L’abbraccio

Ancora non ne aveva abbastanza dell’acqua che cadeva incessante dei vestiti che erano ormai una seconda pelle sul suo corpo della sensazione di freddo che penetrava in ogni piega del suo essere perché tutto quello che voleva era potersi liberare.

I ricordi la vita il tormento quel peso che non sai come alleggerire e che nelle giornate di pioggia diventa ancora più pesante.

Di questo e di altro voleva liberarsi correndo.

Sentiva il cuore gonfio come una spugna imbevuto dal dolore e un passo dopo l’altro nella corsa sperava di riuscire a strizzarlo per poter arrivare a casa e metterlo ad asciugare.

Concluse lentamente l’ultimo tratto di strada che lo portava verso casa recuperò le chiavi dalla tasca e in un istante si trovò nel buio nel calore e nel silenzio quasi confortante del suo “rifugio”.

Era semplice lasciare fuori di casa la pioggia e il freddo si disse più complicato lasciare lì anche tutto il resto e non ricordare neanche chi fosse stato o chi fosse ora.

E per i miracoli ci voleva una fede particolare e l’incontro con qualcosa di più profondo che a lui non era mai successo.

Si svestì lasciando che l’acqua disegnasse tutto intorno il contorno della corsa appena terminata e si concesse una doccia veloce per potersi poi concentrare su tutto quello che ancora doveva affrontare prima della fine di quella giornata.

Nel suo studio lo aspettava la poltrona che con il suo schienale alto avrebbe accolto le sue spalle e tutto il loro fardello e due comodi braccioli che avrebbero permesso alle sue braccia di rilassarsi senza sentire la mancanza.

Chiuse gli occhi per un istante e quando li riaprì fu colpito dalla luce della segreteria telefonica che lampeggiava segno evidente che qualcuno nonostante tutto anche in quel momento non aveva smesso di cercarlo.

Era grato alla corsa che aveva allontanato questo momento e si congratulò con se stesso per essersi concesso uno spazio meritato visto il tono della giornata.

Ma ora bisognava tornare alla realtà e lì in quella stanza una piccola luce ricordava quale era la realtà.

Senza fretta si disse mentre allungava la mano verso il tasto per ascoltare le chiamate e il miracolo entrò nella sua vita.

“Se ritrovi di me quello che ho lasciato il mio cammino qui avrà inizio e io sarò forse un passo più vicina a tutta la realtà che ho sempre cercato di abbracciare.

Non si può dire addio a chi si è amato così e a chi si è tenuto dentro e a chi ha rappresentato la parte più viva dell’esperienza.

Eppure si può lasciare andare e si può accompagnare e dire è tutto a posto ora e ora si può rivedere e ora si può e si deve dare un senso al tutto.

Posso guardarti e posso essere io a parlare ora e posso dire tutto quello che non ho detto e tutto quello che ho perso.

Parlarti del mio tempo del mio compito e dirti che lasciare andare a volte può essere la giusta soluzione ma a volte può essere il dolore più forte e più grande da rimarginare come una ferita che è sempre aperta e che non riesce a scomparire.

Ho visto te ho visto i segni ho visto il dolore e ho visto la dose di disperazione che giornalmente affronti.

Prima io non potevo vedere perchè il mio percorso ha incrociato un percorso di una crescita diversa di donna e di libertà e in quella libertà sta la mia perdita più grande tu.

Perdo in ogni momento della mia scelta e perdo la parte più luminosa di un essere che nel cammino con me ha fatto il tratto migliore e perdo la capacità di essere vicino all’essere che più di ogni altro vedeva me sentiva me e si fidava di me.

Conosci le parole e senti che tutte quelle che dovevano essere dette non servono più e sai che non ha più senso cercare perchè alla fine la ricerca si è fatta ritrovamento di tutto quello che hai sempre sentito per me e io ho sempre sentito per te.

Pensavi che la libertà fosse più preziosa per te e per me e delle nostre libertà abbiamo fatto uno scudo per proteggerci dagli sbagli che abbiamo commesso e per allontanarci dalle scelte che non abbiamo compiuto.

Essere liberi non dover gestire nessuna situazione complessa potersi dire ciao e arrivederci nello stesso giorno ed essere in posti diversi liberi di scegliere come e cosa vivere è sempre stato quello che abbiamo cercato.

