

      1. Anche tu, Peppe, mi riempi di orgoglio, grazie! Dai che al prossimo avremo delle belle sorprese… Mi sono impegnato parecchio per il quarto episodio, spero di non deluderti. Mannaggia, però, il limite di 1500…

    4. Ciao Ivan, devo dire che la tua serie mi sta appassionando parecchio! Mi piacciono i personaggi e mi piace che la vicenda sia “gentile”, passami il termine. Sono curiosa di vedere Nico alle prese con l’italiano, anche se sono certa che uscirà vincitore dalla battaglia 😀

      1. Micol, mi ha reso davvero felice, grazie! Ci ho messo tempo a decidermi, però sapere che la serie sta piacendo mi riempie di orgoglio e vuol dire che ho fatto bene ad aspettare… Il prossimo capitolo ne vedremo delle belle, preparati!

    5. Le avventure del povero Nico continuano, chissà se sarà più difficile imparare l’italiano o insegnare a combattere a dei detenuti

      1. Sicuramente sarà più difficile imparare l’italiano, ma ce la farà: in futuro gli servirà… Alla prossima, amico mio.

    6. Ciao Ivan, povero Nico! Pure studiare deve fare😂😂😂, penso che stia pagando abbastanza per qualche cannetta😂😂😂, beh, chissà se cambierà! Leggendo la tua serie mi sembra di tornare ai film anni 80😎! Aspetto il prossimo!

      1. Ciao Tonino! E sì, adesso a Nico toccherà anche leggere un bel libro, che poi sarebbe quello che mi ha ispirato a scrivere questa serie. Vedremo un po’ che succederà… Sta per entrare in scena un nuovo personaggio…