
Laboratorio = Alt = Doc
Serie: De madrelingua romana
- Episodio 1: “O così o non se ne fa niente!”
- Episodio 2: Niente de niente
- Episodio 3: Laboratorio = Alt = Doc
- Episodio 4: InKiEstA
- Episodio 5: In Festa
- Episodio 6: Autostrade
- Episodio 7: Arrivati, in entrambi i sensi
- Episodio 8: Aó! Forse è de passaggio (st’episodio me sa lo cancello)
- Episodio 9: Dai che je la fai! Aò!
- Episodio 10: E andiamo!!!
STAGIONE 1
D’accordo. Gnappo non arrivava quasi ai pedali, ma in quanto a guida, constatai, era meglio di un pilota di formula uno. Dopo esser uscito dal centro abitato, aveva assunto la gobba tipica di chi ora sull’autostrada poteva lanciare il suo bolide a manetta.
Una Lancia Beta.
Lo guardai un pò preoccupato. Il mio occhio andò cauto sul contachilometri. Un secondo prima di leggere il quadrante, Carlo mi rispose.
– 110km/h, non ti preoccupare siamo nei limiti.
– Al limite vorrai dire. Gnappo lo so che bisogna fare presto perché ormai la mia pancia ha deciso di tenere un concerto rock, però mi dici una cosa…
– Tranquillo il motore è nuovo, è una Montecarlo solo per la carrozzeria.
– Grazie per la precisazione, ma non era quella la domanda che ti volevo fare. Volevo chiederti invece…ma questi numeri sulla radio che scorrono, non è che stiamo andando veramente indietro nel tempo, vero?
– Magari! Sembrano veri eh! Dimmi, sembra o non sembra una DeLorean DMC-12? Li ho installati per far colpo sulle ragazze – disse rivolgendomi uno sguardo da “doc”
– Veramente rischi di far colpo sui ragazzi, con questa macchina, io non te lo vorrei dire! Che gliene frega di “Ritorno al Futuro” alle girls, o forse si? Comunque Gnappo io sono basito. Qualcosa mi dice che non ho finito di stupirmi con te…o di maledirti! Ma che cavolo!
Un posto di blocco. Il poliziotto fece segno di accostare. Avrei voluto morire (Atreju!) o magari mangiarmi quel panino che il collega stava consumando appoggiato alla volante.
– Signore, patente e libretto per favore.
– Prego agente – disse Carlo volgendomi poi uno sguardo tra il “sono innocente” e il “non mi uccidere”!
– Grazie e ora apra il portabagagli – proseguì l’agente con fare deciso, sistemandosi un capello uscito dal berretto
– È proprio necessario? disse Carlo timoroso
– Se mi risponde così direi, affermativo!
Affermativo, pensai. Ma dove l’abbiamo trovata questa?
– Scusi agente ma il mio amico qui non si sente bene, avevamo una certa fretta e… – disse Carlo con voce sempre più tremolante. Il che mi stupì.
– Apra il portabagagli e scenda dalla macchina, mi sta facendo perdere tempo!
– Gnappo non aggiungere altro per favore, io sto bene non ti preoccupare – dissi io cercando di tranquillizzarlo
– Scenda anche lei per favore!
– Carmen c’è qualche problema con questi signori? – disse il collega ingoiando l’ultimo pezzo di pane
– No, nessun problema, ma dato che sei qui vai a controllare il portabagagli per favore.
Guardavo Gnappo, era pallido da morire. Non so cosa avesse nel portabagagli ma iniziai a temere il peggio. Infondo non lo vedevo da anni… e anche questa macchina che aveva attrezzato con cura maniacale ora mi dava sospetto. Chi me lo diceva che non potesse essere un dott. Jekyll che si sarebbe trasformato in Mr. Hide? Un genio malato. O.K. avete ragione guardo troppi film…e troppa pubblicità. Decido di svenire. Anzi svengo proprio dalla fame. Avete presente lo spot della merendina?
Forse perché ancora a digiuno, quando li riapro, gli occhi, è ancora tutto buio. Faccio per alzarmi, ma il mio cranio va a sbattere contro la lamiera. L’ansia mi assale. “Carlo!” – urlo. Poi sento un rumore di freni. La macchina ha appena inchiodato, e quel movimento mi diede la certezza che nel portabagagli c’ero finito io. Panico. E se ora aprono il portabagagli e Carlo mi spara perché non sono morto? Ma cosa sto dicendo. Carlo ora mi libera. Sarà uno scherzo che mi ha voluto fare. Sento dei passi.
Cerco qualcosa con cui difendermi, l’unica che trovo a portata di polso visto che non riesco a muovermi. Poi il portabagagli si apre. Lanciai il pallone contro la persona più forte che potevo! Il poliziotto ne restò un attimo tramortito. Poi proruppe in una risata, e prima di darmi del deficiente anche io, iniziai a correre. E iniziò a rincorrermi. Girai intorno alla macchina, vidi Carlo disteso al mio posto accanto alla guida, sembrava narcotizzato. Continuai a girare intorno alla macchina con il poliziotto giocando a guardie e ladri. Riuscii anche a sbirciare nel portabagagli, ma mi ci volle un secondo giro intorno alla macchina, e ancora una terza occhiata per affermare che quello che avevo avuto conficcato diciamo tra le scapole era. Ma si, era Mr. Fusion! Non era possibile. Forse era questo che cercava il poliziotto, la chiave per alimentare la macchina del tempo. Il posto di blocco era stato un messa in scena. Magari non era neanche un agente. Afferrai Mr. Fusion, e con uno scatto veloce mi misi alla guida e poi, i numeri iniziarono a scorrere e la macchina prese velocità.