Troppo forte il senso di perdita senza quella libertà della propria essenza e del proprio essere e troppo forte rinunciare a poter essere ovunque quando si voleva.

Ora che cerchi presenza io non so parlarti di libertà e non so più essere il tuo sostegno per sentirti libero perchè tu non sei libero perchè tu non vuoi più essere libero e perchè la tua libertà è la tua prigione.

Tutto quello che oggi vedi non è più libertà perchè non sei più in grado di dire ciao o arrivederci senza che la sofferenza ti prenda così forte da farti del male.

Vuoi essere salvato vuoi essere accompagnato in questo cammino e non vuoi più essere libero e non vuoi più partire o essere un uomo in movimento.

Ora vuoi altro ora vuoi dire basta alla vita che da sempre hai ricercato perchè quella vita non è più la vita del tuo essere e perchè la libertà non esiste.

Il tuo cuore soffre e chiama e desidera essere trovato e desidera che gli sia concessa una tregua dal dolore perchè troppa sofferenza ti ha straziato.

Concedi una tregua alla vita all’orgoglio alla tua determinazione del volere solo quello che ti appartiene e in maniera esclusiva.

Concedi una tregua al tuo cuore e insegnagli che può sentirsi libero di amare e non sottometterlo con la tua logica.

Hai ancora molta strada molte occasioni diverse possibilità e la capacità di poter sentire quella libertà che cerchi nel cuore e nella vita solo fermandoti e guardando il tuo cuore e ritrovandolo dove si sente a casa.

Guidarti verso un percorso era l’inizio quello che mi spettava di fare ma fino ad un punto e non averlo compreso è stato il mio limite e la tua condanna.

Nessuno di noi due aveva la vera visione e non poteva e non doveva scegliere per l’altro perchè il nostro cuore non era uno ma due.

Volevo poter trovare ogni giorno nelle pieghe le parole che ti avrebbero fatto meno male e che ti avrebbero protetto ma non le ho trovate perchè non le avevo non erano in me e non era il mio compito e non avrei mai potuto essere per te questo.

Tu sei lo spirito che ho accompagnato e che mi ha accompagnata fino al punto in cui nessuno dei due poteva più affiancare l’altro non per mancanza di volontà ma per fine compito.

So che ti sembra una strana espressione ma non è qualcosa di drammatico è solo un fine compito per una crescita separata e diversa.

Se ti fermi se ti guardi e ti ascolti dentro te esiste una voce diversa che vive da sempre chiusa e protetta nel tuo cuore e che ha sempre lo stesso tono che riporta sempre lo stesso sentimento che genera energia che produce amore e che ti indica da tempo la strada.

La voce tu la ascolti sempre e poi la metti via ma la tieni dentro così protetta e al sicuro perchè hai paura di perderla e perchè non vuoi che ti lasci.

Io e te sappiamo cosa ci siamo dati e cosa ci siamo tolti e in tutto questo tempo del cammino c’è una sola cosa che non abbiamo mai fatto e cioè dirci la verità.

La verità in realtà non dovevamo dircela ma leggerla guardandoci ma avevamo paura della verità e tu l’hai nascosta così bene a me e io l’ho nascosta bene a te e anche a me stessa tanto che non abbiamo più avuto la libertà di scegliere e siamo stati obbligati a vivere senza verità.

La verità è tutto quello che ora mi porta avanti di un passo e mi fa procedere ed è tutto quello che ti libera dalla prigione in cui vivi.

Conosci la verità sai dov’è e sai che non è solo libertà ma leggerezza del vivere e devi afferrare l’occasione e vivere di nuovo nella verità.

Ti parlo da dove non so molto ma una cosa la so tu devi accettare la verità guardarla viverla e la verità ti libererà e ti fornirà di nuovo la visione di te stesso e del tuo cuore.

Io posso dirti ancora ciao o arrivederci e potrò farlo ogni volta che vorrai perchè non sarò più lontana se tu sentirai dentro di voler superare ogni abbandono e di voler vivere nella verità. Nel cuore esiste la voce seguila perchè ti riporterà a casa.

Questo è il mio abbraccio per te.

Mamma”.

I miracoli a volte hanno un profumo familiare.

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