– E poi?
– Poi. Se vuoi da qui improvviso! Certo Carlo mi hai svegliato sul più bello! Che sogno elettrizzante! Io che semino il poliziotto e ci mettiamo in salvo.
– Scagliandoli un pallone in faccia e sfiancandolo con il giro tondo. Certo non proprio alla James Bond ma…
– Ma si dai, ti dirò hai fatto anche bene! Magari con la voragine in pancia chissà il mio cervello cosa avrebbe potuto immaginare ancora. E ora offrimi la seconda porzione di polpette svedesi! Scherzo. Però sono davvero fantastiche. Scusami mamma. Però c’ho ancora fame. Tu vuoi qualcos’altro?
– No, grazie.
– Sicuro? Senti Carlo prima che vada a fare la fila. Mi spieghi perché non volevi aprire il portabagagli all’agente?
– Era una donna agente.
– E allora?
– Ero solo imbarazzato, non c’era niente nel portabagagli, tranne il pallone e qualche barattolo di vernice. Perchè?
– C’avevi ‘na faccia! Mi alzai dandogli un buffetto sulla spalla e raggiunsi la cassa. Imbarazzato. In effetti la donna poliziotto non era male. Dopo un attimo di trance al pensarla, mi girai per chiedere a Carlo se veramente non volesse altro, aveva mangiato solo un insalata. Ma al suo posto non c’era. Guardai verso la porta vetrata e vidi Carlo attraversare il parcheggio correndo verso la macchina. Lasciai la fila. Non fui l’unico. La donna poliziotto si fece largo tra i tavoli del ristorante e raggiunse l’uscita prima di me. Rincorremmo Carlo, o cercammo di farlo, io dietro di lei staccato di 200m. Ma ci fermammo a metà strada, io, lei in pratica era arrivata in fondo al parcheggio. Guardammo la macchina prendere velocità sulla strada deserta. Poi il lampo.
– Sparito nel Nulla. Atreju, vedi tutto torna. Ti piace come finale?
– È questo che crea la tua fame? E comunque non è un finale! Come continua?
– Ancora! Che lei sale a bordo e ti spara. Ecco la fine. Scherzo!
– Oh magari che la faccio salire perché si è innamorata di me a prima vista e scappiamo insieme…era bella vero?
– Dai basta con le favole Carlè ritorniamo al presente. Andiamo a comprare i mobili va!
(non so se vale ancora come lab, ma ormai l’avevo abbozzato. Scriverò anche il successivo per farvi in qualche modo gli auguri! Ciao a tutti!)
Serie: De madrelingua romana
- Episodio 1: “O così o non se ne fa niente!”
- Episodio 2: Niente de niente
- Episodio 3: Laboratorio = Alt = Doc
- Episodio 4: InKiEstA
- Episodio 5: In Festa
- Episodio 6: Autostrade
- Episodio 7: Arrivati, in entrambi i sensi
- Episodio 8: Aó! Forse è de passaggio (st’episodio me sa lo cancello)
- Episodio 9: Dai che je la fai! Aò!
- Episodio 10: E andiamo!!!
Quando ero giovane e la lancia faceva macchine che tutti noi consideravamo miti, nella prossima mettici la Delta Integrale, poi che bello Mr Fusion, con il colpo Amarcord ti sei ingraziata tutti i Nerd di Open.
Sinceramente non so se ho capito tutto tutto però mi sono divertito tanto a leggerlo.
Brava, alla prossima
Ciao Maria, è un peccato che il tuo lab sul posto di blocco sia arrivato in ritardo, con te la risata è assicurata! Dovresti inserire questo libriCk nella serie, sono d’accordo con Micol! Non so se le donne sono interessate a Ritorno al futuro, ma qualche ragazza nerd si trova??, comunque mi sono piaciuti i rapidi cambi pieni di comicità e anche assurdità, da ridere davvero?, e poi non hai citato solo Ritorno al futuro… Atreju è un riferimento alla storia infinita o sbaglio???? E poi, Vincenzo riuscirà mai a comprarli sti cappero di mobili???? Non vedo l’ora di leggere il tuo lab natalizio, un caro saluto, alla prossima!
Ciao Maria Anna, direi che la categoria “umoristico” è tutta tua! 😀
Contrariamente a Tiziano non sono una fan di “Ritorno al Futuro”, ma il tuo Vincenzo mi fa sempre sbellicare dalle risate. Inserirai questo racconto nella serie? Secondo, me, ci sta tutto!
ahahah grazie Tiziano! Son contenta ti sia piaciuto e tu abbia apprezzato. Se non sono pretenziosa allora visto il commento vado col classificarlo come umoristico 🙂 grazie alla prossima!
Per il Lab sei in ritardo, ma per farci sorridere sei sempre puntuale! Davvero spassoso e d’altronde citando Ritorno al futuro con me hai gioco face. Mi piace il tuo umorismo…a presto, spero parteciperai al lab in corso 🙂